Referendum su Alitalia pubblica: evitare un altro spreco dei nostri soldi

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Ancora una volta sentiamo parlare di soluzioni nazionali per mantenere in vita una compagnia che è tutt'altro che risanata.

Alitalia perde 1,2 milioni di euro al giorno e probabilmente il rosso sarà pari a 450 milioni di euro a fine anno. Il tempo scorre senza nessuna pietà.

Quella pietà che il Governo dovrebbe avere nei confronti del contribuente italiano, visto il salvataggio a carico degli italiani con i “capitani coraggiosi” del 2008 e l’intervento di Poste con cash dei risparmiatori postali del 2014.

Cambiano i Governi, ma il contribuente sempre paga!

Gli italiani hanno già perso 10 miliardi negli ultimi anni per mantenere in vita una compagnia fallita da tempo.

Di strategico è rimasto il portafoglio degli italiani.

Una compagnia che vede un crollo continuo della propria quota di mercato, mentre il mercato aereo italiano va alla grande. Solo per dare un riferimento, Alitalia trasporta da e per l’estero solo l’8,5 per cento dei passeggeri, meno di Ryanair, Easyjet e anche del gruppo Lufthansa.

Si parla insistentemente di Ferrovie dello Stato (altri soldi pubblici) che dovrebbe entrare nel capitale della compagnia aerea. Ma c’è bisogno di comprarsi una compagnia che perde quasi mezzo miliardo di euro per fare integrazione treno-aereo?

La risposta arriva direttamente da Trenitalia: il primo agosto la compagnia ferroviaria ha fatto integrazione del biglietto con una delle più grandi compagnie al mondo: Emirates.

Perché allora fare sprecare i soldi dei pendolari per una compagnia aerea decotta?

Per questo motivo vogliamo indire un referendum per fare decidere gli italiani.

Alitalia pubblica o no?

Non ci stiamo a fare spendere altri soldi degli italiani senza il loro consenso!

 



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