

Manifesto per la Rinascita del Calcio Italiano


Manifesto per la Rinascita del Calcio Italiano
Il problema
Al Presidente del CONI, al Ministro per lo Sport e ai vertici del calcio italiano.
Il 2018 è stato un campanello d'allarme. Il 2022 una tragedia sportiva. La mancata qualificazione al Mondiale 2026 rappresenta la pietra tombale sul nostro sistema calcistico.
Per la terza volta consecutiva, l'Italia – una nazione che ha scritto la storia di questo sport sollevando quattro Coppe del Mondo – guarderà la massima competizione sportiva da spettatrice. Non si tratta di sfortuna, di un pallone che ha girato male o di un singolo episodio sfavorevole: siamo di fronte al fallimento sistemico, strutturale e dirigenziale di un intero movimento.
I tifosi italiani, che foraggiano questo sistema con passione, abbonamenti e diritti TV, sono stanchi di scuse, rimpalli di responsabilità e riforme di facciata. Il calcio in Italia è un patrimonio culturale e sociale, e in questo momento è in stato di abbandono.
Con questa petizione nazionale, chiediamo un intervento immediato e riforme radicali basate su quattro pilastri fondamentali:
1. Dimissioni immediate dell'attuale dirigenza FIGC
Chiediamo l'azzeramento totale dei vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Chi ha guidato il movimento in questi anni, portandoci a un declino sportivo e d'immagine senza precedenti, ha dimostrato una manifesta incapacità manageriale e programmatica. È imperativo un passo indietro. Il calcio italiano ha bisogno di una nuova governance, guidata da figure competenti, ex sportivi e manager capaci di una visione a lungo termine, slegati dalle vecchie logiche di potere.
2. Riforma radicale per l'impiego dei talenti italiani (Regola "Homegrown")
I nostri giovani talenti appassiscono in panchina. Nel pieno rispetto delle normative europee sul lavoro e sulla libera circolazione, esigiamo un innalzamento drastico e vincolante delle quote obbligatorie a referto e in campo di giocatori "Homegrown" (formati nei vivai nazionali). Le società di Serie A devono essere obbligate strutturalmente – e incentivate economicamente – a schierare giocatori cresciuti in Italia, disincentivando l'acquisto indiscriminato di stranieri a basso costo utilizzati solo per mere convenienze a bilancio. I nostri giovani devono riavere il diritto di giocare, sbagliare e maturare nei massimi campionati.
3. Lotta alla corruzione nei settori giovanili e tutela del merito
Il talento non si compra, ma in Italia viene sistematicamente soffocato. È inaccettabile che l'accesso alle squadre giovanili e il minutaggio in campo siano sempre più spesso condizionati dalle disponibilità economiche dei genitori, costretti a pagare procuratori o a finanziare le società "sotto banco" per garantire un posto ai propri figli. Chiediamo l'istituzione di un Organo di Vigilanza Indipendente che monitori i tesseramenti giovanili, sanzionando con la radiazione qualsiasi passaggio di denaro tra famiglie, agenti e club per il piazzamento di atleti minorenni. Il merito deve tornare a essere l'unico metro di giudizio.
4. Ricostruzione dello scouting e delle scuole calcio (Focus Sud Italia)
Il talento in Italia esiste, ma si perde per strada. Chiediamo l'istituzione di un "Fondo Nazionale di Solidarietà Calcistica", finanziato trattenendo una percentuale fissa sui diritti TV della Serie A. Questo fondo dovrà essere destinato esclusivamente a due scopi:
- Abbattimento dei costi: Sovvenzionare le scuole calcio dilettantistiche per renderle gratuite o accessibili a tutte le famiglie, evitando che il calcio diventi uno sport d'élite.
- Rete di Scouting e Infrastrutture: Creare una rete capillare di osservatori federali indipendenti e finanziare la costruzione di campi in erba sintetica, con un focus massiccio nel Sud Italia. In intere aree del Mezzogiorno la grave carenza di infrastrutture adeguate sta letteralmente cancellando generazioni di potenziali campioni, costretti ad abbandonare lo sport.
Conclusione
Non possiamo lasciare che il nostro calcio venga distrutto dall'incompetenza, dalla corruzione e dagli interessi economici a breve termine dei singoli club. O si cambia tutto oggi, ripartendo dal basso e dalla valorizzazione della maglia azzurra, o il calcio italiano smetterà di esistere a livello internazionale.
Firmando questa petizione, esigiamo che le istituzioni sportive e politiche prendano atto del disastro e avviino immediatamente questo pacchetto di riforme.
