MANIFESTO PER SALVARE LA VALLATA DI MUGLIA

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MANIFESTO PER SALVARE LA VALLATA DI MUGLIA CON LE SUE ANTICHE ABITAZIONI RURALI, LE SUE MINIERE DI ZOLFO, LE SUE COLLINE DI CRETA E I SUOI REPERTI ARCHEOLOGICI.

il nostro è un grido di aiuto,  la vallata di Muglia  nel comune di Centuripe, ridente cittadina siciliana famosa per la sua conformazione topografica a stella marina, per i suoi importantissimi reperti archeologici  e per i panorami più belli dell’isola, è in grave pericolo. Una società specializzata nella lavorazione della spazzatura ha deciso di costruire nella valle un  impianto dove confluirà la spazzatura di tutta la Sicilia orientale. Una struttura industriale imponente ( 300 ettari) capace di lavorare tonnellate di rifiuti al giorno e migliaia di litri di percolato in speciali vasche. Non solo la comunità centuripina è allarmata ma tutti i paesi circostanti sono disperati. La vallata oltre ad essere una delle più belle e incontaminate della Sicilia è anche un luogo agricolo florido dove alcune aziende coltivano grani e arance certificati IGP.

Noi ci rivolgiamo a Lei perchè abbiamo bisogno di un suo aiuto, la preghiamo di leggere la breve descrizione della valle di seguito  e se ritiene che questo territorio debba essere salvato, di darci una sua adesione al presente manifesto.

 Basterà un suo Si aderisco per poter contare sul suo prezioso aiuto e salvare la Vallata di Muglia.

 GRAZIE !

 La Vallata di Muglia è oggi uno dei pochi ambienti rimasti integri e incontaminati della Sicilia. Il fenomeno dello spopolamento delle campagne avvenuto nel dopoguerra  ha  di fatto congelato il paesaggio così come si è evoluto nel corso dei secoli fino agli anni Cinquanta del Novecento. Il mancato rientro nelle campagne e la scarsa antropizzazione  ha inoltre impedito la costruzione di abitazioni moderne, nella valle, infatti, è completamente assente la presenza di recenti costruzioni e tutte le abitazioni sono, di fatto, testimonianze importanti della civiltà contadina siciliana.  Le strutture  in pietra oltre ad essere testimoni della storia del mondo agreste siciliano sorgono su straordinarie colline argillose rimandando visivamente ad ambienti  già noti e tutelati come le Crete Senesi o la Val D’Orcia. Oltre alle piccole abitazioni in tutta l’area sussistono  insediamenti più complessi  come le Masserie, con le case  dei massari, i bagli interni e le case dei braccianti. In alcune di esse sorgono anche vere e proprie cappelle religiose, in una armoniosa sintesi tra natura incontaminata e presenza umana. Le abitazioni inoltre sono circondate da importanti coltivazioni di cereali, alberi da frutto e ulivi, ancora oggi attive e floride. Per la sua estrema  fragilità  e soprattutto per la sua caratteristica che ne costituisce un Unicum in Sicilia tutta l’area necessita subito di un  piano  di tutela oltre al recupero delle  strutture esistenti. Il territorio confina inoltre con una zona di colline calanchitiche, famose in tutto il mondo e già fortunatamente vincolata.

Nel territorio di Muglia sorgono anche gli imponenti resti di una  Miniera di zolfo.  Centuripe è stato uno dei comuni siciliani più importanti per la produzione di questo importante minerale.  All’inizio del Novecento la produzione era talmente sviluppata che aveva attratto un flusso di manodopera tale da determinare un vero e proprio importante incremento demografico; nel 1921 i residenti  nel comune erano oltre 15.000. Le miniere attive sul territorio centuripino erano sette,  di queste la miniera di Muglia era una delle più grandi e produttive. La data di inizio dell’attività mineraria risale agli anni Venti dell’Ottocento. Di proprietà dei baroni Spitaleri, la miniera era annoverata tra le 46 che superavano la produzione annua di 2.000 tonnellate, grazie ad una vera e propria strategia industriale che lasciava indivisi i campi minerari permettendo di sfruttare al massimo l’attività estrattiva. La miniera è stata chiusa negli anni  Cinquanta del Novecento.  La miniera di Muglia, oggi è in uno stato di completo abbandono, l’imponente ciminiera che sovrastava la grande  fornace è implosa recentemente a causa dell’incuria. Nonostante tutto sopravvivono ancora importanti strutture dell’antico complesso minerario.  Dell’impianto sono ancora ben visibili, oltre la grande fornace, i ruderi dei calcheroni e dei forni. Sul lato opposto dell’area estrattiva sussiste, in uno stato di degrado, un grande centro direzionale con i resti di abitazioni, uffici e una cappella.  Per la sua importanza nella storia mineraria della Sicilia, per le vicende umane che sono state coinvolte, per l’alto valore antropologico, culturale, sociale ed economico la miniera di Muglia merita di essere inserita nell’elenco dei beni culturali da tutelare e dove è possibile anche interessata da un progetto di recupero e valorizzazione di archeologia industriale. Essa infatti è la custode silenziosa della storia di una comunità, della sua sofferenza ma anche della sua ricchezza, radice di un passato segretamente conservato nel sottosuolo. Il recupero di un sito così importante permetterebbe anche di documentare, alle future generazioni, quei 150 anni di storia della Sicilia durante i quali è stata il più importante produttore di zolfo al mondo. 

A fondo valle svetta infine, in tutta la sua bellezza, il Monte Pietraperciata, tutta l’area è già mappata dalla Soprintendenza tra le aree di interesse archeologico del Comune di Centuripe. Pietraperciata prende il nome da una roccia arenaria che si staglia maestosa per l’altezza di un centinaio di metri ed orientata in senso E-O-, suggestivamente traforata, oltre che da strutture alveolari generate da fenomeni di corrasione eolica, anche da cavità naturali e da poche altre tre escavazioni artificiali a pianta irregolarmente ellittica, in cui sembra di riconoscere antiche tombe a grotticelle pesantemente degradate dagli agenti atmosferici. La zona fu anche teatro di scontro bellico durante la campagna di Sicilia del 1943. Ciò è testimoniato da schegge di bombe sparse sul terreno e dalla firma incisa sulla roccia  da un soldato tedesco (Muller Hugo). Nella vicinissima contrada Cuba il taglio di una vecchia strada ha messo in luce, inoltre, due tombe a tumulo in muratura, di età imperiale, di un tipo finora non documentato a Centuripe. Nel 2008 i soci di SiciliAntica, sotto la sorveglianza dell’Archeologo Giacomo Biondi del CNR (autorizzazione Soprintendenza prot.n.729/STAFF del 18/03/2008), hanno completato lo scavo archeologico delle tombe trasmettendo alla soprintendenza la relazione e le foto delle operazioni sopra descritte, scavi precedenti hanno fatto rinvenire preziosi suppellettili custoditi nel Museo Archeologico di Centuripe.

Il Comitato e la cittadinanza di Centuripe si augurano che la Soprintendenza, il Presidente della Regione Sicilia e l'Assessore ai Beni Culturali riconoscano finalmente l’importanza di questo straordinario territorio e ne favoriscano i vincoli paesaggistici. La salvaguardia potrà far nascere progetti di recupero e valorizzazione con il conseguente sviluppo di tutta l’area, e aiuterà a tenere lontano speculazioni edilizie o progetti che potrebbero distruggere, in modo irreversibile, l’ambiente.

        

Grazie