

#SalviamoLoSpettacolo: il 24 Ottobre non c'è nulla da festeggiare!
Il problema
Il 24 Ottobre 2021 è stata istituita la prima “Giornata Nazionale dello Spettacolo”.
Nel suo comunicato stampa il ministro della cultura Dario Franceschini saluta l’evento con queste parole: “questo appuntamento (...) arriva simbolicamente nel momento in cui i luoghi dello spettacolo cominciano a ripopolarsi. (...) Grazie all’attenta politica di ristori, realizzata in costante dialogo con i lavoratori, è stato possibile scongiurare la perdita di figure professionali così importanti. A questa è seguita un nuovo sistema di welfare che ha pienamente riconosciuto lavoratrici e lavoratori dello spettacolo.” (qui il comunicato completo)
Noi come lavoratori dello spettacolo e degli eventi ci chiediamo di quale mondo dello spettacolo il ministro stia parlando, e che cosa ci sia da festeggiare.
Le decine di migliaia di lavoratori e le aziende del mondo degli eventi e dello spettacolo italiano si trovano da quasi due anni in uno stato emergenziale dalle dimensioni inimmaginabili.
Questi alcuni dei numeri registrati dall’industria dello spettacolo nel 2020 (dati SIAE):
- eventi diminuiti del 69,29%,
- ingressi calati del 72,90%,
- L’attività cinematografica ha registrato una diminuzione del 70,86% degli ingressi e, parallelamente, un calo della spesa al botteghino del 71,55%.
- L’attività teatrale che ha perso il 70,71% degli ingressi rispetto al 2019 e ha riportato una riduzione del 78,45% della spesa al botteghino.
- Concerti Riduzione contratti dell’83,19% degli ingressi a cui corrisponde un crollo dell’89,32% della spesa al botteghino
Davanti a questi numeri spaventosi, dopo neanche due settimane dalla tardiva riapertura di teatri e cinema e la parziale e insufficiente riapertura dei palazzetti, se si aggiunge che il quasi il 30% dei lavoratori ha già lasciato il settore, i lavoratori dello spettacolo trovano estremamente inopportuno il trionfalismo del ministro Dario Franceschini.
Leggendo queste parole, noi non festeggiamo, ci sentiamo presi in giro!
In un momento che fa presagire altri mesi di non lavoro all'orizzonte, l'istituzione adesso di una “Giornata Nazionale dello Spettacolo”, annunciata poi con questi toni, certifica una volta di troppo l’imperdonabile distanza di questo ministro dalla realtà in cui versa il mondo degli eventi e dello spettacolo.
Dopo 18 mesi di appelli inascoltati, di tavoli di lavoro convocati e comunicati alle associazioni con 24 ore di anticipo, di ristori insufficienti, di riforme inesistenti (welfare?), dopo una misera estate 2021 di pochi concerti con ingressi e paghe dimezzate, ci si chiede stupiti dove il ministro trovi il motivo per tanta euforia?
Per questo, noi lavoratori dello spettacolo desideriamo esprimere completa distanza da questa vuota "Giornata Nazionale dello Spettacolo", e tutta la nostra disapprovazione e malcontento per l'azione di un ministro e un intero ministero più interessato a proclami e vetrine mediatiche che ad occuparsi concretamente delle necessità e richieste di aiuto di un intero comparto industriale prossimo a una vera e definitiva crisi economica, sociale e culturale.
Il cattivo gusto e l’insensibilità dimostrata istituendo questa giornata dimostrano ancora, dopo due anni di crisi profondissima, la totale mancanza di conoscenza del mondo degli eventi e di tutta la programmazione necessaria ad una vera ripartenza.
Noi lavoratori dello spettacolo chiediamo per l'ultima volta al ministro di riaprire i tavoli di lavoro, convocare le associazioni rappresentanti i lavoratori e le aziende dello spettacolo, e riprendere il confronto alla ricerca di soluzioni urgenti, perchè non c'è più tempo!
Questo chiediamo: la ripresa di un dialogo completamente immobile da mesi.
Questo, o altrimenti le più prossime Dimissioni del Ministro Dario Franceschini, perchè si sarà allora dimostrato una volta di troppo inadeguato nelle soluzioni, ignaro della reale gravità della situazione, e molto più interessato ad ospitate televisive rispetto il destino di decine di migliaia di lavoratori e aziende.
Il 24 Ottobre i lavoratori dello spettacolo non hanno nulla da festeggiare.
Per i lavoratori dello spettacolo non esiste nessuna “Giornata Nazionale dello Spettacolo”
#SalviamoLoSpettacolo, oppure #DimissioniPerFranceschini
Il problema
Il 24 Ottobre 2021 è stata istituita la prima “Giornata Nazionale dello Spettacolo”.
