BASTA COMMISSARIAMENTO DI AMANTEA VOGLIAMO GOVERNO ELETTO DEMOCRATICAMENTE DALLA CITTA'

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IL COMUNE DI AMANTEA  si trova in condizioni tragiche oltre ogni limite di sopportazione; l’esasperazione dei suoi cittadini si coglie ovunque e potrebbe esplodere immani gestazioni incontrollabili da un momento all’altro. Le cause di questo malessere diffuso risiedono nelle scelte sbagliate fatte dalle Istituzioni negli ultimi anni e principalmente nell’attuale gestione commissariale del Comune giudicata assolutamente fallimentare. Tanto da indurre cittadini singoli, associazioni e comitati spontanei a supplire alle carenze della gestione commissariale ripulendo intere aree cittadine durante l'estate per rendere i luoghi fruibili per la comunità ed i villeggianti che rappresentano una delle fonti principali dell'economia locale. All’impegno civico dei tanti non ha risposto la manutenzione dei luoghi e la pulizia ordinaria degli stessi. Oggi, purtroppo, il Parco della Rimembranza, Largo Piscitiellu, l'area intorno a San Bernardino e il Parco di Campora San Giovanni stanno ritornando ad essere zone in via di degrado.

 Il Comune di Amantea, dopo il secondo scioglimento del suo Consiglio comunale per presunti condizionamenti mafiosi, è attualmente retto da tre Commissari Straordinari (Dott.ssa Surace, Dott.Turco, Dott. Nuovo) nominati con DPR 2934 del26/02/2020. La situazione di crisi endemica delle finanze comunali, tipica di centinaia di Comuni del Sud e non solo, è culminata con la dichiarazione di dissesto finanziario nella primavera del 2017.

La città di AMANTEA aveva già subito un primo scioglimento del Consiglio Comunale nel lontano 2008, anche allora per “condizionamenti esterni della criminalità organizzata”. Due anni dopo, però, quel provvedimento fu annullato dal Consiglio di Stato con la motivazione che, invece, l’operato di quell’Amministrazione era stato caratterizzato dalla massima trasparenza e legalità e che non vi era stata alcuna contiguità con la criminalità organizzata; per effetto lo Stato dovette risarcire economicamente i ricorrenti (Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale). Anche quella prima gestione commissariale fu negativa per la città perché si concluse senza aver risolto, né avviato a soluzione, alcuno dei problemi sociali ed economici che l’attanagliavano; addirittura uno dei commissari venne inquisito dalla Magistratura. Le Amministrazioni Comunali elette successivamente, seppure con difficoltà, hanno cercato di dare risposte a molti di quei problemi, compresa la ricostruzione della compromessa fiducia dei cittadini nelle Istituzioni. Amantea è una cittadina di 14 mila abitanti, cuore di un comprensorio che abbraccia altri 8 Comuni, e ricca di una storia millenaria e di un tessuto socioeconomico dinamico e sano e di tante forme associative che hanno garantito, durante la prima pandemia, l'assistenza di centinaia di nuclei familiari con la raccolta di alimenti e donazioni varie.

La gestione commissariale in atto, durante questi suoi nove mesi, è stata fallimentare e la città è ulteriormente degradata sia nelle sue strutture (porto turistico, lungomare, stadio comunale, edilizia scolastica, lavori pubblici, aree verdi ecc.) che nei servizi ai cittadini (sanità, vigilanza urbana,sport, pulizia delle strade, servizi scolastici, cultura ecc.).

La fiducia nello Stato viene quotidianamente messa in crisi dalla scarsa efficienza attuale.  Anche oggi, e non solo in estate, per la riparazione delle perdite sulla rete idrica per la cui riparazione si impiegano giorni e, in molti casi, si chiude l'erogazione di un bene essenziale senza farne preventiva comunicazione.

Uno dei danni più significativi è la mancata approvazione dei rendiconti degli anni 2016,2017 e 2018, con conseguente impedimento all’utilizzazione degli strumenti legislativi che consentono l’assunzione di nuovo personale, atteso che Amantea, anche per effetto di pensionamenti e pre-pensionamenti, è ormai priva di una struttura burocratico-amministrativa, di personale per la manutenzione del patrimonio comunale, di personale per la vigilanza ecc. Il paradosso è che se entro il 31/12/2020 non si dovesse approvare il rendiconto del 2016 la Prefettura è obbligata a commissariare i Commissari! Anche per supplire a questa drammatica disfunzione la Commissione Straordinaria avrebbe dovuto chiedere   l’assunzione  presso il Comune di Amantea di un numero sostanzioso di funzionari tecnici, contabili, amministrativi e di agenti di Polizia Municipale chiedendo di utilizzare risorse del contributo erogato ai Comuni sciolti per mafia.

