Liberate l'accesso ai risparmi delle persone sottoposte ad amministrazione di sostegno


Liberate l'accesso ai risparmi delle persone sottoposte ad amministrazione di sostegno
Il problema
Ciao, mi chiamo Alessandro, ho cinquantanove anni, e da quasi diciassette sono sottoposto a misura di amministrazione di sostegno (Legge n. 6 del 9 gennaio 2004).
Immaginatevi di NON potere andare in banca a prelevare i vostri soldi, di NON poter effettuare un bonifico, di NON disporre di un Bancomat, di NON potere effettuare una spesa URGENTE, di NON poter effettuare investimenti in modo da preservare i pochi risparmi a disposizione, che mese dopo mese DIMINUISCONO DRASTICAMENTE, senza il consenso e assistenza di una terza figura.
Immaginatevi di NON potervi separare da vostra moglie, di NON poter sporgere querela se avete subìto un ingiustizia, di NON poter stipulare contratti di alcun tipo, di NON poter effettuare compravendite immobiliari, e di NON poter fare molto altro, senza il consenso e assistenza di una terza figura.
Ebbene, è quanto sta accadendo a me da quasi DICIASSETTE anni!
La misura di amministrazione di sostegno nasce dalla legge n. 6 del 9 gennaio 2004, con lo scopo di TUTELARE le persone che non sono più in grado di provvedere ai propri interessi.
In un mondo perfetto, figure SOSTITUTIVE si occupano di ciò che la persona non è più in grado di svolgere autonomamente, e lo fanno nel migliore dei modi. Molto spesso si tratta di parenti, generalmente coniuge o figli.
Però, purtroppo, molto spesso questo provvedimento viene affidato a Enti che lo applicano indiscriminatamente, senza dimostrare la minima considerazione umana per il soggetto, non contestualizzando le SINGOLE e SPECIFICHE esigenze individuali della persona.
Nel mio caso particolare, il provvedimento è stato aperto a ottobre 2008 quando avevo 42 anni, perché ho avuto problemi con il gioco d'azzardo. Nonostante le mie condizioni psichiche siano state considerate accettabili da RECENTI relazioni psichiatriche, mi è COMUNQUE precluso il libero accesso ai miei risparmi, e NON posso prendere alcuna iniziativa legale autonomamente.
È UNA VITA D'INFERNO!
L'istituto dell'amministrazione di sostegno, in molti casi come ad esempio il mio, finisce per ledere i diritti, la libertà e la dignità delle persone.
Data la mia condizione stabile - sostenuta da relazioni psichiatriche - e la natura personale dei miei fondi, penso sia giusto potervi accedere liberamente. Inoltre penso di essere perfettamente in grado di gestire pratiche quali la separazione da mia moglie, eventuali querele a chi mi ha areecato danni patrimonali, e non solo.
Facciamo in modo che la legge prenda in considerazione i casi personali e le condizioni specifiche di ciascun individuo.
Perché non credo di essere il solo in questa ORRIBILE situazione.
Con la vostra firma non aiuterete soltanto me, ma anche tante altre persone nelle mie stesse condizioni.
Grazie di cuore a tutti.
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Il problema
Ciao, mi chiamo Alessandro, ho cinquantanove anni, e da quasi diciassette sono sottoposto a misura di amministrazione di sostegno (Legge n. 6 del 9 gennaio 2004).
Immaginatevi di NON potere andare in banca a prelevare i vostri soldi, di NON poter effettuare un bonifico, di NON disporre di un Bancomat, di NON potere effettuare una spesa URGENTE, di NON poter effettuare investimenti in modo da preservare i pochi risparmi a disposizione, che mese dopo mese DIMINUISCONO DRASTICAMENTE, senza il consenso e assistenza di una terza figura.
Immaginatevi di NON potervi separare da vostra moglie, di NON poter sporgere querela se avete subìto un ingiustizia, di NON poter stipulare contratti di alcun tipo, di NON poter effettuare compravendite immobiliari, e di NON poter fare molto altro, senza il consenso e assistenza di una terza figura.
Ebbene, è quanto sta accadendo a me da quasi DICIASSETTE anni!
La misura di amministrazione di sostegno nasce dalla legge n. 6 del 9 gennaio 2004, con lo scopo di TUTELARE le persone che non sono più in grado di provvedere ai propri interessi.
In un mondo perfetto, figure SOSTITUTIVE si occupano di ciò che la persona non è più in grado di svolgere autonomamente, e lo fanno nel migliore dei modi. Molto spesso si tratta di parenti, generalmente coniuge o figli.
Però, purtroppo, molto spesso questo provvedimento viene affidato a Enti che lo applicano indiscriminatamente, senza dimostrare la minima considerazione umana per il soggetto, non contestualizzando le SINGOLE e SPECIFICHE esigenze individuali della persona.
Nel mio caso particolare, il provvedimento è stato aperto a ottobre 2008 quando avevo 42 anni, perché ho avuto problemi con il gioco d'azzardo. Nonostante le mie condizioni psichiche siano state considerate accettabili da RECENTI relazioni psichiatriche, mi è COMUNQUE precluso il libero accesso ai miei risparmi, e NON posso prendere alcuna iniziativa legale autonomamente.
È UNA VITA D'INFERNO!
L'istituto dell'amministrazione di sostegno, in molti casi come ad esempio il mio, finisce per ledere i diritti, la libertà e la dignità delle persone.
Data la mia condizione stabile - sostenuta da relazioni psichiatriche - e la natura personale dei miei fondi, penso sia giusto potervi accedere liberamente. Inoltre penso di essere perfettamente in grado di gestire pratiche quali la separazione da mia moglie, eventuali querele a chi mi ha areecato danni patrimonali, e non solo.
Facciamo in modo che la legge prenda in considerazione i casi personali e le condizioni specifiche di ciascun individuo.
Perché non credo di essere il solo in questa ORRIBILE situazione.
Con la vostra firma non aiuterete soltanto me, ma anche tante altre persone nelle mie stesse condizioni.
Grazie di cuore a tutti.
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Petizione creata in data 15 maggio 2025