Liberate mia mamma detenuta in un campo di concentramento in Cina!

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Ciao mi chiamo Gulhumar, ho 26 anni, vivo in Francia e questa è la mia storia.

Nel novembre 2016 mia mamma ha ricevuto una telefonata dal suo vecchio datore di lavoro in Cina che le chiedeva di tornare lì per firmare dei documenti per poter ricevere la pensione. Dopo una settimana di esitazione e di pressioni da parte del suo ex capo mamma ha fatto i biglietti di andata e ritorno per 2 settimane.

Appena arrivata in Cina mia mamma è andata nei suoi vecchi uffici di lavoro e lì ha trovato la polizia che la aspettava: è stata subito presa in custodia dalle forze dell’ordine e le è stato ritirato il passaporto. Mia mamma si è spaventata tantissimo perché non aveva fatto nulla di male! Per due mesi non le è stato permesso di andarsene da dove si trovava.

Il 29 gennaio 2017 mia madre è stata ufficialmente arrestata ed è scomparsa. Nessuna notizia di lei fino a luglio 2017 quando le autorità cinesi ci hanno confermato che mia madre era stata internata in un campo di "rieducazione" il 9 giugno 2017.

Non abbiamo nessuna informazione su quanto accaduto nel periodo tra gennaio e giugno.

Conoscendo la Cina siamo convinti che sia stata sottoposta a interrogatori prolungati in prigione e, peggio ancora, a tortura. Prima di internarla le hanno concesso di fare una telefonata e l'unica cosa che ha potuto chiedere alla famiglia è stata di portarle biancheria pulita e qualche oggetto personale. Oggi è ancora in un campo e può ricevere solo una visita al mese da sua madre alla quale deve riferire che va tutto bene. Io, mio padre e mia sorella, che viviamo in Francia non abbiamo l'autorizzazione a comunicare con lei.

Abbiamo sempre dovuto credere a ciò che mia nonna ci raccontava al telefono fino a maggio, quando lei ci ha pregato in lacrime di non chiamarla più. La polizia infatti il giorno precedente l'aveva ripetutamente messa sotto pressione e lei non capiva cosa avesse fatto per meritarsi questo trattamento.

Questo è quello che è successo a me ma sono milioni i casi come questo: innumerevoli vite che vengono distrutte. Il motivo principale di tutto questo è la nostra identità, la nostra cultura, la nostra esistenza.

Non ho mai parlato pubblicamente di quello che stava accadendo nella mia terra di origine, forse per timore di suscitare pietà e commenti compassionevoli ma soprattutto per paura di aggravare ulteriormente la situazione di mia madre, rinchiusa in un campo di concentramento. Visto però il sostegno di familiari e amici, non riesco più a rimanere in silenzio. Questi campi sono stati aperti nel 2016. Ufficialmente sono chiamati "campi di rieducazione politica" e al loro interno sono rinchiuse oltre 3 milioni di persone.

Vi chiedo di  prendere coscienza del violento processo di assimilazione e discriminazione in corso nel paese da decenni. Aiutatemi a liberare mia madre, detenuta in modo totalmente arbitrario in Cina. Il suo crimine? Essere Uigura e quindi far parte di una minoranza etnica, invisa al potere comunista e totalitario del regime in atto.

Se sei un giornalista o un avvocato e pensi di potermi aiutare per favore contattami a gulhumar@hotmail.fr

Rompiamo insieme il vergognoso muro di silenzio che da anni avvolge la Francia su questo argomento. 


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