STOP DEFINITIVO AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E DIGNITA' ANCHE AGLI ANIMALI DA MACELLO!

STOP DEFINITIVO AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E DIGNITA' ANCHE AGLI ANIMALI DA MACELLO!

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alex iorio ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Maria Vittoria Brambilla e a

Potremmo cominciare questa petizione scrivendo mille parole che urtino la sensibilità delle persone che amano gli animali, magari allegando qualche video che intenerisce e fa inorridire,  ma queste righe non sono dirette solo a loro ma anche a coloro che seguono una dieta che prevede l’assunzione di prodotti e derivati animali…D’altronde, la caccia è un’attività che è nata per necessità e sostentamento…

Anche se tra chi scrive c'è un vegetariano, è giusto rispettare chi non la pensa come te e decide di seguire una tradizione che fa parte dell’evoluzione dell’uomo….

Ma ha senso parlare di rispetto se proprio noi non  rispettiamo gli animali dei quali ci cibiamo? E soprattutto se non ci rispettiamo tra noi esseri umani?

Perché la Dichiarazione Universale dei diritti degli animali prevede che l’animale venga condotto alla macellazione nel minor tempo possibile e con la minore sofferenza possibile…Ebbene, molte volte questi argomenti vengono utilizzati più per colpire una categoria, una religione, un’etnia, che per i motivi che si dovrebbero perseguire, e in tal senso è importantissimo considerare che ogni cultura o religione ha comunque le proprie usanze che possiamo condividere o meno, come ad esempio la macellazione islamica che magari per noi occidentali può non essere accettabile ma solo perché non in linea con la nostra cultura, e bisogna portare comunque rispetto a chi non la pensa come noi, perché l’usanza è una cosa, il credo religioso un’altra!

Un primo passo è stato fatto con la chiusura dell’allevamento degli orrori a Senigallia, ma evidentemente non basta, e allora è giusto ricordare qualche piccolo particolare…

L’allevamento intensivo trasforma gli animali in semplice merce, oggetti dai quali trarre il massimo profitto nella piena non curanza del benessere e del rispetto; basti pensare alle scrofe (ma è solo un piccolo esempio, un ago in un pagliaio di ingiustizia e cattiveria) che per natura potrebbero vivere anche fino a dodici anni ma spesso non vivono più di due o tre anni…

Il motivo? Sottoposte a continui cicli riproduttivi (quindi trattate come macchine e non come organismi viventi e – a loro modo -  pensanti), vengono chiuse per lunghissimi periodi in gabbie talmente strette che è per esse impossibile qualsiasi movimento naturale, dal minimo distendersi fino alla impossibilità di accudire i propri figli (ebbene si, anche le scrofe, come tutti gli animali, partoriscono e sviluppano istinto materno!)

Lo spunto è preso dalle scrofe visto le recenti vicende giudiziarie di Senigallia, ma basti pensare ai pulcini maschi ammazzati nei tritacarne da vivi perché inutili mentre le femmine col becco tagliato per evitare che una volta cresciute si becchino tra loro (e quando crescono, allevamenti in batterie di gabbia!) oppure ai porcellini castrati senza anestesia, o alle mucche sgozzate barbaramente o peggio ancora lo schifoso commercio di agnelli (in quest’ultimo caso è giusto sapere che in Italia il commercio di agnelli si sviluppa solo nel periodo pasquale, pertanto i macelli italiani non sono pronti e preparati come si deve per affrontare tale commercio e ogni anno si verificano schifosissime carneficine di cuccioli strappati alle proprie mamme…

Non parliamo poi del trasporto degli animali, delle condizioni igienico-sanitarie ad esso correlate ed infine ad un particolare importantissimo: lo stress altera le cellule dell’organismo fino a produrre sostanze nocive e quando poi quella carne viene ingerita diventa nociva per l’organismo umano che prima di smaltirla deve fare i conti con circa tredici metri di intestino…Poi non ci lamentiamo del crescente numero di casi di tumori colon-rettali…Ne vale la pena? (e con questo non diciamo che i tumori al colon-retto vengono solo ed esclusivamente dall’assunzione di prodotti animali).

Pertanto con questa petizione chiediamo, anzi invochiamo il Governo Italiano nel quale vivamente confidiamo,  affinchè intervenga incisivamente sul discorso degli allevamenti intensivi in gabbia per fare in modo che anche gli animali da commercio e da macello vengano condotti alla morte – e qui mi permetto un paradosso – dignitosamente, altrimenti è inutile poi scandalizzarci per il festival della carne di cane di Yulin solo perché la cultura occidentale vede i cani come animali domestici e da affezione e non come animali da macello….Lo stesso potrebbero pensare i cinesi nei nostri confronti per il maiale, no???

Il problema non è di quale animale ci si nutre, ma la filiera che lo porta sulle nostre tavole!

Invochiamo il Governo Italiano perché si faccia promotore al fine di risolvere questa situazione che definirei incresciosa soprattutto in uno Stato che, per quanto se ne possa dire e pensare male, è un grande Stato, un grande Paese, una grande Nazione nella quale fieramente confidiamo!

 E confidiamo nel fatto che il Governo Italiano si faccia portavoce anche a livello internazionale, che questo pensiero sia un monito che riesca a superare semplici leggi di mercato!

Angelo DE LUCA, Rino CAMPOBASSI, Alessandro IORIO

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