Chiudere la SIAE

Chiudere la SIAE

Il problema

informare sullo stato dei prelievi per copia privata: 120 milioni di euro, due euro a testa all'anno per ogni cittadino, neonati e anziani compresi, che gli italiani stanno pagando senza saperlo per avere un diritto che in larghissima parte non esercitano. E che, anche se volessero, quasi sempre non potrebbero esercitare.

 

Cosa sono i compensi per copia privata

Per chi non lo sapesse, la copia privata è il diritto che un consumatore ha di copiare un contenuto legittimamente acquistato (e quindi tassativamente non pirata) su altri dispositivi di sua proprietà. I contenuti copiati non possono essere ceduti a terzi a nessun titolo, anche non oneroso. Per poter avere questo diritto (che però è sempre più difficile esercitare perché può essere svolto solo nel rispetto delle misure di protezione anticopia) il consumatore è tenuto al pagamento di un compenso che grava non sui contenuti stessi (almeno quelli copiabili) ma su supporti e apparecchi. Per semplicità di gestione, il compenso viene versato a SIAE da chi importa o produce i prodotti assoggettati, che poi carica quest'onere sulla filiera a valle (con incremento di IVA e margine del canale distributivo) fino ad arrivare a consumatore finale. SIAE si occupa, oltre che della raccolta, anche della ridistribuzione di questi compensi, sottratti i propri costi, seguendo alcune indicazioni di legge (per esempio sulle percentuali tra diverse categorie di aventi diritto) e stabilendo autonomamente altri parametri di ripartizione (come per esempio l’incidenza di quota audio e di quota video e così via).

Le nuove tariffe, seppur con un mercato dell’elettronica pressoché fermo, stanno portando introiti doppi nelle casse della SIAE: già nel bilancio preventivo 2015 SIAE aveva previsto un netto incremento, con una raccolta stimata di 117,5 milioni di euro contro i 67,1 milioni del bilancio 2013, l’ultimo che non tenesse conto delle modifiche delle tariffe introdotte con il decreto Franceschini. In realtà, la situazione a consuntivo sarà ancora più rosea per gli aventi diritto: SIAE stessa stima di andare oltre il proprio preventivo raggiungendo e probabilmente superando i 120 milioni di euro. Questa previsione è decisamente realistica: infatti SIAE, secondo i dati che la Società stessa ci ha rivelato, ha già messo a segno incassi sul fronte copia privata per ben 80 milioni di euro nel periodo gennaio-luglio 2015, con una media, quindi, di quasi 11,5 milioni al mese. I cinque mesi mancanti dovrebbero portare quindi nelle casse SIAE più o meno altri 50 milioni di euro e più, con un raccolta lorda per copia privata che potrebbe quindi attestarsi intorno ai 130 milioni. Proprio il doppio di quanto raccolto nell’ultimo anno di vecchie tariffe: non sbagliavamo, quindi, quando, più di un anno fa parlavamo di “prelievo doppio” in virtù delle tariffe fissate dal Ministro Franceschini.

Il valore di raccolta per copia privata riportato nel rendiconto di gestione 2014 della SIAE, pari a 77,8 milioni, non risente interamente dell’aumento delle tariffe: queste sono entrate in vigore nel luglio scorso; le dichiarazioni dei produttori/importatori sono trimestrali; poi, con normali tempi amministrativi SIAE emette le fatture corrispondenti e queste, con normali tempi contabili, vengono saldate. Questo ha fatto sì che solo gli ultimissimi pagamenti dell’anno si riferissero alle nuove tariffe.

 

 

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Mattia PranzoPromotore della petizionefotografo e filmmaker in giro per il mondo
Questa petizione aveva 32 sostenitori

Il problema

informare sullo stato dei prelievi per copia privata: 120 milioni di euro, due euro a testa all'anno per ogni cittadino, neonati e anziani compresi, che gli italiani stanno pagando senza saperlo per avere un diritto che in larghissima parte non esercitano. E che, anche se volessero, quasi sempre non potrebbero esercitare.

 

Cosa sono i compensi per copia privata

Per chi non lo sapesse, la copia privata è il diritto che un consumatore ha di copiare un contenuto legittimamente acquistato (e quindi tassativamente non pirata) su altri dispositivi di sua proprietà. I contenuti copiati non possono essere ceduti a terzi a nessun titolo, anche non oneroso. Per poter avere questo diritto (che però è sempre più difficile esercitare perché può essere svolto solo nel rispetto delle misure di protezione anticopia) il consumatore è tenuto al pagamento di un compenso che grava non sui contenuti stessi (almeno quelli copiabili) ma su supporti e apparecchi. Per semplicità di gestione, il compenso viene versato a SIAE da chi importa o produce i prodotti assoggettati, che poi carica quest'onere sulla filiera a valle (con incremento di IVA e margine del canale distributivo) fino ad arrivare a consumatore finale. SIAE si occupa, oltre che della raccolta, anche della ridistribuzione di questi compensi, sottratti i propri costi, seguendo alcune indicazioni di legge (per esempio sulle percentuali tra diverse categorie di aventi diritto) e stabilendo autonomamente altri parametri di ripartizione (come per esempio l’incidenza di quota audio e di quota video e così via).

Le nuove tariffe, seppur con un mercato dell’elettronica pressoché fermo, stanno portando introiti doppi nelle casse della SIAE: già nel bilancio preventivo 2015 SIAE aveva previsto un netto incremento, con una raccolta stimata di 117,5 milioni di euro contro i 67,1 milioni del bilancio 2013, l’ultimo che non tenesse conto delle modifiche delle tariffe introdotte con il decreto Franceschini. In realtà, la situazione a consuntivo sarà ancora più rosea per gli aventi diritto: SIAE stessa stima di andare oltre il proprio preventivo raggiungendo e probabilmente superando i 120 milioni di euro. Questa previsione è decisamente realistica: infatti SIAE, secondo i dati che la Società stessa ci ha rivelato, ha già messo a segno incassi sul fronte copia privata per ben 80 milioni di euro nel periodo gennaio-luglio 2015, con una media, quindi, di quasi 11,5 milioni al mese. I cinque mesi mancanti dovrebbero portare quindi nelle casse SIAE più o meno altri 50 milioni di euro e più, con un raccolta lorda per copia privata che potrebbe quindi attestarsi intorno ai 130 milioni. Proprio il doppio di quanto raccolto nell’ultimo anno di vecchie tariffe: non sbagliavamo, quindi, quando, più di un anno fa parlavamo di “prelievo doppio” in virtù delle tariffe fissate dal Ministro Franceschini.

Il valore di raccolta per copia privata riportato nel rendiconto di gestione 2014 della SIAE, pari a 77,8 milioni, non risente interamente dell’aumento delle tariffe: queste sono entrate in vigore nel luglio scorso; le dichiarazioni dei produttori/importatori sono trimestrali; poi, con normali tempi amministrativi SIAE emette le fatture corrispondenti e queste, con normali tempi contabili, vengono saldate. Questo ha fatto sì che solo gli ultimissimi pagamenti dell’anno si riferissero alle nuove tariffe.

 

 

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Mattia PranzoPromotore della petizionefotografo e filmmaker in giro per il mondo

I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Filippo Sugar
Filippo Sugar
Presidente SIAE

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Petizione creata in data 27 settembre 2015