Di non inserire lo sblocco delle trivellazioni in Adriatico nel decreto legge "Sblocca Italia" neppure oltre le 12 miglia dalla costa
Di non inserire lo sblocco delle trivellazioni in Adriatico nel decreto legge "Sblocca Italia" neppure oltre le 12 miglia dalla costa
Il problema
Il mare Adriatico è piccolo, quasi un lago (chiuso a nord) e densamente antropizzato.
Da casa mia, vivo in Ancona, vedo spesso l’altra sponda del mare: la Croazia.
Purtroppo vedo anche ben due piattaforme estrattive(spero croate)probabilmente ce n’è una ogni dieci km da Chioggia in giù.
Spesso si sentono scosse sismiche. Ma tutto l’Adriatico è zona sismica e il fondo di questo mare tende già di suo ad abbassarsi, tanto che Venezia sprofonda lentamente (non ci vuole tanto a capire ( i geologi lo dicono in tutti i modi)(v. trasmissione Report Rai tre del 12 maggio dal titolo Shale caos, Tutta la città ne parla Radio tre del 21 maggio 2014) che se pure possa non essere l’unica causa, il prelevamento di petrolio e metano, dal fondo marino dà un bel contributo ad aumentare il rischio sismico
Il mare Adriatico inoltre sconta un inquinamento continuo (pesticidi dalla Val Padana)proliferazione alghe velenose e morie di pesci e vecchio (carcasse varie di vecchie navi o imbarcazioni, siti industriali ormai dismessi anche da cinquant’anni, continuano ad inquinare e sono praticamente impossibili da bonificare, proiettili di uranio impoverito e altro materiale bellico, dell’ultima guerra in terra slava o anche dell’ultima guerra mondiale viene ogni tanto pescato dalle reti dei pescherecci o affiora sulle spiagge).
Dietro pressioni dell’Assomineraria (associazione industrie estrattive di Confindustria)(v.art. di Edoardo Petti sul sito www.formiche.net del 09.08.2014”Tutti i benefici per l’Italia di estrarre energia nel Mare Adriatico. Report Assomineraria; v.su Corriere della Sera art. di Stefano Agnoli del 06.08.2014”La corsa al gas dell’Adriatico quella linea che divide il mare in due”), il GOVERNO sta inserendo nel famoso decreto SBLOCCA ITALIA lo sblocco delle trivellazioni(Petrolio e Gas Metano) in Adriatico con la motivazione che tanto la Croazia le sta già facendo e quindi perché non partecipare alla spartizione della torta(v.in merito editoriale di Romano Prodi sul Messaggero del 18 maggio scorso)
Ma la torta in realtà non c’è o comunque è molto piccola (il petrolio sarebbe in piccola quantità e molto impuro e soprattutto non sarebbe nostro ma darebbe diritto soltanto a delle royalty piuttosto esigue) e molto velenosa (la torta) perché comporta non solo un danno ambientale certo e un rischio ambientale e sismico enorme, ma anche un inquinamento fisico e sociale amplificato dalla situazione geografica e ambientale già molto precaria di questo bellissimo piccolo mare Adriatico.
Casomai , approfittando del fatto di essere in questi mesi come Italia alla guida dell’Europa, bisognerebbe bloccare la Croazia (che è già in Europa) e fare pressione sugli altri paesi tipo Montenegro e Albania che ancora non sono in Europa perché rivolgano altrove le proprie mire di sviluppo economico.
Non serve per il vantaggio economico di alcune holding petrolifere e per un precario aumento di posti di lavoro, continuare a sostenere la produzione di energia da fonti non rinnovabili, mettendo a repentaglio la sicurezza del nostro territorio e della popolazione che ci vive, continuando a peggiorare la salute di questo piccolo mare, sulla quale si fondano turismo, pesca, vita e cultura millenaria.
Sarebbe invece urgente che il Governo preveda ed incentivi, coerentemente con gli indirizzi europei, lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e il risparmio energetico sulla base di una adeguata promozione della ricerca da sperimentare cominciando, perché no, proprio dalle sponde del Mare Adriatico.
Chiediamo al Governo di non inserire lo sblocca trivelle in Adriatico (neppure oltre le 12 miglia dalla costa) nel decreto “Sblocca Italia”
No alla trappola di un finto profitto con un danno ambientale senza ritorno.
