UNITI CONTRO LA CREMAZIONE,PER CHIUDERE E ELIMINARE DEFINITIVAMENTE I FORNI CREMATORI IN ITALIA

UNITI CONTRO LA CREMAZIONE,PER CHIUDERE E ELIMINARE DEFINITIVAMENTE I FORNI CREMATORI IN ITALIA

Il problema

Ho creato questa petizione affinche' si chiudano definitivamente i forni crematori e si abolisca la cremazione dei cadaveri,almeno in Italia questa pretica macabra e occulta deve essere fermata!

 La cremazione (che consiste nel ridurre in cenere, mediante il fuoco e un grande calore, le spoglie mortali raccogliendole in un’apposita urna) è una pratica contraria alla morale umana e cristiana,infatti anche alla Scrittura Biblica per chi crede in Dio.

La Scrittura  insegna che sia mentre Gesù era in terra che sia dopo i giorni degli apostoli, i discepoli del Signore venivano seppelliti e non cremati. Lazzaro fu seppellito in un sepolcro (cfr. Giov. 11:17); Giovanni Battista fu anch’egli seppellito (cfr. Mat. 14:12); Stefano fu seppellito (cfr. Atti 8:2).Altri esempi ancora più antichi Abrahamo, Isacco e Giacobbe,  seppelliti (cfr. Gen. 25:9; 35:29; 50:12-13).  Mosè del cui seppellimento c'e' scritto: “E l’Eterno lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, difronte a Beth-Peor; e nessuno fino a questo giorno ha mai saputo dove fosse la sua tomba” (Deut. 34:6) Notare che la Bibbia descrive che fu Dio stesso a seppellirlo.

La Chiesa Cattolica Romana si è schierata a favore della cremazione,ma non del tutto ha anch' essa i suoi oppositori,contrari.

UNA OPPOSIZIONE FORTEMENTE MOTIVATA
La tradizione apostolica - È un fatto storico che i cattolici, dal­l'inizio del cristianesimo, hanno inumato i loro defunti: vi è una tradizione multisecolare che risale alle origini stesse della nostra santa Religione. Un tale fatto è molto importante e significativo da essere universale nella Chiesa, tanto che, con l'estensione della stessa, si propaga l'inumazione dei corpi dei defunti, quali che siano i costumi preesistenti e la varietà dei popoli. J. Besson scriveva: «Non si spiega la presenza di questa disciplina in nazioni diverse tra loro e, in molte parti, l'attaccamento dei pastori e dei fedeli ad un rito opposto ai vecchi costumi popolari, se non con l'esistenza di una legge formale ricevuta dalla Chiesa nascente. L'inumazione non fu che un'usanza libera ripresa dai primi cristiani, i quali, al contrario dei Greci e dei Romani, rimarranno sempre attaccati a questa singolarità che più di una volta attirò l'attenzione dei persecutori e provocò sommosse e profanazioni di tombe cristiane (Tertulliano, "Ad Scapulam" III). Si è, dunque, portati ad applicare a questa pratica universale una rego­la, ben conosciuta, di S. Agostino ed a vedervi uno di quei precetti che gli Apostoli stessi diedero alla Chiesa fin dalle sue origini». Quin­di, i cattolici si sono sempre fatti inumare e il fondamento di questa pratica - che risale alle origini della nostra storia - sta nell'autorità degli Apostoli stessi. 

Contro gli sgherri di Satana - I promotori della cremazione non sono che i nemici della Chiesa: frammassoni, liberi pensatori, paga­ni..., schiavi del demonio che desidera ancora realizzare la dannazio­ne eterna del maggior numero di anime per mezzo di questa empietà. Nella loro propaganda, infatti, ripetono le stesse banali motivazioni e gli stessi sofismi da più di due secoli (mancanza di posti[!], igiene,...). La sola differenza che si può constatare oggi è che là dove è praticata, la cremazione non si effettua più direttamente sotto gli occhi dei pa­renti, amici,... poiché a dire dei testimoni inorriditi del secolo scorso era uno spettacolo terrificante: la natura stessa sembrava ribellarsi contro questa azione contro natura. 

