Il Miur presenti un piano per una scuola sicura a settembre

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Gentile Ministra Azzolina,

Sono uno dei milioni di genitori che ha avuto modo di ascoltare le dichiarazioni da lei rilasciate durante la trasmissione Rai Che Tempo Che Fa del 5 Aprile 2020. Oltre a far intendere che la scuola non riaprirà fino a settembre, lei ha ipotizzato un ritorno della modalità didattica online anche in autunno.

Ho trovato questa ipotesi sconcertante per diversi motivi. Innanzitutto il digital divide. Come lei sa secondo l'Istat un terzo delle famiglie italiane non dispone di un computer (41% al Sud) e la metà delle famiglie ne ha solo uno a disposizione. Anche ammettendo che il ministero fornisca computer e tablet in comodato d'uso alle famiglie bisognose, rimane la questione della bassa connettività dei piccoli centri urbani, che esclude di fatto dall'accesso alle lezioni in modalità interattiva una buona percentuale di studenti.

Inoltre il contratto nazionale della scuola non prevede la didattica online. Ciò sta producendo una notevole disparità formativa tra istituto e istituto e anche all'interno dei singoli istituti tra classi in cui il corpo docente si adopera, tra mille difficoltà, a insegnare in modalità interattiva e classi i cui docenti assegnano solo compiti in remoto.

Alla luce di queste considerazioni, dichiarare, come lei ha fatto, che la didattica online avrebbe "messo in sicurezza l'anno scolastico" è inesatto. Mentre la cosiddetta didattica online rende possibile la valutazione e il rapporto "verticale" docente-studente, l'esperienza formativa si basa anche sullo scambio di conoscenze orizzontali tra studente e studente. Tale scambio non può essere riprodotto in sessioni online spesso caratterizzate da congestioni di banda, nonché dalle disparità di accesso e competenze, e quindi di trattamento formativo, sopra elencate.

Vista la mancanza, allo stato attuale, di un piano per la messa in sicurezza delle scuole le sottoponiamo con spirito costruttivo alcune idee per una ripresa sicura dell'attività scolastica a settembre:

• A tutti gli studenti, al personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario venga richiesto di indossare la mascherina come requisito essenziale per entrare a scuola

• Ogni scuola venga dotata di robuste scorte di mascherine per ogni evenienza

• Ogni aula venga dotata di dispensatori di gel disinfettante per le mani

• Ogni cattedra venga dotata di detergenti e guanti monouso necessari alla pulizia e all’uso corretto di gessi, lavagne e altri strumenti di lavoro

• Gli addetti alle pulizie della scuola vengano aumentati, stabilizzati contrattualmente, e dotati dei mezzi necessari per effettuare pulizie a fondo dei locali almeno una volta al giorno

• Il personale docente e ausiliario venga aumentato (non tagliato, come previsto attualmente) per sostenere doppi turni ove non sia possibile effettuare la didattica all’interno dell’orario standard

• La dislocazione dei banchi e delle cattedre sia ripensata per mantenere la distanza minima di sicurezza

• Si stabilisca il limite massimo di un occupante per i banchi a due posti

• Ogni classe in cui non sia possibile mantenere la distanza minima di sicurezza venga ricollocata, ove possibile, in un ambiente più spazioso

• Si preveda anche, ove possibile, l'utilizzo di spazi esterni come cortili e giardini, che rimangono, allo stato delle conoscenze attuali, gli ambienti più sicuri contro la diffusione del virus

• In assenza di spazi disponibili, gli studenti delle classi più numerose vengano suddivisi in scaglioni con relativo allungamento dell'orario scolastico (doppi turni) e potenziamento del personale docente e ATA

• In subordine, e solo come estrema ratio, si preveda una didattica ibrida o alternata tra didattica in classe e didattica a distanza

• Ogni scuola tenga inoltre corsi di formazione del personale docente e non-docente prima della ripresa dell’anno scolastico

• Tutti gli studenti vengano formati adeguatamente sui comportamenti da tenere alla ripresa dell’anno scolastico

La recente approvazione di un ingente pacchetto di aiuti a livello europeo per uscire dall’emergenza può essere utilizzato per finanziare queste misure di conversione.

Mantenere l’attuale impianto della didattica a distanza anche a settembre sarebbe un atto grave perché scaricherebbe l'onere della riorganizzazione e della gestione della didattica interamente sulle spalle di docenti, genitori e studenti sollevando il Miur dalle proprie responsabilità.

Se queste misure dovessero rivelarsi insufficienti a fermare la ripresa dei contagi noi saremo pronti a fare la nostra parte. Ma adesso tocca a lei fare la sua.

Un cordiale saluto,

Marco Deseriis