Ancona, 18 agosto, 2014
Firma la petizione e grazie di esserti unito
Olivia Falà (Ancona)
Il problema
Il mare Adriatico è piccolo, quasi un lago (chiuso a nord) e densamente antropizzato.
Da casa mia, vivo in Ancona, vedo spesso l’altra sponda del mare: la Croazia.
Purtroppo vedo anche ben due piattaforme estrattive(spero croate)probabilmente ce n’è una ogni dieci km da Chioggia in giù.
Spesso si sentono scosse sismiche. Ma tutto l’Adriatico è zona sismica e il fondo di questo mare tende già di suo ad abbassarsi, tanto che Venezia sprofonda lentamente (non ci vuole tanto a capire ( i geologi lo dicono in tutti i modi)(v. trasmissione Report Rai tre del 12 maggio dal titolo Shale caos, Tutta la città ne parla Radio tre del 21 maggio 2014) che se pure possa non essere l’unica causa, il prelevamento di petrolio e metano, dal fondo marino dà un bel contributo ad aumentare il rischio sismico
Il mare Adriatico inoltre sconta un inquinamento continuo (pesticidi dalla Val Padana)proliferazione alghe velenose e morie di pesci e vecchio (carcasse varie di vecchie navi o imbarcazioni, siti industriali ormai dismessi anche da cinquant’anni, continuano ad inquinare e sono praticamente impossibili da bonificare, proiettili di uranio impoverito e altro materiale bellico, dell’ultima guerra in terra slava o anche dell’ultima guerra mondiale viene ogni tanto pescato dalle reti dei pescherecci o affiora sulle spiagge).
Dietro pressioni dell’Assomineraria (associazione industrie estrattive di Confindustria)(v.art. di Edoardo Petti sul sito www.formiche.net del 09.08.2014”Tutti i benefici per l’Italia di estrarre energia nel Mare Adriatico. Report Assomineraria; v.su Corriere della Sera art. di Stefano Agnoli del 06.08.2014”La corsa al gas dell’Adriatico quella linea che divide il mare in due”), il GOVERNO sta inserendo nel famoso decreto SBLOCCA ITALIA lo sblocco delle trivellazioni(Petrolio e Gas Metano) in Adriatico con la motivazione che tanto la Croazia le sta già facendo e quindi perché non partecipare alla spartizione della torta(v.in merito editoriale di Romano Prodi sul Messaggero del 18 maggio scorso)
Ma la torta in realtà non c’è o comunque è molto piccola (il petrolio sarebbe in piccola quantità e molto impuro e soprattutto non sarebbe nostro ma darebbe diritto soltanto a delle royalty piuttosto esigue) e molto velenosa (la torta) perché comporta non solo un danno ambientale certo e un rischio ambientale e sismico enorme, ma anche un inquinamento fisico e sociale amplificato dalla situazione geografica e ambientale già molto precaria di questo bellissimo piccolo mare Adriatico.
Casomai , approfittando del fatto di essere in questi mesi come Italia alla guida dell’Europa, bisognerebbe bloccare la Croazia (che è già in Europa) e fare pressione sugli altri paesi tipo Montenegro e Albania che ancora non sono in Europa perché rivolgano altrove le proprie mire di sviluppo economico.
Non serve per il vantaggio economico di alcune holding petrolifere e per un precario aumento di posti di lavoro, continuare a sostenere la produzione di energia da fonti non rinnovabili, mettendo a repentaglio la sicurezza del nostro territorio e della popolazione che ci vive, continuando a peggiorare la salute di questo piccolo mare, sulla quale si fondano turismo, pesca, vita e cultura millenaria.
Sarebbe invece urgente che il Governo preveda ed incentivi, coerentemente con gli indirizzi europei, lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e il risparmio energetico sulla base di una adeguata promozione della ricerca da sperimentare cominciando, perché no, proprio dalle sponde del Mare Adriatico.
Chiediamo al Governo di non inserire lo sblocca trivelle in Adriatico (neppure oltre le 12 miglia dalla costa) nel decreto “Sblocca Italia”
No alla trappola di un finto profitto con un danno ambientale senza ritorno.
Ancona, 18 agosto, 2014
Firma la petizione e grazie di esserti unito
Olivia Falà (Ancona)
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori


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Petizione creata in data 18 agosto 2014