La morte non è la fine di tutto - Anche da un punto di vista filosofico bisogna insorgere contro la cremazione, la quale, distrug­gendo totalmente, violentemente il corpo del defunto, proclama che tutto è finito. Il morto non è più niente, poiché il suo corpo è privo di vita. Allora perché non bruciarlo come un vecchio straccio? Questa concezione materialista nega implicitamente l'esistenza dell'anima umana, la sua immortalità e, invece di vedere nella morte la separa­zione del corpo dall'anima, vi vede la fine di tutta la vita e disprezza questa macchina ormai inoperante. Se l'uomo non fosse che un vec­chio straccio, che un ammasso di materia, tutto questo potrebbe esse­re ammissibile, ma per la sua anima l'uomo ha un destino immortale che fa della morte un passaggio all'aldilà. Da qui il rispetto verso il corpo stesso del defunto la cui vita, come noi sappiamo, prosegue in un altro modo. La sua tomba ci ricorda quello che fu, ma che resta in qualche modo sempre unito a noi, anche se non lo vediamo più. 

I cori dei Santi - Nella religione cattolica non si distrugge vio­lentemente il rivestimento carnale, poiché anch'esso ha contribuito alla santificazione. È Dio che l'ha creato con un atto particolare (Gn I, 26) ed ha ricevuto tutte le unzioni, benedizioni che la Chiesa usa per la nostra salvezza: il corpo è stato santificato per mezzo dei Sa­cramenti (Battesimo, Santa Eucaristia, ...) che sono dei segni sensi­bili dagli effetti soprannaturali. Così, la natura sensibile è associata, quando è possibile, all'opera della grazia santificante. È per questo motivo che in tutti i tempi i resti dei Santi sono stati circondati di rispetto e anche di venerazione (culti, reliquie,...) e talvolta i loro cor­pi sono stati inumati anche in luoghi benedetti. 

Il sonno della morte - I cattolici, dietro al loro Divin Maestro, nostro Signore Gesù Cristo, parlano della morte come di un sonno. A proposito di Lazzaro morto, Gesù disse: «Il nostro amico Lazzaro dorme, ma vado a svegliarlo» (Gv XI, 11). «Quelli che dormono... », detto in seguito da S. Paolo (cfr. 1 Ts IV, 13; V, 7), esprime che la morte è solamente uno stato temporaneo per i defunti, come un son­no. Anche il "depositare" nel cimitero, dal greco "dormitorio" o cam­po benedetto (camposanto), è come la semenza mortale destinata a germinare nell'immortalità: «Seminatur in corruptione, surget in incorruptione» cioè: «Il corpo si semina corruttibilmente, risorge in­corruttibile» (1 Cor XV, 42). Questo sonno della morte, sonno parti­colare, è vero, deve essere rispettato, poiché non è che la preparazio­ne di un risveglio luminoso: quello della risurrezione futura dei mor­ti. La fede in questo avvenimento, nel quale ciascuno, per la potenza divina ritroverà il suo corpo, comporta il rispetto del corpo dei defun­ti che rivivranno gloriosamente per la beatitudine del cielo. L'inuma­zione, così compresa, è un atto di fede nella risurrezione futura. Per il momento il corpo è lasciato in balia delle forze dissolventi della natu­ra, ma, come nella germinazione, è in attesa, in preparazione di una vita più fiorente. 

La nostra configurazione a Cristo - L'inumazione manifesta, a differenza della cremazione, l'unione mistica del cattolico con Cri­sto: essa la rende conforme, anche nella sepoltura, al suo Capo, "pri­mizia di coloro che dormono", come ci ricorda la liturgia pasquale, il cui Corpo fu deposto in una tomba e non bruciato, prima di risuscita­re il terzo giorno. 

.

Anche secondo la tradizione ebraica 

Il corpo è, quasi fosse esso stesso un piccolo tempio, il contenitore dell’anima. La tradizione ebraica impone il rispetto del corpo nella sua interezza e per questa ragione l’ebraismo vieta ogni manifestazione che costituisce vilipendio a quell’immagine di Dio come già insegnato nella Genesi: vietati i tatuaggi o gli atti di lutto come graffiarsi o strappare i capelli, o atti di violenza su se stessi.

Il rispetto del corpo si accompagna anche oltre la morte con una serie di riti, fra cui la pulizia della salma.

Per questa ragione è vietato – come per i rotoli della Torà o i Tefillìn – bruciare i cadaveri che vanno – esattamente come i libri di preghiera e la Torà – seppelliti.