Salviamo il calcio italiano. Adesso.
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Il problema
Al Presidente del CONI, al Ministro per lo Sport e ai vertici del calcio italiano.
Il 2018 è stato un campanello d'allarme. Il 2022 una tragedia sportiva. La mancata qualificazione al Mondiale 2026 rappresenta la pietra tombale sul nostro sistema calcistico.
Per la terza volta consecutiva, l'Italia – una nazione che ha scritto la storia di questo sport sollevando quattro Coppe del Mondo – guarderà la massima competizione sportiva da spettatrice. Non si tratta di sfortuna, di un pallone che ha girato male o di un singolo episodio sfavorevole: siamo di fronte al fallimento sistemico, strutturale e dirigenziale di un intero movimento.
I tifosi italiani, che foraggiano questo sistema con passione, abbonamenti e diritti TV, sono stanchi di scuse, rimpalli di responsabilità e riforme di facciata. Il calcio in Italia è un patrimonio culturale e sociale, e in questo momento è in stato di abbandono.
Con questa petizione nazionale, chiediamo un intervento immediato e riforme radicali basate su quattro pilastri fondamentali:
1. Dimissioni immediate dell'attuale dirigenza FIGC
Chiediamo l'azzeramento totale dei vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Chi ha guidato il movimento in questi anni, portandoci a un declino sportivo e d'immagine senza precedenti, ha dimostrato una manifesta incapacità manageriale e programmatica. È imperativo un passo indietro. Il calcio italiano ha bisogno di una nuova governance, guidata da figure competenti, ex sportivi e manager capaci di una visione a lungo termine, slegati dalle vecchie logiche di potere.
2. Riforma radicale per l'impiego dei talenti italiani (Regola "Homegrown")
I nostri giovani talenti appassiscono in panchina. Nel pieno rispetto delle normative europee sul lavoro e sulla libera circolazione, esigiamo un innalzamento drastico e vincolante delle quote obbligatorie a referto e in campo di giocatori "Homegrown" (formati nei vivai nazionali). Le società di Serie A devono essere obbligate strutturalmente – e incentivate economicamente – a schierare giocatori cresciuti in Italia, disincentivando l'acquisto indiscriminato di stranieri a basso costo utilizzati solo per mere convenienze a bilancio. I nostri giovani devono riavere il diritto di giocare, sbagliare e maturare nei massimi campionati.
3. Lotta alla corruzione nei settori giovanili e tutela del merito
Il talento non si compra, ma in Italia viene sistematicamente soffocato. È inaccettabile che l'accesso alle squadre giovanili e il minutaggio in campo siano sempre più spesso condizionati dalle disponibilità economiche dei genitori, costretti a pagare procuratori o a finanziare le società "sotto banco" per garantire un posto ai propri figli. Chiediamo l'istituzione di un Organo di Vigilanza Indipendente che monitori i tesseramenti giovanili, sanzionando con la radiazione qualsiasi passaggio di denaro tra famiglie, agenti e club per il piazzamento di atleti minorenni. Il merito deve tornare a essere l'unico metro di giudizio.
4. Ricostruzione dello scouting e delle scuole calcio (Focus Sud Italia)
Il talento in Italia esiste, ma si perde per strada. Chiediamo l'istituzione di un "Fondo Nazionale di Solidarietà Calcistica", finanziato trattenendo una percentuale fissa sui diritti TV della Serie A. Questo fondo dovrà essere destinato esclusivamente a due scopi:
- Abbattimento dei costi: Sovvenzionare le scuole calcio dilettantistiche per renderle gratuite o accessibili a tutte le famiglie, evitando che il calcio diventi uno sport d'élite.
- Rete di Scouting e Infrastrutture: Creare una rete capillare di osservatori federali indipendenti e finanziare la costruzione di campi in erba sintetica, con un focus massiccio nel Sud Italia. In intere aree del Mezzogiorno la grave carenza di infrastrutture adeguate sta letteralmente cancellando generazioni di potenziali campioni, costretti ad abbandonare lo sport.
Conclusione
Non possiamo lasciare che il nostro calcio venga distrutto dall'incompetenza, dalla corruzione e dagli interessi economici a breve termine dei singoli club. O si cambia tutto oggi, ripartendo dal basso e dalla valorizzazione della maglia azzurra, o il calcio italiano smetterà di esistere a livello internazionale.
Firmando questa petizione, esigiamo che le istituzioni sportive e politiche prendano atto del disastro e avviino immediatamente questo pacchetto di riforme.
Salviamo il calcio italiano. Adesso.
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Petizione creata in data 1 aprile 2026