Salviamo la didattica in presenza.

Il problema

Siamo un gruppo di genitori di ragazzi adolescenti, molto preoccupati per
le ipotesi che circolano in questi giorni sulle modalità di ripartenza della scuola, a settembre. Abbiamo accolto con favore le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid-19”, stilate dal Dipartimento politiche per la famiglia per ripristinare «il diritto alla socialità ed al gioco» dei minori, ma siamo rimasti sconcertati alla notizia dell’ipotesi a cui sta lavorando il Ministero dell’Istruzione per la ripartenza del prossimo anno scolastico. Per i più grandi la soluzione prospettata sarebbe quella di dividere le classi, consentendo a ciascuna metà degli studenti di frequentare le lezioni per metà della settimana, in modo alternato. Durante i giorni a casa gli studenti dovrebbero fare didattica a distanza. Riteniamo questa soluzione inaccettabile! Vogliamo ricordare che l'adolescenza è l'età di transizione tra l'infanzia e l'età adulta, caratterizzata da profonde mutazioni di tipo somatico e psicologico. I/Le ragazzi/e in questa fascia di età non sono né carne né pesce, vivono una fase di grande incertezza legata alla costruzione della rispettiva identità e hanno un bisogno fortissimo di confrontarsi con altri adulti e con i loro coetanei. Per mesi abbiamo osservato con ansia il loro ritiro dal mondo, cercando, tra attività lavorative e preoccupazioni economiche per il futuro, di offrire loro un surrogato della comunità esterna, di cui la scuola è il fulcro, consapevoli che si trattava di una missione impossibile. Durante i mesi di confinamento, i ragazzi, molti dei quali figli unici, oppressi quindi da un isolamento ancora più duro, sono stati ligi nel rispettare le regole del lockdown, mentre l’offerta didattica, partita per lo più con diverse settimane di ritardo, veniva ridotta quasi a zero, con poche ore di lezioni on line. Abbiamo assistito impotenti all’abuso da parte loro dei device elettronici, ben sapendo che si trattava di uno dei pochi e fondamentali ponti con l’esterno. Abbiamo combattuto come potevamo con la loro crescente demotivazione, consapevoli della posta in gioco. Adesso la prospettiva di riproporrre la didattica a distanza fino a data da destinarsiLa didattica a distanza, giustificata all’inizio dell’emergenza, non puo' essere una soluzione per il medio periodo, neanche in modo parziale, perché è del tutto inadeguata e insufficiente e vanifica di fatto il diritto all’istruzione dei più giovani, inteso come diritto a completare l’istruzione obbligatoria per legge e come diritto dei più capaci e meritevoli a proseguire gli studi per raggiungere i gradi più alti dell’istruzione. Inoltre, come luogo materiale di rapporti umani tra coetanei/e e tra adulti e ragazzi/e, la scuola promuove competenze sociali e civiche fondamentali per il positivo inserimento dei/lle ragazzi/e nella società e per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. La didattica a distanza, in solitudine, sostitutiva anche solo parzialmente della didattica in presenza, è fonte di deprivazione, poiché rende impossibile un'educazione fattiva alla socialità e alla cittadinanza. E che dire degli enormi problemi organizzativi e gestionali che comporta una lezione seguita in parte a distanza e in parte in presenza? Siamo convinti che prolungare oltre lo stretto periodo dell’emergenza la didattica a distanza penalizzerà in modo definitivo i/le ragazzi/e già in difficoltà, in un Paese che è agli ultimi posti in Europa per numero di abbandoni scolastici, confermando e approfondendo le distanze sociali, economiche e culturali tra le famiglie, in contrasto con il dettato costituzionale. Riteniamo che i servizi scolastici debbano essere considerati servizi essenziali, al pari di quelli sanitari, e che per assicurarli debbano essere messe in campo tutte le risorse finanziarie, umane e logistiche necessarie allo scopo. Chiediamo quindi con forza:
che si lavori a un piano di riapertura in sicurezza delle scuole davvero adeguato ai bisogni dei/lle bambini/e e degli/lle adolescenti, assicurando un intervento finanziario importante per garantire le soluzioni che si renderanno necessarie;
-che si garantisca ad ogni bambino/a/ragazzo/a l'accesso alla didattica in
presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e per tutto l'ordinario orario scolastico, prevedendo soluzioni organizzative specifiche, come l'articolazione delle classi in sotto-gruppi fissi, con frequenza su due turni, uno antimeridiano e uno pomeridiano, e assicurando tutte le misure di protezione necessarie.
Certi che saprete comprendere le nostre preoccupazioni e che la risposta
sarà all’altezza delle enormi sfide poste dall’epidemia, rimaniamo in attesa di un riscontro.

avatar of the starter
Beatrice SonaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 393 sostenitori

