Riaprite la Biblioteca Metelli e i centri stampa di Padova

Riaprite la Biblioteca Metelli e i centri stampa di Padova

Il problema

È ormai certo che il “domani”, qualunque esso sarà, si presenterà in un modo completamente diverso. L’esperienza del Sars-Cov-2 vissuta in questi ultimi tre mesi dall’intera umanità, ma con particolare drammaticità nel nostro Paese, modificherà la nostra normalità, la vita, la società, la cultura, i rapporti interpersonali e delle popolazioni in un modo che ancora non conosciamo. Quel “domani” è già oggi e fin da oggi va reso vivibile, mettendo in moto pensieri, azioni e pratiche che permettano di abbandonare questa aura di incertezza e sofferenza che tutti stiamo respirando alla stregua di una nube tossica che aleggia su di noi. La scuola, l’università, le istituzioni culturali pubbliche, i musei, le biblioteche possono fin da subito giocare un ruolo decisivo, i mezzi per renderlo possibile ci sono, basta solo attuarli: gel, mascherine, controllo della temperatura sono misure che stiamo imparando ad accettare, perciò perché tenere chiuse le istituzioni più importanti che invece rappresentano la vera linfa vitale per tutto il nostro Paese?

Hanno riaperto i centri benessere, i centri estetici, di cura della persona, ma la persona va curata anche psicologicamente: una persona bella all’esterno, non vuol dire stia bene con sé stessa anche all’interno e questa bellezza è radicata nel contesto della socializzazione, della cultura, della gioia della condivisione, elementi che fino a poco tempo fa si davano per scontati; si concentravano negli ambienti scolastici e nelle biblioteche, alcune di queste di fama nazionale, come la Biblioteca Fabio Metelli di Padova, frequentata giornalmente da centinaia di studenti degli Atenei più disparati, ora forzatamente a casa in attesa di poter riprendere contatto con quella che era la loro normalità, la loro realtà, e così anche tutti coloro che vi ci lavoravano e che si ritrovano in stato di sospensione cercando di capire se quel mondo a loro tanto familiare e pieno di vita farà, anche solo parzialmente, ritorno.

Librerie come Feltrinelli, Ibs, Libraccio hanno riaperto i battenti grazie anche agli appelli, all’impegno, alle proposte di intellettuali, studiosi, scrittori, editori, librai. Una bella notizia che alleggerisce quella tensione specialmente nel mondo studentesco-universitario che fino ad ora ha dovuto contare esclusivamente sulle dispense online, slides, e-book senza poter accedere al prestito dei libri necessari allo studio e alla preparazione degli esami.

Supporto fondamentale è sempre stato rappresentato dai cosiddetti “centri-stampa”, uffici in cui gli studenti universitari hanno sempre ritrovato un punto di riferimento per la conoscenza e la condivisione di tutto ciò che è necessario al proprio percorso universitario, a partire dalle diapositive, essenziali per prendere con maggiore efficienza gli appunti a lezione, o la stampa delle tesi, elemento tanto di ricordo, quanto di conclusione di un percorso tortuoso che certamente aprirà nuove strade al futuro laureato, seguendolo fino in fondo, passo passo, in ciò che è la testimonianza di un impegno in via di realizzazione, a costi modici. Potrà sembrare banale, ma la stampa di centinaia di slides, o della propria tesi, in altri centri possono rappresentare un costo economico non indifferente se sommato a quello di libri, manuali, dispense, tasse, vitto e alloggio. I centri stampa vengono appaltati ogni anno da una ditta esterna, la quale si impegna a garantire una continuità prestazionale per gli studenti, situazione che sembrerebbe venire meno a causa delle conseguenze comportate dall’emergenza sanitaria. Va tenuto presente che il self service non può sostituire l’esperienza ventennale degli operatori: gli studenti non possono trasformarsi in tecnici, non ne hanno il tempo né le competenze, e i bibliotecari non devono maturare velocemente delle abilità togliendo così il lavoro ai veri operatori che hanno invece maturato un’esperienza ventennale nel settore.

Come laureata all’Università di Padova, dando però voce a molti altri miei colleghi ed amici, chiedo che la Biblioteca riapra quanto prima, ovviamente perseguendo le norme di sicurezza attualmente in vigore, e che il centro stampa incluso in essa non venga abbandonato. La situazione attuale certamente modificherà di molto le nostre precedenti abitudini, ma eliminare del tutto anche quei servizi che rendevano l’Università un luogo unico di accoglienza, di condivisione e socializzazione non è giusto venga meno. Solo Psicologia conta 16mila studenti, generare ulteriore incertezza e scompiglio in un momento come questo è l’ultima cosa che desideriamo.

Firmate affinché venga data voce anche a noi.

