NO ai prestiti d'onore! #NOdebitostudentesco

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Dopo appena un mese dall’insediamento, il Governo Conte, e in particolare il MIUR, mostrano la vera faccia del “cambiamento”: il ritorno alle politiche universitarie del duo Gelmini-Tremonti!

All'inizio di luglio, molte università hanno diffuso un questionario commissionato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  per istituire il prestito d'onore. La “soluzione” alle carenze del diritto allo studio, per il MIUR, sarebbe quindi indebitare gli studenti, in particolare quelli del Sud dove la disoccupazione giovanile è più grave.
Il questionario, inoltre, è compilabile per un numero infinito di volte e da chiunque, quindi anche da chi volesse indirizzarne l’esito. E soprattutto non si richiede alcuna opinione di merito sullo strumento, ma unicamente informazioni utili ad elaborare un’eventuale proposta di prestito d’onore.
In risposta a questa azione insensata del Ministero abbiamo lanciato un boicottaggio del questionario pochi giorni dopo la pubblicazione.

La settimana successiva il nuovo responsabile del MIUR, Marco Bussetti, ha dichiarato che le responsabilità di quel questionario sarebbero da imputare alla precedente amministrazione della Ministra Fedeli.

Nel question time alla Commissione VII della Camera dei Deputati di giovedì 19 luglio, il sottosegretario del MIUR, Salvatore Giuliano, ha risposto a un quesito dell’On. Anna Ascani in merito al questionario.

Il MIUR, per voce del sottosegretario, ha rivendicato il questionario sui prestiti d’onore come strumento di "valutazione ex ante"La proposta di istituzione dei prestiti deriverebbe dall'interpretazione delle linee guida per l’utilizzo dei fondi PON Ricerca e Innovazione. Oltre a smentire quanto dichiarato da Bussetti, Giuliano sostiene che il Comitato di Sorveglianza del PON Ricerca e Innovazione si sia riunito a marzo e abbia deliberato in merito a una linea di azione "che promuova una più ampia ed agevole partecipazione all’istruzione terziaria di studenti attraverso erogazioni dirette nei confronti degli studenti". Nel sito ufficiale del PON Ricerca il Comitato non risulta essere stato convocato dal giugno 2017 e, in ogni caso, quella formula non è affatto direttamente riconducibile al prestito d’onore.

La risposta al sottofinanziamento pubblico non può essere quella di favorire le banche e ipotecare il futuro dei giovani. Tutto questo, mentre da parte del Ministro Bussetti non sono ancora state fornite garanzie concrete rispetto alla necessità di innalzare la no-tax area, abbassare le tasse universitarie e investire i 150 milioni di euro mancanti del finanziamento statale per le borse di studio, che creano la peculiarità tutta italiana degli idonei non beneficiari di borsa di studio.
Il disegno della Legge Gelmini era quello di tagliare i finanziamenti all’università, diminuire le borse di studio e far pesare il tutto sulle tasche degli studenti: il disegno si è avverato facendo aumentare le tasse universitarie del 61% in 10 anni (nel 2005 la tassa media a livello nazionale era di €775, dieci anni dopo di €1250) e facendo violare agli atenei i limiti imposti sulla contribuzione, facendo sì che agli studenti vengano scippati 259 milioni di euro l’anno, come dimostrato nelle nostre inchieste riguardanti le tasse universitarie “Sulle nostre spalle” e “Atenei fuorilegge” dello scorso anno”.

Negli Stati in cui il prestito d’onore esiste da anni, gli unici attori ad esserne entusiasti sono le banche: negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove i prestiti d’onore hanno addirittura sostituito le borse di studio, il debito studentesco ha prodotto povertà, aumentato le disuguaglianze e creato una bolla finanziaria tutt’altro che ignorabile, con grosse conseguenze umane e sociali. Se il Ministero pensa di puntare al debito studentesco per non assumersi la responsabilità del finanziamento delle borse di studio, ha sbagliato tutto: noi vogliamo investimenti per l’università e per il diritto allo studio e scenderemo in piazza contro il debito studentesco e ogni ipoteca sul nostro futuro!

Chiediamo l’immediato ritiro del questionario fasullo e, ovviamente, della proposta di istituzione dei prestiti d'onore!

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A few weeks ago Universities started to disseminate a survey - prepared by a private company and commissioned by the Ministry of Education, University and Research - among students, asking information and opinions about student loans. The purpose of the questionnaire is clear: the Ministry is considering the implementation of student loans and decided to start a “market study”.

UDU denounces that this initiative has been taken without any kind of involvement of students representatives and organisations.

Moreover, the italian students union highlighted that the survey consists in a google form that can be filled by everyone (not just students) and that could be repeated for an infinite number of times, which means that the tool is easy to manipulate.

This is why, as a first form of protest, UDU invited students to boycott the research, filling the form for multiple times with negative comments towards the implementation of student loans.

The action was covered by national media and newspapers and the Minster Marco Bussetti stated that the survey was launched by the previous government.

Despite this, a few days later, during a question time at the Parliament, the State Secretary for Education, Salvatore Giuliano was asked about the intentions of the Government on the issue and contradicted the previous statement by the Minister.

The truth is that the italian Government is considering the implementation of student loans as a measure to widen participation to Higher Education!

UDU is strongly against the idea of creating student debt as a form of student support: we have seen how this can undermine public responsability for Higher Education, putting in danger public support systems such as grants.

In all the countries were students loans are implemented, especially where they replaced scholarships for the ones with disadvantaged background, students are in trouble with repaying their debt and face a future made of anxiety and poverty.

This is even more likely to happen in a country like Italy where students have to pay the third highest tuition fees in Europe, where scholarships cover just the 10% of student population due to lack of funding, and youth unemployment is higher than almost all the rest of European countries.

Therefor, University students’ Union in Italy started a petition on change.org addressing the Minister and asking to stop the process immediately and invest more resources in public support for low income students.
UDU asks for support and solidarity from students all over Europe by signin and sharing the petition with the hashtags #NOdebitostudentesco and #nostudentdebt.



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