

Sostegno psicologico gratuito a bambini e ragazzi anche in Italia


Sostegno psicologico gratuito a bambini e ragazzi anche in Italia
Il problema
Lo scorso 15 aprile, il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia finanzierà il sostegno psicologico a bambini e adolescenti che hanno subito i pesanti contraccolpi della pandemia da covid19 e del lockdown, attraverso il rimborso totale di dieci sedute. Chiediamo che anche in Italia - Paese tra i più colpiti al mondo dal virus e dalle misure restrittive - si intervenga rapidamente in tale direzione.
La pandemia ha ferito psicologicamente milioni e milioni di persone, ferite che nei bambini e negli adolescenti rischiano di lasciare tracce profonde se non si interviene. Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi l’ha definita psicopandemia: «un termine che evidenzia le enormi ricadute che oltre un anno di emergenza sanitaria ha avuto sul benessere mentale della popolazione, in tutte le fasce di età».
Da una ricerca di Fondazione Italiana In Salute emerge infatti che il 16,5% della popolazione afferma di avere sintomi di depressione a causa della pandemia e delle restrizioni. È allarme tra i più giovani: nella fascia tra i 18 e i 25 anni si sale al 34,7%. Un ragazzo su tre, dunque, avverte un disagio psicologico.
La situazione purtroppo non migliora tra i più piccoli: uno studio effettuato sui pronto soccorso pediatrici di Torino, Cagliari e di altri 21 ospedali in dieci Paesi diversi durante la prima ondata di Covid, pubblicato su «European Child and Adolescent Psychiatry», mostra la triste impennata di accessi ospedalieri per atti di autolesionismo in marzo e aprile 2020: dal 50% al 57%, con un’incidenza in crescita degli «intenti suicidi» e dell’isolamento come fattore scatenante.
Ansia, depressione, stress, autolesionismo, disturbi alimentari, disturbi del sonno, aumento dell’aggressività. Ma anche aumento dei tentativi di suicidio, della dipendenza tecnologica, del consumo di alcolici e stupefacenti. Questi sono alcuni dei disagi in aumento registrati tra bambini e ragazzi dall’inizio della pandemia ad oggi.
Come riportato dal CNOP, a differenza degli altri Paesi europei l’Italia non ha sostanzialmente una rete pubblica di promozione e aiuto psicologico. L’80% dei bambini o degli adolescenti che hanno bisogno di aiuto psicologico lo possono fare solo privatamente e se hanno i mezzi. Chi si reca in un consultorio ha scarse probabilità di incontrare uno psicologo, perché presente solo in 1/3 dei centri. Chi deve fronteggiare una grave malattia fisica, come un tumore, deve pagarsi un fondamentale aiuto psicologico nel 75% dei casi, nonostante la legge glielo garantisca.
Tutto ciò era prima della pandemia.
Secondo un’indagine de Il Sole 24 Ore, in era pre-Covid risultavano essere 830mila i pazienti in cura presso i Dipartimenti di salute mentale (DSM) del Servizio Sanitario Nazionale. Oggi si calcola di doverne aggiungere almeno un 30% in più e nel complesso si prevede un aumento di almeno un milione di nuovi casi di disagio mentale.
È chiaro, dunque, che attualmente il SSN non è preparato per affrontare tale emergenza. Si necessità sempre più lo stanziamento di maggiori finanziamenti e la collaborazione con i privati.
Attraverso questa petizione chiediamo una legge che preveda:
- Il potenziamento degli sportelli di ascolto psicologico presenti nelle scuole e il raddoppiamento degli stanziamenti destinati ai Dipartimenti di Salute Mentale del SSN.
- L’aumento delle campagne di informazione e comunicazione tramite i canali istituzionali, le scuole e le università, a riguardo degli strumenti di sostegno psicologico e degli enti di aiuto per coloro che stanno soffrendo.
- Il finanziamento di dieci voucher destinati ai bambini e ragazzi tra i 3 e i 25 anni, spendibili in servizi al sostegno psicologico e neuropsichiatrico presso psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri, per un massimo di dieci sedute. Ogni voucher copre una tariffa calmierata di 60 euro. Tramite i voucher è possibile accedere anche a servizi co-terapeutici (come ad esempio l’arteterapia, la pet-therapy, la musicoterapia, la danza movimento terapia, ecc.). L’agevolazione è finanziata interamente dallo Stato, il quale predisporrà un portale nel quale accedere ai voucher e nel quale vengono segnalati gli specialisti che aderiscono all’iniziativa.
Da una parte chiediamo di promuovere maggiormente la prevenzione ed il benessere psicosociale, dall’altra chiediamo uno spazio accessibile a tutti, facilmente contattabile ed economicamente sostenibile che coinvolga il privato. Uno spazio in cui è garantita la possibilità di ottenere una risposta ai propri bisogni in tempi ristretti.
Chiediamo un intervento da parte dello Stato perché la pandemia ha avuto un forte impatto non solo sulla salute, ma anche sulle tasche delle famiglie italiane. Come testimoniato dall’ISTAT, in Italia nel 2020 sono aumentate di circa un milione le persone in povertà assoluta, raggiungendo un totale di circa 5,6 milioni di persone. Ossia il 9,4% della popolazione.
In questo contesto, la fragilità psicologica si somma a quella economica e sociale, ed i problemi sono destinati ad aggravarsi se non affrontati.
Ma soprattutto chiediamo di intervenire perché non si può immaginare una ripresa nazionale senza un’attenzione alla salute delle nuove generazioni, l’unico vero futuro di questo Paese.
Oggi, con i 209 miliardi del fondo Next Generation EU, i fondi ci sono. Possiamo intervenire.