La legge di bilancio per il 2019 ha statuito pesanti sanzioni a carico di quegli Enti Locali (tra i quali Amantea) che non hanno approvato entro il 30 aprile il rendiconto 2018 e precisamente:

a) gli Enti ritardatari non possono procedere ad assunzioni di personale finché perdura l’impedimento; b) divieto di applicazione dell’avanzo di amministrazione;

c) assoggettamento degli Enti inadempienti ai controlli centrali nonché alla nomina di un Commissario ad Acta per l’approvazione del bilancio.

Gli attuali Commissari, in nove mesi di gestione, non hanno ancora bandito una gara ad evidenza pubblica per la gestione dei parcheggi comunali, con conseguente danno economico per l’Ente di circa 100 mila euro all’anno.

I Commissari non hanno provveduto ad accreditare il Comune di Amantea presso il Ministero competente, per accedere ai fondi PON che finanzia piccoli lavori ed acquisti di arredi scolastici con fondi europei; il Comune non ha potuto presentare domanda perché l’accreditamento andava fatto entro il 17 giugno; il danno è quantificabile in circa 75 mila euro.

Non è stato presentato entro il 15 settembre un progetto preliminare per accedere al contributo del Min. degli Interni di € 2.500.000 (per i Comuni con più di 10.000 ab.), ai sensi della legge 145/2018, per la messa in sicurezza di edifici o parti del territorio.

È stato revocato per inadempienza un contributo di 90 mila euro assegnato al Comune di Amantea, ex-legge 27-12-2019 n.160 (Bilancio di previsione dello Stato per il 2020),per investimenti in opere di efficentamento energetico degli edifici di proprietà pubblica; questo perché non è stato rispettato il termine del 15 settembre per l’inizio dei lavori.

Il 2 Ottobre 2020 l’assessore regionale al Welfare ha dato notizia di aver avviato la fase procedimentale per il commissariamento di 6 Ambiti Territoriali Sociali tra cui l’ATS di Amantea, a causa del mancato recepimento delle direttive di settore; per manifesta inefficienza un altro Commissario si aggiungerà agli altri.

Sui problemi connessi all’epidemia da Covid 19 la città di Amantea è stata e resta lasciata allo sbando: senza le necessarie informazioni dettagliate e continue da parte del Comune, senza direttive circa i comportamenti da tenere nell’ambito territoriale, senza i necessari tracciamenti del contagio, senza un adeguato numero di tamponi per come la situazione richiederebbe, senza il reperimento di strutture scolastiche aggiuntive per consentire l’applicazione di tutte le direttive ministeriali e senza i necessari controlli da parte della Polizia locale sull’applicazione delle direttive emanate dal Governo sia sui pubblici esercizi e le attività produttive che sui comportamenti individuali.

Durante la prima fase dell’epidemia Amantea ha avuto due morti per Covid ed un numero imprecisato, ma limitato di contagi, che sono rimasti sotto controllo grazie al comportamento virtuoso della popolazione   nonostante tutte le carenze degli organi istituzionali competenti. Il 12 di luglio, incuranti del fatto che il nostro Comune ospitava da anni nel Centro di Accoglienza più di 100 migranti sono arrivati, all’improvviso, presso il CAS di Amantea “Ninfa Marina”, un gruppo di immigrati bengalesi sbarcati a Roccella Ionica, risultati positivi al Covid e sistemati in alcuni appartamenti di proprietà del titolare del CAS, ciò senza che nessuno ne desse notizia alla popolazione, neanche alle famiglie che abitano in contiguità con gli appartamenti nei quali venivano allocati quegli immigrati.

