Luoghi di culto non autorizzati: integrazione impossibile senza il rispetto delle leggi!

Il problema

Mittente: Comitato per la Sicurezza e la Legalità del Municipio2 Milano

https://www.facebook.com/groups/451406585061652
comitatosicurezzamun2@gmail.com

Destinatari: PREFETTO di Milano, PROCURA di Milano, COMUNE di Milano (Sindaco Sala, Vicesindaco Scavuzzo, Assessore Rozza)

OGGETTO: Luoghi di culto e di assembramento non autorizzati: nessuna integrazione è possibile senza il rispetto delle regole e delle leggi

Il Comitato per la Sicurezza e la Legalità Municipio 2 - Milano, pur nel rispetto di tutte le etnie e dei culti da esse professati, ritiene che la lunga latitanza delle Istituzioni e degli Enti preposti nella risoluzione del problema potrebbe rendersi responsabile di gravi tensioni tra fasce sociali che, nel rispetto delle regole e delle leggi italiane esistenti, potrebbero tranquillamente e pacificamente convivere.

> All'interno del Condominio di Milano, sito in via Cavalcanti 8, sono presenti dei locali situati al piano -2 interrato e classificati catastalmente come C2 (magazzini e locali di deposito che non prevedono permanenza di persone) acquistati dalla Bangladesh Cultural & Welfare Association.
> Dal mese di agosto 2014, già prima dell’acquisto avvenuto nel febbraio 2015, all'interno di tale magazzino si è stabilita una comunità di persone, e sono state effettuate modifiche alle strutture murarie con opere edilizie di natura straordinaria non comunicate al Condominio e senza le necessarie autorizzazioni.
> Il magazzino, posizionato circa a quota -8 metri dal livello stradale, non risulta avere adeguate uscite di sicurezza, non ha finestre verso l’esterno, ed è a diretto contatto con gli impianti condominiali (caldaia a gas per il riscaldamento centrale, sistemi ad aria forzata per il condizionamento delle abitazioni ed uffici, pompe e motori elettrici, interruttori e quadri di potenza); peraltro, all'interno del locale sono presenti materiali infiammabili.
> Nonostante le segnalazioni e le denunce del Condominio, le ispezioni del Corpo di Polizia Locale di Milano, le diffide da parte dell’amministrazione Comunale, nei locali in questione si riuniscono in assembramento per attività culturali e/o di culto, senza alcuna protezione in termini di sicurezza, igiene ed incolumità pubblica centinaia di persone, anche minori. In talune occasioni si è arrivati a contare fino a 600 presenze. Si è riscontrato che talvolta lo spazio è stato utilizzato anche come luogo di permanenza notturna.
> Più volte al giorno, per raggiungere lo scantinato al 2° piano interrato, molte persone, in numero variabile da alcune decine fino ad oltre 100, attraversano le aree condominiali destinate a parcheggi, e a spazi di manovra per le auto private, ed i corridoi di servizio del condominio destinati alla gestione, alla sorveglianza ed alla manutenzione degli impianti termici ed elettrici di cui sopra si è detto. Ciò, oltre all'evidente illiceità e pericolosità, aggravata dall'elevato numero delle persone che transitano e permangono, genera inevitabile disturbo alla quiete e all'attività dei condomini.

Tali premesse evidenziano una condizione di palese spregio della normativa vigente da parte dell’Associazione Bangladesh Cultural & Welfare, con grave rischio per l’incolumità dei condomini e degli stessi frequentatori dei locali in questione, nonché della sicurezza del Condominio e delle proprietà mobili e immobili circostanti.

In considerazione della pericolosità dell’attuale utilizzo dei locali e della gravità delle diverse violazioni, il Comitato, costituitosi quale portavoce delle esigenze dei residenti e la tutela degli stessi ha presentato un Esposto indirizzato alla Procura della Repubblica perché disponesse gli opportuni accertamenti per valutare tutti gli eventuali profili di illiceità degli stessi, e ha chiesto alle Istituzioni e a tutti gli Enti preposti di mettere in atto tutte le opportune attività necessarie a tutelare la collettività dalle gravi conseguenze che potrebbero derivare dalle diverse violazioni della normativa edilizia, nonché in materia di sicurezza ed igiene ambientale.

Per completezza, si rende noto che
• a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei condomini di via Cavalcanti, tutti gli assessori comunali e regionali intervenuti hanno convenuto sulla necessità di chiudere il Centro Associativo per motivi di sicurezza, nel rispetto delle regole della normativa vigente.
• il sindaco Sala, in un Comunicato Stampa e nella trasmissione televisiva Ballarò del 14 giugno 2016, si impegnava ufficialmente affermando con chiarezza che tra i suoi primi atti, una volta eletto, ci sarebbe stata la chiusura del luogo di culto non autorizzato di via Cavalcanti

APPELLO A FIRMARE
affinché il Prefetto, il Questore di Milano e le Autorità competenti in materia mettano immediatamente in atto i dovuti provvedimenti di interdizione all'uso del magazzino di via Cavalcanti 8 per fini diversi da quelli originariamente consentiti e impedire, così, quelli non previsti, nè compatibili con le normative di igiene e sicurezza, che tutti sono tenuti a rispettare.

