PETIZIONE CHIUSA

BASTA TRIVELLE NEI MARI DI SICILIA: Presidente fermi questa inutile corsa all'oro nei mari di Sicilia.

Questa petizione aveva 907 sostenitori


Questo sfruttamento scellerato mette a serio rischio uno dei principali patrimoni naturalistici Italiani, il Mediterraneo, con conseguente impatto sul settore del turismo, oltre ai gravi rischi di salute cui vanno incontro gli abitanti del luogo.

5 le piattaforme petrolifere già attive, ma il numero potrebbe ben presto raddoppiare; 12.908 i chilometri quadrati interessati dai 5 permessi di ricerca già rilasciati e da altre 15 richieste di concessione, ricerca e prospezione avanzate: un vero e proprio assalto delle compagnie petrolifere.

Questo assalto va assolutamente bloccato. Il Mediterraneo è un patrimonio unico mondiale; come si può permettere l'installazione di una piattaforma petrolifera nei pressi di Pantelleria o di Porto Empedocle, oppure di fronte alla Valle dei Templi di Agrigento o a Punta Secca (la famosa spiaggia del "Commissario Montalbano")?

“Un eventuale incidente potrebbe causare danni alle coste siciliane incalcolabili, dal punto di vista ambientale, così come devastanti potrebbero essere gli effetti che anche piccole quantità di greggio disperso in mare potrebbero avere sulle coste” – dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, un solo incidente basterebbe a distruggere tutto per centinaia d’anni! La sola perdita fisiologica della raffineria, moltiplicata per il numero totale dei pozzi, non sarebbe più trascurabile ma avrebbe di certo un impatto sull’ambiente circostante.

Tra l'altro è ben noto che le riserve di petrolio si stanno esaurendo, per questo motivo le compagnie petrolifere stanno utilizzando nuovi metodi di estrazioni per il petrolio e i gas naturali (come ad esempio il fracking, ovvero la fratturazione idraulica delle rocce in profondità, mediante iniezione ad alta pressione di sostanze chimiche) e le ricerche si stanno estendendo in altri territori (inclusi luoghi protetti e a rischio sismico), il tutto a dispetto dei rischi sulla salute dell'uomo e l'impatto ambientale.

In pratica un accanimento per estrarre fino all'ultima goccia di petrolio con ingenti investimenti per nuovi pozzi petroliferi, comunque destinati a esaurirsi in breve tempo. La notizia dell'Eni intenzionata a chiudere gli impianti Siciliani di Gela, mandando a casa 3.500 lavoratori, dovrebbe servire da monito: questi sono investimenti senza futuro!

Nel mondo si stanno facendo investimenti su larga scala nel settore dell'energia rinnovabile, ma non è ancora abbastanza; nel semestre di presidenza italiano in Europa vogliamo che l’Italia guidi la terza rivoluzione industriale, la rivoluzione energetica!

Il patrimonio naturalistico italiano (e il turismo) è il vero tesoro su cui investire.

Per maggiori informazioni sul petrolio siciliano scarica il dossier Legambiente:

Canale di Sicilia, da favola blu a incubo nero?

Se anche tu vuoi che il governo Italiano investa in energie pulite e rinnovabili, piuttosto che investire in metodologie ormai obsolete ed energia in via d'esaurimento, firma la petizione e condividi con i tuoi contatti.

La difesa del tuo territorio dipende soprattutto da te.

MDT - Movimento per la Difesa dei Territori

www.movimentodifesaterritori.it



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