Nel suo comunicato stampa il ministro della cultura Dario Franceschini saluta l’evento con queste parole: “questo appuntamento (...) arriva simbolicamente nel momento in cui i luoghi dello spettacolo cominciano a ripopolarsi. (...) Grazie all’attenta politica di ristori, realizzata in costante dialogo con i lavoratori, è stato possibile scongiurare la perdita di figure professionali così importanti. A questa è seguita un nuovo sistema di welfare che ha pienamente riconosciuto lavoratrici e lavoratori dello spettacolo.” (qui il comunicato completo)
Noi come lavoratori dello spettacolo e degli eventi ci chiediamo di quale mondo dello spettacolo il ministro stia parlando, e che cosa ci sia da festeggiare.
Le decine di migliaia di lavoratori e le aziende del mondo degli eventi e dello spettacolo italiano si trovano da quasi due anni in uno stato emergenziale dalle dimensioni inimmaginabili.
Questi alcuni dei numeri registrati dall’industria dello spettacolo nel 2020 (dati SIAE):
- eventi diminuiti del 69,29%,
- ingressi calati del 72,90%,
- L’attività cinematografica ha registrato una diminuzione del 70,86% degli ingressi e, parallelamente, un calo della spesa al botteghino del 71,55%.
- L’attività teatrale che ha perso il 70,71% degli ingressi rispetto al 2019 e ha riportato una riduzione del 78,45% della spesa al botteghino.
- Concerti Riduzione contratti dell’83,19% degli ingressi a cui corrisponde un crollo dell’89,32% della spesa al botteghino
Davanti a questi numeri spaventosi, dopo neanche due settimane dalla tardiva riapertura di teatri e cinema e la parziale e insufficiente riapertura dei palazzetti, se si aggiunge che il quasi il 30% dei lavoratori ha già lasciato il settore, i lavoratori dello spettacolo trovano estremamente inopportuno il trionfalismo del ministro Dario Franceschini.
Leggendo queste parole, noi non festeggiamo, ci sentiamo presi in giro!
In un momento che fa presagire altri mesi di non lavoro all'orizzonte, l'istituzione adesso di una “Giornata Nazionale dello Spettacolo”, annunciata poi con questi toni, certifica una volta di troppo l’imperdonabile distanza di questo ministro dalla realtà in cui versa il mondo degli eventi e dello spettacolo.
Dopo 18 mesi di appelli inascoltati, di tavoli di lavoro convocati e comunicati alle associazioni con 24 ore di anticipo, di ristori insufficienti, di riforme inesistenti (welfare?), dopo una misera estate 2021 di pochi concerti con ingressi e paghe dimezzate, ci si chiede stupiti dove il ministro trovi il motivo per tanta euforia?
Per questo, noi lavoratori dello spettacolo desideriamo esprimere completa distanza da questa vuota "Giornata Nazionale dello Spettacolo", e tutta la nostra disapprovazione e malcontento per l'azione di un ministro e un intero ministero più interessato a proclami e vetrine mediatiche che ad occuparsi concretamente delle necessità e richieste di aiuto di un intero comparto industriale prossimo a una vera e definitiva crisi economica, sociale e culturale.
Il cattivo gusto e l’insensibilità dimostrata istituendo questa giornata dimostrano ancora, dopo due anni di crisi profondissima, la totale mancanza di conoscenza del mondo degli eventi e di tutta la programmazione necessaria ad una vera ripartenza.
Noi lavoratori dello spettacolo chiediamo per l'ultima volta al ministro di riaprire i tavoli di lavoro, convocare le associazioni rappresentanti i lavoratori e le aziende dello spettacolo, e riprendere il confronto alla ricerca di soluzioni urgenti, perchè non c'è più tempo!
Questo chiediamo: la ripresa di un dialogo completamente immobile da mesi.
Questo, o altrimenti le più prossime Dimissioni del Ministro Dario Franceschini, perchè si sarà allora dimostrato una volta di troppo inadeguato nelle soluzioni, ignaro della reale gravità della situazione, e molto più interessato ad ospitate televisive rispetto il destino di decine di migliaia di lavoratori e aziende.
Il 24 Ottobre i lavoratori dello spettacolo non hanno nulla da festeggiare.
Per i lavoratori dello spettacolo non esiste nessuna “Giornata Nazionale dello Spettacolo”
#SalviamoLoSpettacolo, oppure #DimissioniPerFranceschini
I decisori





Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 19 ottobre 2021