

Sospendete lo sfratto per i miei genitori
Il problema
Vivere da 40 anni nello stesso appartamento. Rischiare, da un giorno all’altro, di essere cacciati con la forza, nonostante l’affitto sia stato sempre pagato con regolarità. E nonostante l’età avanzata, le condizioni economiche e di salute rendano difficile (se non impossibile) traslocare altrove. Ecco, in poche righe, la (brutta) storia dei miei genitori, Ernestina e Bernardo.
Mia madre e mio padre, 68 e 73 anni, vivono da 44 in zona Alberone, a Roma. L’edificio in cui abitano appartiene all’Istituto portoghese di Sant’Antonio: un istituto pio che, dopo tanto tempo, ha deciso di mettere fine al contratto di locazione per trasformare lo stabile in una sorta di studentato. I miei genitori non hanno mai avuto la possibilità di comprare l'appartamento, ma hanno sempre pagato l'affitto. Adesso, il prossimo 11 marzo, dovranno lasciare la casa in cui vivono da sempre, in cui anch’io sono cresciuto. Nello stesso immobile, e nella stessa condizione, si trova anche Patrizia, inquilina, come i miei, da oltre 40 anni: la sua situazione è particolarmente delicata perché oltre a essere invalida per più del 70 per cento, Patrizia ha subito finora tre interventi per tumore. Come faranno?
Tutto ha avuto origine dalla mancata riconferma del bocco agli sfratti, non inserito quest’anno nel decreto milleproroghe. Il blocco avrebbe previsto la sospensione delle procedure di sfratto per finita locazione per una serie di categorie disagiate, come previsto dalla legge n. 9 del 2007: per chi ha più di 65 anni, ha un’invalidità del 70 per cento o un reddito annuo inferiore ai 27 mila euro. I miei genitori rientrano in ciascuna di queste tre categorie: sono anziani, parzialmente invalidi e hanno una pensione di circa 12 mila euro annui. Come se non bastasse, il prefetto ha il potere di concedere la forza pubblica: in sostanza, l’esecuzione coattiva. E sembra non voglia rinunciarvi.
Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha distribuito alle regioni dei fondi per gli affitti. Le regioni, a loro volta, dovranno distribuirli ai comuni, tra continui scarichi di responsabilità.
Chiedo che le autorità competenti, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il presidente del Tribunale di Roma Mario Bresciano, concedano anche quest’anno la proroga allo sfratto per i casi di finita locazione o che almeno facciano in modo che i fondi sociali che il governo ha stanziato vengano effettivamente messi a disposizione dei cittadini bisognosi.

Il problema
Vivere da 40 anni nello stesso appartamento. Rischiare, da un giorno all’altro, di essere cacciati con la forza, nonostante l’affitto sia stato sempre pagato con regolarità. E nonostante l’età avanzata, le condizioni economiche e di salute rendano difficile (se non impossibile) traslocare altrove. Ecco, in poche righe, la (brutta) storia dei miei genitori, Ernestina e Bernardo.
Mia madre e mio padre, 68 e 73 anni, vivono da 44 in zona Alberone, a Roma. L’edificio in cui abitano appartiene all’Istituto portoghese di Sant’Antonio: un istituto pio che, dopo tanto tempo, ha deciso di mettere fine al contratto di locazione per trasformare lo stabile in una sorta di studentato. I miei genitori non hanno mai avuto la possibilità di comprare l'appartamento, ma hanno sempre pagato l'affitto. Adesso, il prossimo 11 marzo, dovranno lasciare la casa in cui vivono da sempre, in cui anch’io sono cresciuto. Nello stesso immobile, e nella stessa condizione, si trova anche Patrizia, inquilina, come i miei, da oltre 40 anni: la sua situazione è particolarmente delicata perché oltre a essere invalida per più del 70 per cento, Patrizia ha subito finora tre interventi per tumore. Come faranno?
Tutto ha avuto origine dalla mancata riconferma del bocco agli sfratti, non inserito quest’anno nel decreto milleproroghe. Il blocco avrebbe previsto la sospensione delle procedure di sfratto per finita locazione per una serie di categorie disagiate, come previsto dalla legge n. 9 del 2007: per chi ha più di 65 anni, ha un’invalidità del 70 per cento o un reddito annuo inferiore ai 27 mila euro. I miei genitori rientrano in ciascuna di queste tre categorie: sono anziani, parzialmente invalidi e hanno una pensione di circa 12 mila euro annui. Come se non bastasse, il prefetto ha il potere di concedere la forza pubblica: in sostanza, l’esecuzione coattiva. E sembra non voglia rinunciarvi.
Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha distribuito alle regioni dei fondi per gli affitti. Le regioni, a loro volta, dovranno distribuirli ai comuni, tra continui scarichi di responsabilità.
Chiedo che le autorità competenti, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il presidente del Tribunale di Roma Mario Bresciano, concedano anche quest’anno la proroga allo sfratto per i casi di finita locazione o che almeno facciano in modo che i fondi sociali che il governo ha stanziato vengano effettivamente messi a disposizione dei cittadini bisognosi.

I decisori

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Petizione creata in data 12 febbraio 2015