Emanuela, 17 anni, Italiana

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Mi chiamo Emanuela ho 17 anni, e sono una ragazza di origini nigeriane nata e cresciuta a Roma.

Sono nata in una famiglia di immigrati nigeriani, arrivati in Italia nel 1997, con permesso di soggiorno e tutti i documenti necessari per risiedere regolarmente in Italia. Da qualche anno, acquisite tutte le credenziali per poterlo fare, i miei genitori hanno fatto richiesta per la cittadinanza (sopratutto per limitare determinate difficoltà burocratiche a me e alle mie sorelle) e quest’anno ci è stata accettata; mancava solo un ultimo step, stavamo aspettando la lettera che ci avrebbe convocato per il giuramento. 

Poi che è successo?
Il nuovo Ministro degli Interni Matteo Salvini ha emanato il nuovo decreto sulla cittadinanza, raddoppiando i tempi per l’accettazione della richiesta e aumentando il prezzo di €50.00.

Tale decreto ha effetto anche su richieste già accettate ed avviate. Quindi adesso io e la mia famiglia dovremmo aspettare altri 2 anni per ottenere qualcosa per cui abbiamo già pagato ed aspettato 2 anni. Altri 2 anni, dopo aver vissuto un vita di fatiche, sacrifici e lavoro, in un paese, che purtroppo, sta diventando sempre più intollerante agli stranieri.

Vi sembra corretto? 

Vi chiedo di aiutarmi, firmando. Aiutarmi a far sentire la mia voce, quella dei miei genitori e di tutte le altre persone che in Italia si trovano nella nostra stessa situazione. Aiutatemi a dare diffusione alla mia petizione e a farla arrivare all’orecchio di Salvini e dell’attuale Governo. 

Chiedo che a coloro che avevano già affrontato il processo per diventare cittadini italiani secondo il vecchio decreto, come la mia famiglia, sia data la possibilità di procedere secondo i tempi stabiliti in precedenza.
Chiedo che il decreto di cittadinanza
presentato dal Ministro Matteo Salvini all'interno del decreto sicurezza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 Ottobre 2018, non venga integralmente accettato dal Parlamento, che ha 60 giorni per rigettarlo e/o chiederne le modifiche. 
Chiedo inoltre che il Governo possa sinceramente riaffrontare l’argomento dello Ius Soli e di non lasciarlo in disparte.

Uno dei disagi più evidenti per me, per esempio, è viaggiare con la scuola. Non avendo la cittadinanza italiana ogni volta purtroppo è un problema. Devo ottenere il visto e molte volte proprio perché non c’è tempo, devo rinunciare all’esperienza. 

In Italia oggi sono, e saranno, sempre più numerosi gli italiani di seconda generazione.
Esistiamo, abbiamo dei diritti e non siamo diversi dagli altri.
Siamo nati in Italia, studiamo in Italia, parliamo italiano, PENSIAMO in italiano. Potremmo essere i vostri figli, solo che al momento non abbiamo gli stessi diritti.
E non è giusto. 



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