

Libertà previdenziale per le Partite IVA: stop all'INPS fisso, sì all'autonomia con Fondi
Il problema
Al Ministro del Lavoro e al Governo Italiano,
Oggi in Italia, chi decide di aprire una ditta individuale (artigiano o commerciante) si scontra immediatamente con un muro invisibile: l'obbligo di pagare all'INPS circa 4.500 euro all'anno di contributi fissi, anche se il fatturato è pari a zero o l'attività è in perdita.
Questo sistema non tutela il lavoratore autonomo: lo soffoca prima ancora che possa far crescere la propria attività, trasformando la previdenza in un debito certo con lo Stato.
Crediamo che sia giunto il momento di superare un modello obsoleto e non più sostenibile. Chiediamo con forza l'introduzione del principio di Autonomia e Libertà Previdenziale per le Partite IVA. Il futuro pensionistico dei lavoratori indipendenti deve basarsi sulla libertà di scelta e sulla sostenibilità reale delle imprese.
Il confronto: perché il sistema attuale va cambiato
A parità di versamenti, il sistema attuale penalizza i lavoratori rispetto alle alternative private del mercato:
Sostenibilità economica: L'INPS impone una quota fissa obbligatoria anche a ricavi zero. Un Fondo Pensione o una Polizza Assicurativa (PIP) permettono invece versamenti volontari e flessibili, calibrati sull'andamento reale del fatturato anno dopo anno.
Proprietà del capitale: I contributi INPS finiscono nel sistema a ripartizione (i tuoi soldi pagano i pensionati di oggi). Nei fondi privati, i soldi rimangono su un conto individuale intestato a te, blindato e rivalutato nel tempo.
Tutela della famiglia: In caso di decesso prematuro, i contributi INPS offrono una reversibilità parziale e vincolata a rigidi requisiti. Nei fondi pensione e nelle assicurazioni, il capitale accumulato è ereditabile al 100% dai figli o dai beneficiari scelti, senza vincoli.
Le nostre richieste concrete:
Abolizione dei contributi fissi obbligatori: I contributi previdenziali devono essere calcolati esclusivamente in percentuale sul reddito effettivamente percepito. Se una ditta non guadagna, non deve accumulare debiti e cartelle esattoriali.
Riconoscimento delle alternative private: Lo Stato deve riconoscere i Fondi Pensione Aperti e i Piani Individuali Pensionistici (PIP) assicurativi come alternative valide e totalmente sostitutive all'INPS obbligatorio.
Diritto di opzione: Ogni titolare di Partita IVA deve poter scegliere liberamente se versare nel sistema pubblico o se destinare le proprie risorse a strumenti previdenziali privati, assumendosi la responsabilità del proprio futuro ma riappropriandosi della libertà di gestire il frutto del proprio lavoro.
Il lavoro autonomo è il motore dell'economia italiana, non un bancomat da cui attingere quando mancano i ricavi. Chiediamo la libertà di decidere come e dove proteggere il nostro futuro.
Firma questa petizione per chiedere un Fisco più giusto e la totale libertà previdenziale per tutte le Partite IVA!

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Il problema
Al Ministro del Lavoro e al Governo Italiano,
Oggi in Italia, chi decide di aprire una ditta individuale (artigiano o commerciante) si scontra immediatamente con un muro invisibile: l'obbligo di pagare all'INPS circa 4.500 euro all'anno di contributi fissi, anche se il fatturato è pari a zero o l'attività è in perdita.
Questo sistema non tutela il lavoratore autonomo: lo soffoca prima ancora che possa far crescere la propria attività, trasformando la previdenza in un debito certo con lo Stato.
Crediamo che sia giunto il momento di superare un modello obsoleto e non più sostenibile. Chiediamo con forza l'introduzione del principio di Autonomia e Libertà Previdenziale per le Partite IVA. Il futuro pensionistico dei lavoratori indipendenti deve basarsi sulla libertà di scelta e sulla sostenibilità reale delle imprese.
Il confronto: perché il sistema attuale va cambiato
A parità di versamenti, il sistema attuale penalizza i lavoratori rispetto alle alternative private del mercato:
Sostenibilità economica: L'INPS impone una quota fissa obbligatoria anche a ricavi zero. Un Fondo Pensione o una Polizza Assicurativa (PIP) permettono invece versamenti volontari e flessibili, calibrati sull'andamento reale del fatturato anno dopo anno.
Proprietà del capitale: I contributi INPS finiscono nel sistema a ripartizione (i tuoi soldi pagano i pensionati di oggi). Nei fondi privati, i soldi rimangono su un conto individuale intestato a te, blindato e rivalutato nel tempo.
Tutela della famiglia: In caso di decesso prematuro, i contributi INPS offrono una reversibilità parziale e vincolata a rigidi requisiti. Nei fondi pensione e nelle assicurazioni, il capitale accumulato è ereditabile al 100% dai figli o dai beneficiari scelti, senza vincoli.
Le nostre richieste concrete:
Abolizione dei contributi fissi obbligatori: I contributi previdenziali devono essere calcolati esclusivamente in percentuale sul reddito effettivamente percepito. Se una ditta non guadagna, non deve accumulare debiti e cartelle esattoriali.
Riconoscimento delle alternative private: Lo Stato deve riconoscere i Fondi Pensione Aperti e i Piani Individuali Pensionistici (PIP) assicurativi come alternative valide e totalmente sostitutive all'INPS obbligatorio.
Diritto di opzione: Ogni titolare di Partita IVA deve poter scegliere liberamente se versare nel sistema pubblico o se destinare le proprie risorse a strumenti previdenziali privati, assumendosi la responsabilità del proprio futuro ma riappropriandosi della libertà di gestire il frutto del proprio lavoro.
Il lavoro autonomo è il motore dell'economia italiana, non un bancomat da cui attingere quando mancano i ricavi. Chiediamo la libertà di decidere come e dove proteggere il nostro futuro.
Firma questa petizione per chiedere un Fisco più giusto e la totale libertà previdenziale per tutte le Partite IVA!

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Petizione creata in data 2 settembre 2026