La proposta sui requisiti dei servizi sociosanitari nelle Marche va cambiata


La proposta sui requisiti dei servizi sociosanitari nelle Marche va cambiata
Il problema
Autorizzazioni sociosanitarie. Modificare radicalmente le dgr 1718/18 e 257/2019.
La proposta regionale, attualmente in attesa del parere della IV Commissione, è inaccettabile per diversi aspetti e contenuti, e richiede un cambiamento radicale per i seguenti motivi:
- chiude sostanzialmente l’esperienza regionale delle comunità di piccole dimensioni ed inserite nei normali contesti abitativi, avviata fin degli anni novanta, a favore di grandi strutture che premiano soggetti gestori, soprattutto for profit, a danno delle piccole esperienze radicate nei territori;
- garantisce a tutte le strutture già autorizzate o in via di realizzazione (in pratica tutta l'offerta attuale e futura per diversi anni) in maniera assolutamente impropria, la deroga al rispetto di fondamentali requisiti strutturali (superficie minima, letti per camera, capacità recettiva e accorpamenti); per farLe un esempio, circa 1700 persone potranno continuare a vivere in camere da 4 letti;
- prevede che il sistema di valutazione e accesso, finalizzato all’appropriatezza dei percorsi di assistenza e cura, sia attuato in alcuni servizi e non in altri;
- non prevede inspiegabilmente figure educative in servizi rivolti alla disabilità intellettiva;
- stralcia molti requisiti di qualità già presenti nella vigente normativa, e dimentica di definirne altri essenziali (ad esempio indicazioni di mensa, trasporto, tempi di apertura nei servizi diurni).
Presidente, non leghi il suo nome ad un inaccettabile ritorno indietro!

Il problema
Autorizzazioni sociosanitarie. Modificare radicalmente le dgr 1718/18 e 257/2019.
La proposta regionale, attualmente in attesa del parere della IV Commissione, è inaccettabile per diversi aspetti e contenuti, e richiede un cambiamento radicale per i seguenti motivi:
- chiude sostanzialmente l’esperienza regionale delle comunità di piccole dimensioni ed inserite nei normali contesti abitativi, avviata fin degli anni novanta, a favore di grandi strutture che premiano soggetti gestori, soprattutto for profit, a danno delle piccole esperienze radicate nei territori;
- garantisce a tutte le strutture già autorizzate o in via di realizzazione (in pratica tutta l'offerta attuale e futura per diversi anni) in maniera assolutamente impropria, la deroga al rispetto di fondamentali requisiti strutturali (superficie minima, letti per camera, capacità recettiva e accorpamenti); per farLe un esempio, circa 1700 persone potranno continuare a vivere in camere da 4 letti;
- prevede che il sistema di valutazione e accesso, finalizzato all’appropriatezza dei percorsi di assistenza e cura, sia attuato in alcuni servizi e non in altri;
- non prevede inspiegabilmente figure educative in servizi rivolti alla disabilità intellettiva;
- stralcia molti requisiti di qualità già presenti nella vigente normativa, e dimentica di definirne altri essenziali (ad esempio indicazioni di mensa, trasporto, tempi di apertura nei servizi diurni).
Presidente, non leghi il suo nome ad un inaccettabile ritorno indietro!

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 13 settembre 2019