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Alessandra DinonPromotore della petizione
Questa petizione aveva 25 sostenitori

Il problema

È ormai certo che il “domani”, qualunque esso sarà, si presenterà in un modo completamente diverso. L’esperienza del Sars-Cov-2 vissuta in questi ultimi tre mesi dall’intera umanità, ma con particolare drammaticità nel nostro Paese, modificherà la nostra normalità, la vita, la società, la cultura, i rapporti interpersonali e delle popolazioni in un modo che ancora non conosciamo. Quel “domani” è già oggi e fin da oggi va reso vivibile, mettendo in moto pensieri, azioni e pratiche che permettano di abbandonare questa aura di incertezza e sofferenza che tutti stiamo respirando alla stregua di una nube tossica che aleggia su di noi. La scuola, l’università, le istituzioni culturali pubbliche, i musei, le biblioteche possono fin da subito giocare un ruolo decisivo, i mezzi per renderlo possibile ci sono, basta solo attuarli: gel, mascherine, controllo della temperatura sono misure che stiamo imparando ad accettare, perciò perché tenere chiuse le istituzioni più importanti che invece rappresentano la vera linfa vitale per tutto il nostro Paese?

Hanno riaperto i centri benessere, i centri estetici, di cura della persona, ma la persona va curata anche psicologicamente: una persona bella all’esterno, non vuol dire stia bene con sé stessa anche all’interno e questa bellezza è radicata nel contesto della socializzazione, della cultura, della gioia della condivisione, elementi che fino a poco tempo fa si davano per scontati; si concentravano negli ambienti scolastici e nelle biblioteche, alcune di queste di fama nazionale, come la Biblioteca Fabio Metelli di Padova, frequentata giornalmente da centinaia di studenti degli Atenei più disparati, ora forzatamente a casa in attesa di poter riprendere contatto con quella che era la loro normalità, la loro realtà, e così anche tutti coloro che vi ci lavoravano e che si ritrovano in stato di sospensione cercando di capire se quel mondo a loro tanto familiare e pieno di vita farà, anche solo parzialmente, ritorno.

Librerie come Feltrinelli, Ibs, Libraccio hanno riaperto i battenti grazie anche agli appelli, all’impegno, alle proposte di intellettuali, studiosi, scrittori, editori, librai. Una bella notizia che alleggerisce quella tensione specialmente nel mondo studentesco-universitario che fino ad ora ha dovuto contare esclusivamente sulle dispense online, slides, e-book senza poter accedere al prestito dei libri necessari allo studio e alla preparazione degli esami.

Supporto fondamentale è sempre stato rappresentato dai cosiddetti “centri-stampa”, uffici in cui gli studenti universitari hanno sempre ritrovato un punto di riferimento per la conoscenza e la condivisione di tutto ciò che è necessario al proprio percorso universitario, a partire dalle diapositive, essenziali per prendere con maggiore efficienza gli appunti a lezione, o la stampa delle tesi, elemento tanto di ricordo, quanto di conclusione di un percorso tortuoso che certamente aprirà nuove strade al futuro laureato, seguendolo fino in fondo, passo passo, in ciò che è la testimonianza di un impegno in via di realizzazione, a costi modici. Potrà sembrare banale, ma la stampa di centinaia di slides, o della propria tesi, in altri centri possono rappresentare un costo economico non indifferente se sommato a quello di libri, manuali, dispense, tasse, vitto e alloggio. I centri stampa vengono appaltati ogni anno da una ditta esterna, la quale si impegna a garantire una continuità prestazionale per gli studenti, situazione che sembrerebbe venire meno a causa delle conseguenze comportate dall’emergenza sanitaria. Va tenuto presente che il self service non può sostituire l’esperienza ventennale degli operatori: gli studenti non possono trasformarsi in tecnici, non ne hanno il tempo né le competenze, e i bibliotecari non devono maturare velocemente delle abilità togliendo così il lavoro ai veri operatori che hanno invece maturato un’esperienza ventennale nel settore.

Come laureata all’Università di Padova, dando però voce a molti altri miei colleghi ed amici, chiedo che la Biblioteca riapra quanto prima, ovviamente perseguendo le norme di sicurezza attualmente in vigore, e che il centro stampa incluso in essa non venga abbandonato. La situazione attuale certamente modificherà di molto le nostre precedenti abitudini, ma eliminare del tutto anche quei servizi che rendevano l’Università un luogo unico di accoglienza, di condivisione e socializzazione non è giusto venga meno. Solo Psicologia conta 16mila studenti, generare ulteriore incertezza e scompiglio in un momento come questo è l’ultima cosa che desideriamo.

Firmate affinché venga data voce anche a noi.

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Alessandra DinonPromotore della petizione

I decisori

Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Patrizio Bianchi
Patrizio Bianchi
Ministro dell'Istruzione
Maurizio Vedaldi
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Petizione creata in data 27 maggio 2020