Non a caso una delle prime istituzioni che vengono realizzate quanso nasce una nuova comunità è (oltre alla sinagoga e alla scuola) la realizzazione di un cimitero ebraico e coloro che assolvono a questo compito della Chevrà Kadishà, svolgono un’opera altamente meritoria.

Il cimitero, nella lingua ebraica, viene definito Bet HaChaym, “la casa dei viventi”, proprio come affermazione del credo nella vita eterna delle anime, che in tale luogo riposano. Avere fiducia nel Creatore del cielo e della terra, che ha chiaramente ordinato all’uomo di essere sepolto, significa anche credere in un mondo di eterna verità, nella ricompensa, nella punizione e nella Resurrezione Finale, che rappresenta l’ultimo dei “Tredici principi di fede” di Maimonide.

ARTICOLO 53 
Costruzione e ampliamento del cimitero: 
progetti; studio tecnico; relazione sanitaria 
I progetti per la costruzione di nuovi cimiteri e così per l'ampliamento devono essere preceduti da uno studio tecnico, come dettagliatamente prescritto all'art. 55 del Reg.to di P.M. 
Inoltre i progetti stessi devono essere accompagnati da una relazione tecnico-sanitaria in ordine agli aspetti generali e particolari dettagliatamente precisati agli artt. 55, 56, 57, 60 e 81 del Reg.to di P.M. nonchè agli artt. 58 e 59 dello stesso regolamento, relativi all'ampiezza dei lotti di terreno riservati ai campi per inumazione decennale. 
Per l'approvazione dei progetti sono da osservare le norme di cui all'art. 228 del T. U. LL. SS. e successive modifiche . 

La Cabalà, inoltre, insegna che, dopo la morte, l’anima rimane vicino al corpo, sente i discorsi funebri che vengono pronunciati, vede i presenti che vanno a porgere l’ultimo saluto, e una parte rimane nella tomba.

Quindi la maniera corretta di trattare i cadaveri è quella di seppellirli. Ma io dico: ‘Ma perché mai dovremmo ridurre noi in polvere i corpi morti dei santi, invece di farli ridurre in polvere da Dio col passare del tempo? Sì, da Dio perché è scritto nei Salmi: “Tu fai tornare i mortali in polvere e dici: Ritornate, o figliuoli degli uomini” (Sal. 90:3). Perché voler fare quello che Dio ha stabilito di fare lui stesso, cioè fare tornare in polvere i mortali? In verità, non c’è nessuna ragione, almeno io non ne vedo nessuna.
Forse qualcuno dirà che in questa maniera si risolve il problema dei cimiteri che sono strapieni!Niente di piu'falso. Qualcun’altro dirà che in questa maniera vuole conservare in casa le ceneri del suo morto ma polvere dei morti deve rimanere al cimitero. Ci potrebbe poi essere chi dice che ha deciso di farsi cremare perché oggi la cremazione rappresenta la forma di sepoltura più economica; ma e' ingiusto rendere piu' economica una cosa cosi' macabra e infernale  contro la Parola di Dio e la persona,

Infatti lanciando questa petizione vorrei fare in modo che ogni persona possa anche tramite una minima tassa riuscire ad avere una degna sepoltura,bisogna che lo Stato provveda ad abbassare il costo dei funerali e eliminare definitivamente i forni crematori,non incrementarli.

ARTICOLO 54 
Zona di rispetto 
I cimiteri devono essere isolati dall'abitato per un raggio non inferiore a 200 metri, nel quale sono vietati la costruzione di nuovi edifici e l'ampliamento di quelli esistenti. 
Per l'ampliamento dei cimiteri esistenti, la distanza non potrà essere inferiore a m. 100 per i comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti ed a m. 50 per gli altri comuni. 

ARTICOLO 61 
Operazioni vietate - Denuncia 
E’ vietato eseguire nelle salme tumulate operazioni tendenti a ridurre il cadavere entro contenitori di misura inferiore a quella delle casse con le quali fu collocato nel loculo al momento della tumulazione. 
Il custode del cimitero è tenuto a denunciare all'Autorità giudiziaria e al Sindaco chiunque esegua sulle salme operazioni nelle quali possa con

 

Colgo l’occasione quindi per esortare i credenti e coloro che hanno una propria morale e voglia di eliminare e fermare questo atroce macabro rito, rifiutare di farsi cremare,firmando la petizione 

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S CPromotore della petizione
Questa petizione aveva 80 sostenitori

Il problema

Ho creato questa petizione affinche' si chiudano definitivamente i forni crematori e si abolisca la cremazione dei cadaveri,almeno in Italia questa pretica macabra e occulta deve essere fermata!