Dopo che la notizia è stata data dalla stampa e dal solito passa-parola e dopo le dure proteste della popolazione con il blocco della SS.18, quei 15 immigrati positivi sono stati trasferiti.Il virus si è ripresentato con maggior vigore all’inizio della seconda ondata pandemica e nei primi giorni di settembre veniva riscontrato un alto numero di contagiati all’interno del CAS ed in molti alloggi privati sovraffollati e mai soggetti a controlli, distribuiti tra Amantea e Campora S. Giovanni, dove vivono centinaia di altri immigrati con regolare permesso di soggiorno che lavorano nei campi e nelle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. A quel punto era necessario effettuare il tracciamento dei contagi ma poco è stato fatto, ingenerando anche l’impressione che fossero i migranti la causa del virus. Quale fosse il numero dei contagiati e dove essi si trovassero nessuno lo ha comunicato alla popolazione (quanti al CAS, quanti negli alloggi privati di Amantea e Campora), né il numero dei tamponi ed il risultato degli stessi; in quei giorni i numeri ballano sulla stampa e sul “sentito dire”, ora 54, ora 91, ora 42.                               La raccolta dei dati trasmessi dall’ASP, le informazioni e l’azione dell’autorità locale, a cura dei Commissari dovevano essere portate immediatamente a conoscenza della popolazione per indurla ad assumere comportamenti virtuosi al fine di evitare la diffusione del contagio, ma così non è stato, tanto che soltanto oggi  (metà novembre) veniamo a sapere dai Commissari che a metà settembre i contagiati ad Amantea “superavano quota 100” (101 oppure 199?).                                              All’inizio di Ottobre la popolazione ritorna a protestare ed a più riprese molti immigrati ospitati al CAS (chi dice 82, chi 55, chi 45,) vengono trasferiti a Palermo su di una nave - Covid. Gli alloggi privati ed il CAS sono stati sorvegliati dalle forze dell’ordine ma i cittadini hanno continuato ad essere disinformati.

La dichiarazione governativa della Calabria-zona rossa porta i Commissari prefettizi a chiudere al pubblico gli uffici comunali (per tutelare i dipendenti) e forse anche lo stesso ufficio dei Commissari nelle loro sporadiche presenze. Intanto la cittadinanza continua a restare senza informazione, aggrappata ai “sentito dire” ed a qualche comunicato ufficiale che nulla fa capire circa la situazione epidemica reale sul territorio; Amantea è ormai “nave senza nocchiero, in gran tempesta”. Il tutto mentre la cittadinanza stordita, incredula ed impaurita medita se ritornare alle proteste dure per chiedere tutela e conoscenza. Deve lamentarsi su tutta la vicenda un'assenza ingiustificata dei Commissari ed evidenziare che   solo forme di organizzazione spontanea incentrate sull’associazione dei commercianti hanno impedito che il clima sociale degenerasse in proteste di piazza. Il comitato costituito ha incontrato l'ASP, la protezione civile regionale e di fatto ha svolto un'azione di supplenza rispetto all'Autorità Comunale.

                                                                 P.Q.M.
I sottoscrittori di questa petizione, oltremodo preoccupati della situazione sanitaria e sociale esistente ad Amantea e del modo come essa viene gestita dai Commissari, dalle carenze e deficienze gestionali dell’Ente-Comune che causano perdite di finanziamenti, da colpevoli e dannosi ritardi nell’adozione di provvedimenti necessari (v. per es. ritardi nell’apertura dello Sportello unico edilizio, fermo cantieri lavori pubblici etc etc), crescita dei disservizi comunali ecc. si rivolgono alla SS.VV. affinché, valutata la grave situazione esistente, adottino, di concerto ed ognuno per le proprie competenze, tutti i provvedimenti urgenti idonei a cambiare lo stato delle cose presente:

a)  in primis il negativo funzionamento dell’attuale gestione commissariale dell’Ente Locale;

b)  La riduzione dei tempi di commissariamento ed il conseguente ritorno alle elezioni amministrative, stante il fallimento di questa e delle precedenti gestioni commissariali del Comune e la necessità di ripristinare i principi democratici e di autodeterminazione dei cittadini di Amantea;

c) La pronta organizzazione per assicurare il diritto alla tutela della salute;

d)  dare informazioni puntuali e precise ai cittadini di Amantea sull'andamento dell’epidemia.

Tali decisioni che richiedono la massima tempestività, perché i tempi lunghi fanno crescere la rabbia dei cittadini e possono causare ulteriori enormi danni alla collettività.                                                                                             

Restiamo in attesa delle necessarie ed urgenti risposte.

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