Manifesto Cogne 2050

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Maurizio Tonelato e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Manifesto per Cogne 2050

Cogne guarda al futuro con l’ambizione di restare un modello di sostenibilità per la vita in montagna, capace di coniugare tradizione e innovazione, radici e futuro. Per costruire una comunità prospera e coesa, ci impegniamo a promuovere nelle sedi opportune e con gli attori che governano il territorio i seguenti principi:

 1 - Un luogo per vivere, non solo per visitare

Cogne deve essere prima di tutto una comunità viva, accogliente per chi ci abita. Servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti devono essere garantiti con continuità e qualità. Allo stesso tempo, la montagna deve attrarre nuovi abitanti grazie ad un’elevata qualità della vita e alla possibilità di lavorare anche da remoto. Invertire lo spopolamento significa offrire opportunità concrete a chi già abita e a chi sceglie di vivere stabilmente in montagna. Cogne è sempre stata una comunità che nelle difficoltà si è molto unita ed è, ancora oggi, un modello per tanti. Fra le persone della comunità deve proseguire il dialogo, la comunicazione e la condivisione, valori di un tempo, che rischiano di sparire e che invece vanno riscoperti per una cittadinanza attiva e partecipativa.

 2 - Ambiente, comunità, attività: un sistema sostenibile

Gli abitanti della montagna sono già oggi in prima linea nella sfida dei cambiamenti climatici. Cogne dovrà rafforzare la propria capacità di adattamento, affrontando eventi estremi e contribuendo attivamente alla transizione ecologica diventandone un modello. L’ambiente, la comunità e il Parco Nazionale del Gran Paradiso formano un sistema che va protetto e valorizzato. La sostenibilità economica delle imprese locali – agricole, artigiane, turistiche – sarà un elemento chiave per garantire equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Il turismo deve rimanere rispettoso e distribuito, aprendosi anche a una dimensione internazionale, senza mai perdere il legame con l’identità e la fragilità del luogo.

 3 -  Tradizione, innovazione e integrazione

Cogne ha saputo nel tempo essere un luogo di incontro e di crescita. Le sue radici culturali, la lingua, le tradizioni e la memoria storica – come quella legata alla miniera – rappresentano un’identità forte di integrazione da custodire e trasmettere. L’integrazione deve essere anche intergenerazionale: gli anziani come custodi della memoria, i giovani come portatori di futuro. La cultura deve essere un elemento unificatore di questi principi. Allo stesso tempo, è essenziale abbracciare le innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità della vita e ampliare le opportunità lavorative e che migliorano la qualità della vita

 4 - Autonomia e cooperazione

Cogne fa parte della Regione Autonoma Valle d’Aosta e deve poter anch’essa esercitare appieno la propria autonomia, anche nei confronti di Aosta. La comunità deve avere il diritto di decidere per sé stessa, senza ingerenze esterne di alcun tipo, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto Speciale.
Questo non significa isolarsi, ma è importante il dialogo con Aosta, le altre comunità e la partecipazione attiva al processo di integrazione e collaborazione che saranno strumenti strategici per lo sviluppo futuro, valorizzando l’apertura e lo scambio con altre comunità alpine e rurali, locali ed europee. La cooperazione, a tutti i livelli, rafforza la capacità di scegliere il proprio destino condividendo esperienze, buone pratiche e risorse.

Verso il 2050

Cogne sarà un esempio di come la montagna possa essere un luogo di vita, di lavoro e di cultura, in armonia con l’ambiente, la sua storia e le opportunità del futuro. Sarà una comunità resiliente,  connessa al mondo, ma saldamente radicata nella sua identità.

Per approfondire:

Per approfondire la nascita del Manifesto Cogne 2050

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Giuseppe CutanoPromotore della petizione

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Cogne guarda al futuro con l’ambizione di restare un modello di sostenibilità per la vita in montagna, capace di coniugare tradizione e innovazione, radici e futuro. Per costruire una comunità prospera e coesa, ci impegniamo a promuovere nelle sedi opportune e con gli attori che governano il territorio i seguenti principi:

 1 - Un luogo per vivere, non solo per visitare

Cogne deve essere prima di tutto una comunità viva, accogliente per chi ci abita. Servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti devono essere garantiti con continuità e qualità. Allo stesso tempo, la montagna deve attrarre nuovi abitanti grazie ad un’elevata qualità della vita e alla possibilità di lavorare anche da remoto. Invertire lo spopolamento significa offrire opportunità concrete a chi già abita e a chi sceglie di vivere stabilmente in montagna. Cogne è sempre stata una comunità che nelle difficoltà si è molto unita ed è, ancora oggi, un modello per tanti. Fra le persone della comunità deve proseguire il dialogo, la comunicazione e la condivisione, valori di un tempo, che rischiano di sparire e che invece vanno riscoperti per una cittadinanza attiva e partecipativa.

 2 - Ambiente, comunità, attività: un sistema sostenibile

Gli abitanti della montagna sono già oggi in prima linea nella sfida dei cambiamenti climatici. Cogne dovrà rafforzare la propria capacità di adattamento, affrontando eventi estremi e contribuendo attivamente alla transizione ecologica diventandone un modello. L’ambiente, la comunità e il Parco Nazionale del Gran Paradiso formano un sistema che va protetto e valorizzato. La sostenibilità economica delle imprese locali – agricole, artigiane, turistiche – sarà un elemento chiave per garantire equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Il turismo deve rimanere rispettoso e distribuito, aprendosi anche a una dimensione internazionale, senza mai perdere il legame con l’identità e la fragilità del luogo.

 3 -  Tradizione, innovazione e integrazione

Cogne ha saputo nel tempo essere un luogo di incontro e di crescita. Le sue radici culturali, la lingua, le tradizioni e la memoria storica – come quella legata alla miniera – rappresentano un’identità forte di integrazione da custodire e trasmettere. L’integrazione deve essere anche intergenerazionale: gli anziani come custodi della memoria, i giovani come portatori di futuro. La cultura deve essere un elemento unificatore di questi principi. Allo stesso tempo, è essenziale abbracciare le innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità della vita e ampliare le opportunità lavorative e che migliorano la qualità della vita

 4 - Autonomia e cooperazione

Cogne fa parte della Regione Autonoma Valle d’Aosta e deve poter anch’essa esercitare appieno la propria autonomia, anche nei confronti di Aosta. La comunità deve avere il diritto di decidere per sé stessa, senza ingerenze esterne di alcun tipo, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto Speciale.
Questo non significa isolarsi, ma è importante il dialogo con Aosta, le altre comunità e la partecipazione attiva al processo di integrazione e collaborazione che saranno strumenti strategici per lo sviluppo futuro, valorizzando l’apertura e lo scambio con altre comunità alpine e rurali, locali ed europee. La cooperazione, a tutti i livelli, rafforza la capacità di scegliere il proprio destino condividendo esperienze, buone pratiche e risorse.

Verso il 2050

Cogne sarà un esempio di come la montagna possa essere un luogo di vita, di lavoro e di cultura, in armonia con l’ambiente, la sua storia e le opportunità del futuro. Sarà una comunità resiliente,  connessa al mondo, ma saldamente radicata nella sua identità.

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Petizione creata in data 2 agosto 2025