Disoccupazione: i soldi che l’Europa dà ai giovani vadano davvero ai giovani


Disoccupazione: i soldi che l’Europa dà ai giovani vadano davvero ai giovani
Il problema
Un miliardo e mezzo di euro per la disoccupazione giovanile: i soldi ci sono, ce li dà l’Europa e anche il governo ha messo la sua parte. Ma questi soldi rischiano di diventare l'ennesimo spreco all'italiana.
Dobbiamo agire subito. I giovani non conoscono il programma e le opportunità che dovrebbe creare. Non solo: le iniziative che lo Stato e le regioni stanno portando avanti non sono efficaci. Chiediamo al ministero e ai governatori di intervenire immediatamente.
Il 42,7% dei giovani in Italia è disoccupato e quasi 2 milioni e mezzo di ragazzi non studia e non lavora. Statistiche mai viste prima nella storia di questo Paese che ci dicono una cosa chiara: agire ora o perdere una generazione.
L’Europa ci è venuta incontro con 1 miliardo e duecento milioni di euro cui si sono aggiunti 300 milioni da parte del governo italiano:1 miliardo e mezzo (1.500.000.000€!) con l’obiettivo di rimettere in moto la macchina occupazionale.
Un’occasione unica, insomma. Peccato che in Italia abbiamo un vizio: sprecare i soldi destinati a tutti, in questo caso addirittura ai giovani, magari per continuare a finanziare strutture, iniziative e posti di lavoro di pochi privilegiati.
Le prove? Il modo con cui Stato e Regioni stanno amministrando questo generoso fondo battezzato “Garanzia giovani”. Da quando è partito il programma, nel maggio 2014, circa 430 mila ragazzi (report ministeriale del 27 febbraio 2015) hanno aderito al progetto ma meno della metà sono stati contattati per un primo colloquio orientativo da parte dei centri per l’impiego. Il sito internet del programma (finanziato all’interno di un budget di 30 milioni di euro fra annessi e connessi) è un deserto, le offerte di lavoro latitano e ad oggi sono stati resi disponibili poco più di 50mila posti di lavoro, in grado di venire incontro solo al 3% di quell’esercito di giovani (1.723.000 persone) che non studiano e non lavorano, ma che sarebbero disponibili a farlo. Anche le aziende che hanno aderito sono pochissime e i corsi di formazione a rischio flop. Ad oggi l’intera operazione sembra avviata a un amaro fallimento, degno del Paese più corrotto d’Europa. E purtroppo il programma non ha ancora dato risposte ai disoccupati.
Le risorse che l’Europa ha destinato ai giovani devono andare ai giovani e non disperdersi nei soliti sprechi e nelle zone grigie alla voce “spese generali” di burocrazie incomprensibili.
Garanzia giovani è partita con il piede sbagliato: lo ha ammesso indirettamente anche il governo.
Chiediamo a governo e Regioni di agire subito: c’è un’intera generazione a rischio e zero tempo da perdere.

Il problema
Un miliardo e mezzo di euro per la disoccupazione giovanile: i soldi ci sono, ce li dà l’Europa e anche il governo ha messo la sua parte. Ma questi soldi rischiano di diventare l'ennesimo spreco all'italiana.
Dobbiamo agire subito. I giovani non conoscono il programma e le opportunità che dovrebbe creare. Non solo: le iniziative che lo Stato e le regioni stanno portando avanti non sono efficaci. Chiediamo al ministero e ai governatori di intervenire immediatamente.
Il 42,7% dei giovani in Italia è disoccupato e quasi 2 milioni e mezzo di ragazzi non studia e non lavora. Statistiche mai viste prima nella storia di questo Paese che ci dicono una cosa chiara: agire ora o perdere una generazione.
L’Europa ci è venuta incontro con 1 miliardo e duecento milioni di euro cui si sono aggiunti 300 milioni da parte del governo italiano:1 miliardo e mezzo (1.500.000.000€!) con l’obiettivo di rimettere in moto la macchina occupazionale.
Un’occasione unica, insomma. Peccato che in Italia abbiamo un vizio: sprecare i soldi destinati a tutti, in questo caso addirittura ai giovani, magari per continuare a finanziare strutture, iniziative e posti di lavoro di pochi privilegiati.
Le prove? Il modo con cui Stato e Regioni stanno amministrando questo generoso fondo battezzato “Garanzia giovani”. Da quando è partito il programma, nel maggio 2014, circa 430 mila ragazzi (report ministeriale del 27 febbraio 2015) hanno aderito al progetto ma meno della metà sono stati contattati per un primo colloquio orientativo da parte dei centri per l’impiego. Il sito internet del programma (finanziato all’interno di un budget di 30 milioni di euro fra annessi e connessi) è un deserto, le offerte di lavoro latitano e ad oggi sono stati resi disponibili poco più di 50mila posti di lavoro, in grado di venire incontro solo al 3% di quell’esercito di giovani (1.723.000 persone) che non studiano e non lavorano, ma che sarebbero disponibili a farlo. Anche le aziende che hanno aderito sono pochissime e i corsi di formazione a rischio flop. Ad oggi l’intera operazione sembra avviata a un amaro fallimento, degno del Paese più corrotto d’Europa. E purtroppo il programma non ha ancora dato risposte ai disoccupati.
Le risorse che l’Europa ha destinato ai giovani devono andare ai giovani e non disperdersi nei soliti sprechi e nelle zone grigie alla voce “spese generali” di burocrazie incomprensibili.
Garanzia giovani è partita con il piede sbagliato: lo ha ammesso indirettamente anche il governo.
Chiediamo a governo e Regioni di agire subito: c’è un’intera generazione a rischio e zero tempo da perdere.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori


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Petizione creata in data 2 febbraio 2015