Questa petizione aveva 199 sostenitori

Il problema

Mittente: Comitato per la Sicurezza e la Legalità del Municipio2 Milano

https://www.facebook.com/groups/451406585061652
comitatosicurezzamun2@gmail.com

Destinatari: PREFETTO di Milano, PROCURA di Milano, COMUNE di Milano (Sindaco Sala, Vicesindaco Scavuzzo, Assessore Rozza)

OGGETTO: Luoghi di culto e di assembramento non autorizzati: nessuna integrazione è possibile senza il rispetto delle regole e delle leggi

Il Comitato per la Sicurezza e la Legalità Municipio 2 - Milano, pur nel rispetto di tutte le etnie e dei culti da esse professati, ritiene che la lunga latitanza delle Istituzioni e degli Enti preposti nella risoluzione del problema potrebbe rendersi responsabile di gravi tensioni tra fasce sociali che, nel rispetto delle regole e delle leggi italiane esistenti, potrebbero tranquillamente e pacificamente convivere.

> All'interno del Condominio di Milano, sito in via Cavalcanti 8, sono presenti dei locali situati al piano -2 interrato e classificati catastalmente come C2 (magazzini e locali di deposito che non prevedono permanenza di persone) acquistati dalla Bangladesh Cultural & Welfare Association.
> Dal mese di agosto 2014, già prima dell’acquisto avvenuto nel febbraio 2015, all'interno di tale magazzino si è stabilita una comunità di persone, e sono state effettuate modifiche alle strutture murarie con opere edilizie di natura straordinaria non comunicate al Condominio e senza le necessarie autorizzazioni.
> Il magazzino, posizionato circa a quota -8 metri dal livello stradale, non risulta avere adeguate uscite di sicurezza, non ha finestre verso l’esterno, ed è a diretto contatto con gli impianti condominiali (caldaia a gas per il riscaldamento centrale, sistemi ad aria forzata per il condizionamento delle abitazioni ed uffici, pompe e motori elettrici, interruttori e quadri di potenza); peraltro, all'interno del locale sono presenti materiali infiammabili.
> Nonostante le segnalazioni e le denunce del Condominio, le ispezioni del Corpo di Polizia Locale di Milano, le diffide da parte dell’amministrazione Comunale, nei locali in questione si riuniscono in assembramento per attività culturali e/o di culto, senza alcuna protezione in termini di sicurezza, igiene ed incolumità pubblica centinaia di persone, anche minori. In talune occasioni si è arrivati a contare fino a 600 presenze. Si è riscontrato che talvolta lo spazio è stato utilizzato anche come luogo di permanenza notturna.
> Più volte al giorno, per raggiungere lo scantinato al 2° piano interrato, molte persone, in numero variabile da alcune decine fino ad oltre 100, attraversano le aree condominiali destinate a parcheggi, e a spazi di manovra per le auto private, ed i corridoi di servizio del condominio destinati alla gestione, alla sorveglianza ed alla manutenzione degli impianti termici ed elettrici di cui sopra si è detto. Ciò, oltre all'evidente illiceità e pericolosità, aggravata dall'elevato numero delle persone che transitano e permangono, genera inevitabile disturbo alla quiete e all'attività dei condomini.

Tali premesse evidenziano una condizione di palese spregio della normativa vigente da parte dell’Associazione Bangladesh Cultural & Welfare, con grave rischio per l’incolumità dei condomini e degli stessi frequentatori dei locali in questione, nonché della sicurezza del Condominio e delle proprietà mobili e immobili circostanti.

In considerazione della pericolosità dell’attuale utilizzo dei locali e della gravità delle diverse violazioni, il Comitato, costituitosi quale portavoce delle esigenze dei residenti e la tutela degli stessi ha presentato un Esposto indirizzato alla Procura della Repubblica perché disponesse gli opportuni accertamenti per valutare tutti gli eventuali profili di illiceità degli stessi, e ha chiesto alle Istituzioni e a tutti gli Enti preposti di mettere in atto tutte le opportune attività necessarie a tutelare la collettività dalle gravi conseguenze che potrebbero derivare dalle diverse violazioni della normativa edilizia, nonché in materia di sicurezza ed igiene ambientale.

Per completezza, si rende noto che
• a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei condomini di via Cavalcanti, tutti gli assessori comunali e regionali intervenuti hanno convenuto sulla necessità di chiudere il Centro Associativo per motivi di sicurezza, nel rispetto delle regole della normativa vigente.
• il sindaco Sala, in un Comunicato Stampa e nella trasmissione televisiva Ballarò del 14 giugno 2016, si impegnava ufficialmente affermando con chiarezza che tra i suoi primi atti, una volta eletto, ci sarebbe stata la chiusura del luogo di culto non autorizzato di via Cavalcanti

APPELLO A FIRMARE
affinché il Prefetto, il Questore di Milano e le Autorità competenti in materia mettano immediatamente in atto i dovuti provvedimenti di interdizione all'uso del magazzino di via Cavalcanti 8 per fini diversi da quelli originariamente consentiti e impedire, così, quelli non previsti, nè compatibili con le normative di igiene e sicurezza, che tutti sono tenuti a rispettare.

I decisori

Carmela Rozza
Carmela Rozza
Assessore alla sicurezza
prefetto di milano
prefetto di milano
procura di milano
procura di milano

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