Investiamo nei nostri ragazzi, prima che sia troppo tardi.
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Il problema
Lo scorso 15 aprile, il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia finanzierà il sostegno psicologico a bambini e adolescenti che hanno subito i pesanti contraccolpi della pandemia da covid19 e del lockdown, attraverso il rimborso totale di dieci sedute. Chiediamo che anche in Italia - Paese tra i più colpiti al mondo dal virus e dalle misure restrittive - si intervenga rapidamente in tale direzione.
La pandemia ha ferito psicologicamente milioni e milioni di persone, ferite che nei bambini e negli adolescenti rischiano di lasciare tracce profonde se non si interviene. Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi l’ha definita psicopandemia: «un termine che evidenzia le enormi ricadute che oltre un anno di emergenza sanitaria ha avuto sul benessere mentale della popolazione, in tutte le fasce di età».
Da una ricerca di Fondazione Italiana In Salute emerge infatti che il 16,5% della popolazione afferma di avere sintomi di depressione a causa della pandemia e delle restrizioni. È allarme tra i più giovani: nella fascia tra i 18 e i 25 anni si sale al 34,7%. Un ragazzo su tre, dunque, avverte un disagio psicologico.
La situazione purtroppo non migliora tra i più piccoli: uno studio effettuato sui pronto soccorso pediatrici di Torino, Cagliari e di altri 21 ospedali in dieci Paesi diversi durante la prima ondata di Covid, pubblicato su «European Child and Adolescent Psychiatry», mostra la triste impennata di accessi ospedalieri per atti di autolesionismo in marzo e aprile 2020: dal 50% al 57%, con un’incidenza in crescita degli «intenti suicidi» e dell’isolamento come fattore scatenante.
Ansia, depressione, stress, autolesionismo, disturbi alimentari, disturbi del sonno, aumento dell’aggressività. Ma anche aumento dei tentativi di suicidio, della dipendenza tecnologica, del consumo di alcolici e stupefacenti. Questi sono alcuni dei disagi in aumento registrati tra bambini e ragazzi dall’inizio della pandemia ad oggi.
Come riportato dal CNOP, a differenza degli altri Paesi europei l’Italia non ha sostanzialmente una rete pubblica di promozione e aiuto psicologico. L’80% dei bambini o degli adolescenti che hanno bisogno di aiuto psicologico lo possono fare solo privatamente e se hanno i mezzi. Chi si reca in un consultorio ha scarse probabilità di incontrare uno psicologo, perché presente solo in 1/3 dei centri. Chi deve fronteggiare una grave malattia fisica, come un tumore, deve pagarsi un fondamentale aiuto psicologico nel 75% dei casi, nonostante la legge glielo garantisca.
Tutto ciò era prima della pandemia.
Secondo un’indagine de Il Sole 24 Ore, in era pre-Covid risultavano essere 830mila i pazienti in cura presso i Dipartimenti di salute mentale (DSM) del Servizio Sanitario Nazionale. Oggi si calcola di doverne aggiungere almeno un 30% in più e nel complesso si prevede un aumento di almeno un milione di nuovi casi di disagio mentale.
È chiaro, dunque, che attualmente il SSN non è preparato per affrontare tale emergenza. Si necessità sempre più lo stanziamento di maggiori finanziamenti e la collaborazione con i privati.
Attraverso questa petizione chiediamo una legge che preveda:
- Il potenziamento degli sportelli di ascolto psicologico presenti nelle scuole e il raddoppiamento degli stanziamenti destinati ai Dipartimenti di Salute Mentale del SSN.
- L’aumento delle campagne di informazione e comunicazione tramite i canali istituzionali, le scuole e le università, a riguardo degli strumenti di sostegno psicologico e degli enti di aiuto per coloro che stanno soffrendo.
- Il finanziamento di dieci voucher destinati ai bambini e ragazzi tra i 3 e i 25 anni, spendibili in servizi al sostegno psicologico e neuropsichiatrico presso psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri, per un massimo di dieci sedute. Ogni voucher copre una tariffa calmierata di 60 euro. Tramite i voucher è possibile accedere anche a servizi co-terapeutici (come ad esempio l’arteterapia, la pet-therapy, la musicoterapia, la danza movimento terapia, ecc.). L’agevolazione è finanziata interamente dallo Stato, il quale predisporrà un portale nel quale accedere ai voucher e nel quale vengono segnalati gli specialisti che aderiscono all’iniziativa.
Da una parte chiediamo di promuovere maggiormente la prevenzione ed il benessere psicosociale, dall’altra chiediamo uno spazio accessibile a tutti, facilmente contattabile ed economicamente sostenibile che coinvolga il privato. Uno spazio in cui è garantita la possibilità di ottenere una risposta ai propri bisogni in tempi ristretti.
Chiediamo un intervento da parte dello Stato perché la pandemia ha avuto un forte impatto non solo sulla salute, ma anche sulle tasche delle famiglie italiane. Come testimoniato dall’ISTAT, in Italia nel 2020 sono aumentate di circa un milione le persone in povertà assoluta, raggiungendo un totale di circa 5,6 milioni di persone. Ossia il 9,4% della popolazione.
In questo contesto, la fragilità psicologica si somma a quella economica e sociale, ed i problemi sono destinati ad aggravarsi se non affrontati.
Ma soprattutto chiediamo di intervenire perché non si può immaginare una ripresa nazionale senza un’attenzione alla salute delle nuove generazioni, l’unico vero futuro di questo Paese.
Oggi, con i 209 miliardi del fondo Next Generation EU, i fondi ci sono. Possiamo intervenire.
Investiamo nei nostri ragazzi, prima che sia troppo tardi.
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Petizione creata in data 30 maggio 2021

