“MalaMovida”. Quando le notti si trasformano in un incubo


“MalaMovida”. Quando le notti si trasformano in un incubo
Il problema
AL SINDACO DI RIO, AL PREFETTO E AL QUESTORE DI LIVORNO E A TUTTE LE AUTORITÀ RESPONSABILI DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL’ORDINE PUBBLICO
Ogni estate le notti dei residenti e dei villeggianti nella splendida località di Cavo, scelta ed apprezzata da migliaia di turisti proprio per la sua tranquillità, sono turbate costantemente dalla “malamovida” di chi pensa di poter impunemente disturbare la quiete pubblica con musica, canti e schiamazzi sulla pubblica via fino alle prime luci del giorno. Le sistematiche segnalazioni alla forza pubblica e i relativi interventi delle pattuglie non scoraggiano il “branco”, sicuro della sua impunità. Un fenomeno che quest’anno, già a partire da luglio e ogni notte ad agosto, ha raggiunto livelli non più tollerabili sopratutto ai piedi della salita Sant’Antonio, diventata luogo di ritrovo per tutti i nottambuli del paese, non solo turisti ma anche cavesi e e giovani provenienti da Rio e dalle località vicine. Ad attirarli in questa particolare zona é senza dubbio la presenza di un pub che, per stessa ammissione dei giovani avventori, continua a somministrare alcolici anche oltre l’orario di chiusura. Orario che lo stesso gestore su un cartello fissa “alle ore 3, trattabili”. I cittadini insonni hanno esercitato tutta la tolleranza possibile, cercando invano anche il dialogo con i disturbatori, ma ormai le continue veglie a cui sono costretti hanno raggiunto livelli da “danno biologico”. Non meno sgradevole la scia di bicchieri di plastica, bottiglie, cicche di sigarette e altri residui dei bagordi notturni che gli abitanti della salita Sant’Antonio sono costretti a raccogliere ogni mattina, fin sulla porta di casa.
Altro punto di aggregazione e fonte di disturbo notturno è un locale sul lungomare, proprio al centro della baia di Cavo, frequentato da molti minorenni, che diffonde musica ad alto volume oltre la mezzanotte. Una quantità insopportabile di decibel che, anche grazie all'ubicazione del locale e alla conformazione del territorio, raggiunge tutto il paese e catalizza assembramenti rumorosi ma anche intemperanze innescate dall’uso smodato di alcolici, compresi danneggiamenti nelle proprietà private.
Ecco perché i cittadini esasperati chiedono con forza l’intervento del sindaco e della forza pubblica, per quanto rispettivamente di competenza, per adottare tutte le misure urgenti e indispensabili a tutelare la quiete e la salute pubblica, nel rispetto dell’art 659 del c.p.(che punisce il disturbo della quiete pubblica) e della legge 160/2007 (che vieta la somministrazione di alcolici dalla 3 alle 6 del mattino), ricordando le molte sentenze che estendono la responsabilità del reato di disturbo del riposo delle persone al gestore dell'esercizio che non impedisce gli schiamazzi davanti al suo locale (per esempio, Cassazione penale sezione III 6/10/2021 n. 3952, Cassazione penale sezione III 11/11/2020 n. 1717, Cassazione penale sez. III 22/1/2020 n. 14750, Cassazione penale sez. III 21/03/2018, n. 19690, ecc.).
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Il problema
AL SINDACO DI RIO, AL PREFETTO E AL QUESTORE DI LIVORNO E A TUTTE LE AUTORITÀ RESPONSABILI DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL’ORDINE PUBBLICO
Ogni estate le notti dei residenti e dei villeggianti nella splendida località di Cavo, scelta ed apprezzata da migliaia di turisti proprio per la sua tranquillità, sono turbate costantemente dalla “malamovida” di chi pensa di poter impunemente disturbare la quiete pubblica con musica, canti e schiamazzi sulla pubblica via fino alle prime luci del giorno. Le sistematiche segnalazioni alla forza pubblica e i relativi interventi delle pattuglie non scoraggiano il “branco”, sicuro della sua impunità. Un fenomeno che quest’anno, già a partire da luglio e ogni notte ad agosto, ha raggiunto livelli non più tollerabili sopratutto ai piedi della salita Sant’Antonio, diventata luogo di ritrovo per tutti i nottambuli del paese, non solo turisti ma anche cavesi e e giovani provenienti da Rio e dalle località vicine. Ad attirarli in questa particolare zona é senza dubbio la presenza di un pub che, per stessa ammissione dei giovani avventori, continua a somministrare alcolici anche oltre l’orario di chiusura. Orario che lo stesso gestore su un cartello fissa “alle ore 3, trattabili”. I cittadini insonni hanno esercitato tutta la tolleranza possibile, cercando invano anche il dialogo con i disturbatori, ma ormai le continue veglie a cui sono costretti hanno raggiunto livelli da “danno biologico”. Non meno sgradevole la scia di bicchieri di plastica, bottiglie, cicche di sigarette e altri residui dei bagordi notturni che gli abitanti della salita Sant’Antonio sono costretti a raccogliere ogni mattina, fin sulla porta di casa.
Altro punto di aggregazione e fonte di disturbo notturno è un locale sul lungomare, proprio al centro della baia di Cavo, frequentato da molti minorenni, che diffonde musica ad alto volume oltre la mezzanotte. Una quantità insopportabile di decibel che, anche grazie all'ubicazione del locale e alla conformazione del territorio, raggiunge tutto il paese e catalizza assembramenti rumorosi ma anche intemperanze innescate dall’uso smodato di alcolici, compresi danneggiamenti nelle proprietà private.
Ecco perché i cittadini esasperati chiedono con forza l’intervento del sindaco e della forza pubblica, per quanto rispettivamente di competenza, per adottare tutte le misure urgenti e indispensabili a tutelare la quiete e la salute pubblica, nel rispetto dell’art 659 del c.p.(che punisce il disturbo della quiete pubblica) e della legge 160/2007 (che vieta la somministrazione di alcolici dalla 3 alle 6 del mattino), ricordando le molte sentenze che estendono la responsabilità del reato di disturbo del riposo delle persone al gestore dell'esercizio che non impedisce gli schiamazzi davanti al suo locale (per esempio, Cassazione penale sezione III 6/10/2021 n. 3952, Cassazione penale sezione III 11/11/2020 n. 1717, Cassazione penale sez. III 22/1/2020 n. 14750, Cassazione penale sez. III 21/03/2018, n. 19690, ecc.).
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Petizione creata in data 16 agosto 2025