Vittoria confermata

Napoli disobbedisca: #ApriamoIPorti alla Sea Watch 3 e alla Sea Eye

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Dopo le dichiarazioni del Sindaco Luigi de Magistris è il momento di passare ai fatti.

Dal 28 dicembre la Sea Watch 3 e la Sea Eye sono bloccate nel mar Mediterraneo senza che alcuna nazione dia loro il via libero per l'attracco. A bordo ci sono complessivamente 49 migranti, tra i quali donne e bambini.

Sono tanti i sindaci che si sono espressi contro il decreto sicurezza denunciandone l'incostituzionalità: Luigi de Magistris, Leoluca Orlando, Dario Nardella, Giuseppe Falcomatà, Federico Pizzarotti, Adriano Zuccalà, Marco Alessandrini.

Ad oggi non ci sono stati tentativi né da parte di Salvini né da altri componenti del Consiglio di Governo di instaurare un dialogo con i sindaci bensì abbiamo assistito ad una spaccatura tra il Ministro degli Interni e Luigi Di Maio che non porta a nulla.

Non possiamo, per etica e morale, permettere che questo scempio continui: Napoli disobbedisca e apra i porti a quelle persone che da otto giorni sono in ostaggio in mare in condizioni disumane e dia una lezione di umanità.

Aggiornamento 08/01/19 (fonte rainews):

Restano ancora in alto mare i 49 migranti a bordo delle navi di Sea Watch e Sea Eye e con loro le trattative tra i paesi europei, Italia compresa, che da 18 giorni non riescono a trovare un accordo per far sbarcare uomini, donne e bambini salvati nel Mediterraneo centrale dopo essere fuggiti dall'inferno libico.

“È indegno, vergognoso che si tratti sulle singole persone. Si ha l'impressione di un tavolo di poker sui destini della gente”. Lo ha detto Gorden Isler, dirigente di Sea Eye, all'ANSA, a margine della conferenza stampa che si è tenuta stamani a Berlino sulle condizioni dei profughi a bordo delle due navi che si trovano al largo di Malta.

Un ristretto gruppo di giornalisti è stato autorizzato oggi a raggiungere la Sea Watch 3 per documentare la situazione in cui si trovano i migranti. Tra di loro l'inviata di Rainews24, Angela Caponnetto. I migranti sono bloccati da giorni in acque maltesi in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare. In questi giorni gli appelli del medico di bordo, l'ultimo ieri sera, hanno tracciato un quadro allarmante: alcuni migranti sono così depressi che si rischiano atti di autolesionismo. Anzi, rischiano di "mettere in pericolo la propria vita". Dalla politica ci sono segnali contraddittori, tra aperture e chiusure, ma i migranti sono in mare da ormai troppo tempo e "sono sfiniti".



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