 La cremazione (che consiste nel ridurre in cenere, mediante il fuoco e un grande calore, le spoglie mortali raccogliendole in un’apposita urna) è una pratica contraria alla morale umana e cristiana,infatti anche alla Scrittura Biblica per chi crede in Dio.

La Scrittura  insegna che sia mentre Gesù era in terra che sia dopo i giorni degli apostoli, i discepoli del Signore venivano seppelliti e non cremati. Lazzaro fu seppellito in un sepolcro (cfr. Giov. 11:17); Giovanni Battista fu anch’egli seppellito (cfr. Mat. 14:12); Stefano fu seppellito (cfr. Atti 8:2).Altri esempi ancora più antichi Abrahamo, Isacco e Giacobbe,  seppelliti (cfr. Gen. 25:9; 35:29; 50:12-13).  Mosè del cui seppellimento c'e' scritto: “E l’Eterno lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, difronte a Beth-Peor; e nessuno fino a questo giorno ha mai saputo dove fosse la sua tomba” (Deut. 34:6) Notare che la Bibbia descrive che fu Dio stesso a seppellirlo.

La Chiesa Cattolica Romana si è schierata a favore della cremazione,ma non del tutto ha anch' essa i suoi oppositori,contrari.

UNA OPPOSIZIONE FORTEMENTE MOTIVATA
La tradizione apostolica - È un fatto storico che i cattolici, dal­l'inizio del cristianesimo, hanno inumato i loro defunti: vi è una tradizione multisecolare che risale alle origini stesse della nostra santa Religione. Un tale fatto è molto importante e significativo da essere universale nella Chiesa, tanto che, con l'estensione della stessa, si propaga l'inumazione dei corpi dei defunti, quali che siano i costumi preesistenti e la varietà dei popoli. J. Besson scriveva: «Non si spiega la presenza di questa disciplina in nazioni diverse tra loro e, in molte parti, l'attaccamento dei pastori e dei fedeli ad un rito opposto ai vecchi costumi popolari, se non con l'esistenza di una legge formale ricevuta dalla Chiesa nascente. L'inumazione non fu che un'usanza libera ripresa dai primi cristiani, i quali, al contrario dei Greci e dei Romani, rimarranno sempre attaccati a questa singolarità che più di una volta attirò l'attenzione dei persecutori e provocò sommosse e profanazioni di tombe cristiane (Tertulliano, "Ad Scapulam" III). Si è, dunque, portati ad applicare a questa pratica universale una rego­la, ben conosciuta, di S. Agostino ed a vedervi uno di quei precetti che gli Apostoli stessi diedero alla Chiesa fin dalle sue origini». Quin­di, i cattolici si sono sempre fatti inumare e il fondamento di questa pratica - che risale alle origini della nostra storia - sta nell'autorità degli Apostoli stessi. 

Contro gli sgherri di Satana - I promotori della cremazione non sono che i nemici della Chiesa: frammassoni, liberi pensatori, paga­ni..., schiavi del demonio che desidera ancora realizzare la dannazio­ne eterna del maggior numero di anime per mezzo di questa empietà. Nella loro propaganda, infatti, ripetono le stesse banali motivazioni e gli stessi sofismi da più di due secoli (mancanza di posti[!], igiene,...). La sola differenza che si può constatare oggi è che là dove è praticata, la cremazione non si effettua più direttamente sotto gli occhi dei pa­renti, amici,... poiché a dire dei testimoni inorriditi del secolo scorso era uno spettacolo terrificante: la natura stessa sembrava ribellarsi contro questa azione contro natura. 