Il problema

Siamo un gruppo di genitori di ragazzi adolescenti, molto preoccupati per
le ipotesi che circolano in questi giorni sulle modalità di ripartenza della scuola, a settembre. Abbiamo accolto con favore le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid-19”, stilate dal Dipartimento politiche per la famiglia per ripristinare «il diritto alla socialità ed al gioco» dei minori, ma siamo rimasti sconcertati alla notizia dell’ipotesi a cui sta lavorando il Ministero dell’Istruzione per la ripartenza del prossimo anno scolastico. Per i più grandi la soluzione prospettata sarebbe quella di dividere le classi, consentendo a ciascuna metà degli studenti di frequentare le lezioni per metà della settimana, in modo alternato. Durante i giorni a casa gli studenti dovrebbero fare didattica a distanza. Riteniamo questa soluzione inaccettabile! Vogliamo ricordare che l'adolescenza è l'età di transizione tra l'infanzia e l'età adulta, caratterizzata da profonde mutazioni di tipo somatico e psicologico. I/Le ragazzi/e in questa fascia di età non sono né carne né pesce, vivono una fase di grande incertezza legata alla costruzione della rispettiva identità e hanno un bisogno fortissimo di confrontarsi con altri adulti e con i loro coetanei. Per mesi abbiamo osservato con ansia il loro ritiro dal mondo, cercando, tra attività lavorative e preoccupazioni economiche per il futuro, di offrire loro un surrogato della comunità esterna, di cui la scuola è il fulcro, consapevoli che si trattava di una missione impossibile. Durante i mesi di confinamento, i ragazzi, molti dei quali figli unici, oppressi quindi da un isolamento ancora più duro, sono stati ligi nel rispettare le regole del lockdown, mentre l’offerta didattica, partita per lo più con diverse settimane di ritardo, veniva ridotta quasi a zero, con poche ore di lezioni on line. Abbiamo assistito impotenti all’abuso da parte loro dei device elettronici, ben sapendo che si trattava di uno dei pochi e fondamentali ponti con l’esterno. Abbiamo combattuto come potevamo con la loro crescente demotivazione, consapevoli della posta in gioco. Adesso la prospettiva di riproporrre la didattica a distanza fino a data da destinarsiLa didattica a distanza, giustificata all’inizio dell’emergenza, non puo' essere una soluzione per il medio periodo, neanche in modo parziale, perché è del tutto inadeguata e insufficiente e vanifica di fatto il diritto all’istruzione dei più giovani, inteso come diritto a completare l’istruzione obbligatoria per legge e come diritto dei più capaci e meritevoli a proseguire gli studi per raggiungere i gradi più alti dell’istruzione. Inoltre, come luogo materiale di rapporti umani tra coetanei/e e tra adulti e ragazzi/e, la scuola promuove competenze sociali e civiche fondamentali per il positivo inserimento dei/lle ragazzi/e nella società e per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. La didattica a distanza, in solitudine, sostitutiva anche solo parzialmente della didattica in presenza, è fonte di deprivazione, poiché rende impossibile un'educazione fattiva alla socialità e alla cittadinanza. E che dire degli enormi problemi organizzativi e gestionali che comporta una lezione seguita in parte a distanza e in parte in presenza? Siamo convinti che prolungare oltre lo stretto periodo dell’emergenza la didattica a distanza penalizzerà in modo definitivo i/le ragazzi/e già in difficoltà, in un Paese che è agli ultimi posti in Europa per numero di abbandoni scolastici, confermando e approfondendo le distanze sociali, economiche e culturali tra le famiglie, in contrasto con il dettato costituzionale. Riteniamo che i servizi scolastici debbano essere considerati servizi essenziali, al pari di quelli sanitari, e che per assicurarli debbano essere messe in campo tutte le risorse finanziarie, umane e logistiche necessarie allo scopo. Chiediamo quindi con forza:
che si lavori a un piano di riapertura in sicurezza delle scuole davvero adeguato ai bisogni dei/lle bambini/e e degli/lle adolescenti, assicurando un intervento finanziario importante per garantire le soluzioni che si renderanno necessarie;
-che si garantisca ad ogni bambino/a/ragazzo/a l'accesso alla didattica in
presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e per tutto l'ordinario orario scolastico, prevedendo soluzioni organizzative specifiche, come l'articolazione delle classi in sotto-gruppi fissi, con frequenza su due turni, uno antimeridiano e uno pomeridiano, e assicurando tutte le misure di protezione necessarie.
Certi che saprete comprendere le nostre preoccupazioni e che la risposta
sarà all’altezza delle enormi sfide poste dall’epidemia, rimaniamo in attesa di un riscontro.

avatar of the starter
Beatrice SonaPromotore della petizione

I decisori

Lucia Azzolina -
Lucia Azzolina -

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 20 maggio 2020