La morte non è la fine di tutto - Anche da un punto di vista filosofico bisogna insorgere contro la cremazione, la quale, distrug­gendo totalmente, violentemente il corpo del defunto, proclama che tutto è finito. Il morto non è più niente, poiché il suo corpo è privo di vita. Allora perché non bruciarlo come un vecchio straccio? Questa concezione materialista nega implicitamente l'esistenza dell'anima umana, la sua immortalità e, invece di vedere nella morte la separa­zione del corpo dall'anima, vi vede la fine di tutta la vita e disprezza questa macchina ormai inoperante. Se l'uomo non fosse che un vec­chio straccio, che un ammasso di materia, tutto questo potrebbe esse­re ammissibile, ma per la sua anima l'uomo ha un destino immortale che fa della morte un passaggio all'aldilà. Da qui il rispetto verso il corpo stesso del defunto la cui vita, come noi sappiamo, prosegue in un altro modo. La sua tomba ci ricorda quello che fu, ma che resta in qualche modo sempre unito a noi, anche se non lo vediamo più. 

I cori dei Santi - Nella religione cattolica non si distrugge vio­lentemente il rivestimento carnale, poiché anch'esso ha contribuito alla santificazione. È Dio che l'ha creato con un atto particolare (Gn I, 26) ed ha ricevuto tutte le unzioni, benedizioni che la Chiesa usa per la nostra salvezza: il corpo è stato santificato per mezzo dei Sa­cramenti (Battesimo, Santa Eucaristia, ...) che sono dei segni sensi­bili dagli effetti soprannaturali. Così, la natura sensibile è associata, quando è possibile, all'opera della grazia santificante. È per questo motivo che in tutti i tempi i resti dei Santi sono stati circondati di rispetto e anche di venerazione (culti, reliquie,...) e talvolta i loro cor­pi sono stati inumati anche in luoghi benedetti. 

Il sonno della morte - I cattolici, dietro al loro Divin Maestro, nostro Signore Gesù Cristo, parlano della morte come di un sonno. A proposito di Lazzaro morto, Gesù disse: «Il nostro amico Lazzaro dorme, ma vado a svegliarlo» (Gv XI, 11). «Quelli che dormono... », detto in seguito da S. Paolo (cfr. 1 Ts IV, 13; V, 7), esprime che la morte è solamente uno stato temporaneo per i defunti, come un son­no. Anche il "depositare" nel cimitero, dal greco "dormitorio" o cam­po benedetto (camposanto), è come la semenza mortale destinata a germinare nell'immortalità: «Seminatur in corruptione, surget in incorruptione» cioè: «Il corpo si semina corruttibilmente, risorge in­corruttibile» (1 Cor XV, 42). Questo sonno della morte, sonno parti­colare, è vero, deve essere rispettato, poiché non è che la preparazio­ne di un risveglio luminoso: quello della risurrezione futura dei mor­ti. La fede in questo avvenimento, nel quale ciascuno, per la potenza divina ritroverà il suo corpo, comporta il rispetto del corpo dei defun­ti che rivivranno gloriosamente per la beatitudine del cielo. L'inuma­zione, così compresa, è un atto di fede nella risurrezione futura. Per il momento il corpo è lasciato in balia delle forze dissolventi della natu­ra, ma, come nella germinazione, è in attesa, in preparazione di una vita più fiorente. 

La nostra configurazione a Cristo - L'inumazione manifesta, a differenza della cremazione, l'unione mistica del cattolico con Cri­sto: essa la rende conforme, anche nella sepoltura, al suo Capo, "pri­mizia di coloro che dormono", come ci ricorda la liturgia pasquale, il cui Corpo fu deposto in una tomba e non bruciato, prima di risuscita­re il terzo giorno. 

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Anche secondo la tradizione ebraica 

Il corpo è, quasi fosse esso stesso un piccolo tempio, il contenitore dell’anima. La tradizione ebraica impone il rispetto del corpo nella sua interezza e per questa ragione l’ebraismo vieta ogni manifestazione che costituisce vilipendio a quell’immagine di Dio come già insegnato nella Genesi: vietati i tatuaggi o gli atti di lutto come graffiarsi o strappare i capelli, o atti di violenza su se stessi.

Il rispetto del corpo si accompagna anche oltre la morte con una serie di riti, fra cui la pulizia della salma.

Per questa ragione è vietato – come per i rotoli della Torà o i Tefillìn – bruciare i cadaveri che vanno – esattamente come i libri di preghiera e la Torà – seppelliti.

Non a caso una delle prime istituzioni che vengono realizzate quanso nasce una nuova comunità è (oltre alla sinagoga e alla scuola) la realizzazione di un cimitero ebraico e coloro che assolvono a questo compito della Chevrà Kadishà, svolgono un’opera altamente meritoria.

Il cimitero, nella lingua ebraica, viene definito Bet HaChaym, “la casa dei viventi”, proprio come affermazione del credo nella vita eterna delle anime, che in tale luogo riposano. Avere fiducia nel Creatore del cielo e della terra, che ha chiaramente ordinato all’uomo di essere sepolto, significa anche credere in un mondo di eterna verità, nella ricompensa, nella punizione e nella Resurrezione Finale, che rappresenta l’ultimo dei “Tredici principi di fede” di Maimonide.

ARTICOLO 53 
Costruzione e ampliamento del cimitero: 
progetti; studio tecnico; relazione sanitaria 
I progetti per la costruzione di nuovi cimiteri e così per l'ampliamento devono essere preceduti da uno studio tecnico, come dettagliatamente prescritto all'art. 55 del Reg.to di P.M. 
Inoltre i progetti stessi devono essere accompagnati da una relazione tecnico-sanitaria in ordine agli aspetti generali e particolari dettagliatamente precisati agli artt. 55, 56, 57, 60 e 81 del Reg.to di P.M. nonchè agli artt. 58 e 59 dello stesso regolamento, relativi all'ampiezza dei lotti di terreno riservati ai campi per inumazione decennale. 
Per l'approvazione dei progetti sono da osservare le norme di cui all'art. 228 del T. U. LL. SS. e successive modifiche . 

La Cabalà, inoltre, insegna che, dopo la morte, l’anima rimane vicino al corpo, sente i discorsi funebri che vengono pronunciati, vede i presenti che vanno a porgere l’ultimo saluto, e una parte rimane nella tomba.

Quindi la maniera corretta di trattare i cadaveri è quella di seppellirli. Ma io dico: ‘Ma perché mai dovremmo ridurre noi in polvere i corpi morti dei santi, invece di farli ridurre in polvere da Dio col passare del tempo? Sì, da Dio perché è scritto nei Salmi: “Tu fai tornare i mortali in polvere e dici: Ritornate, o figliuoli degli uomini” (Sal. 90:3). Perché voler fare quello che Dio ha stabilito di fare lui stesso, cioè fare tornare in polvere i mortali? In verità, non c’è nessuna ragione, almeno io non ne vedo nessuna.
Forse qualcuno dirà che in questa maniera si risolve il problema dei cimiteri che sono strapieni!Niente di piu'falso. Qualcun’altro dirà che in questa maniera vuole conservare in casa le ceneri del suo morto ma polvere dei morti deve rimanere al cimitero. Ci potrebbe poi essere chi dice che ha deciso di farsi cremare perché oggi la cremazione rappresenta la forma di sepoltura più economica; ma e' ingiusto rendere piu' economica una cosa cosi' macabra e infernale  contro la Parola di Dio e la persona,

Infatti lanciando questa petizione vorrei fare in modo che ogni persona possa anche tramite una minima tassa riuscire ad avere una degna sepoltura,bisogna che lo Stato provveda ad abbassare il costo dei funerali e eliminare definitivamente i forni crematori,non incrementarli.

ARTICOLO 54 
Zona di rispetto 
I cimiteri devono essere isolati dall'abitato per un raggio non inferiore a 200 metri, nel quale sono vietati la costruzione di nuovi edifici e l'ampliamento di quelli esistenti. 
Per l'ampliamento dei cimiteri esistenti, la distanza non potrà essere inferiore a m. 100 per i comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti ed a m. 50 per gli altri comuni. 

ARTICOLO 61 
Operazioni vietate - Denuncia 
E’ vietato eseguire nelle salme tumulate operazioni tendenti a ridurre il cadavere entro contenitori di misura inferiore a quella delle casse con le quali fu collocato nel loculo al momento della tumulazione. 
Il custode del cimitero è tenuto a denunciare all'Autorità giudiziaria e al Sindaco chiunque esegua sulle salme operazioni nelle quali possa con

 

Colgo l’occasione quindi per esortare i credenti e coloro che hanno una propria morale e voglia di eliminare e fermare questo atroce macabro rito, rifiutare di farsi cremare,firmando la petizione 

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I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Giovanna Martelli
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Consigliera per le Pari Opportunità
Polizia mortuaria
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Organo ufficiale di ANSAF&AS
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