PETIZIONE CHIUSA

Liberalizziamo Internet e il collegamento degli apparati di rete!

Questa petizione aveva 573 sostenitori


Nel 2013, in un'era ipertecnologica dove tutti passiamo buona parte del nostro tempo (libero o lavorativo) online e dove si parla di semplificazione e di digitalizzazione nei rapporti tra il Cittadino e la Pubblica Amministrazione, creare una rete informatica o telefonica (quindi ad esempio collegare un banale modem/router fornito dal nostro operatore, ma anche qualche computer o un centralino voip) può costare fino ad Euro 150.000 di multa!
Come è possibile tutto ciò?

La causa è da ricercarsi in un vecchio Decreto Ministeriale, precisamente il D.M. 23/05/1992 n. 314, il quale stabiliva che collegare direttamente o indirettamente ad una rete telefonica qualunque cosa differisse da un paio di semplici telefoni richiedeva un apposito patentino, per ottenere il quale erano previsti requisiti differenti a seconda del livello richiesto; di fatto, però, l'unica autorizzazione ministeriale che metteva al riparo da qualsiasi contestazione era quella di 1° livello e per ottenerla bisognava dimostrare di possedere un minimo di dieci dipendenti tecnici, varia strumentazione di misurazione di comprovata proprietà (escludendo la possibilità di noleggi o leasing), un ufficio tecnico dedicato, un magazzino, cinque automezzi di cui due autofurgoni e un'assicurazione.

Un secondo Decreto Legislativo, il D.Lgs. 26/10/2010 n. 198, nato con l'intento di sostituire il precedente, ha solo parzialmente corretto i requisiti minimi, rimuovendo l'obbligo di possesso degli autoveicoli/autofurgoni ma istituendone in compenso altri fra cui quello di redigere un progetto da parte di un Perito dopo ogni lavoro o intervento sulla rete informatica.
Allo stato attuale, peraltro, non è nemmeno chiaro se il D.Lgs. 198/2010 sia già entrato in vigore (come avrebbe dovuto essere da fine 2011, ma il relativo decreto attuativo non risulta essere mai stato emanato) ed abbia effettivamente sostituito il precedente D.M. 314/1992.

Indipendentemente da quale dei due Decreti sia in vigore, comunque, la sostanza non cambia. Si tratta in entrambi i casi di Norme:
* che sono evidentemente assurde ed illogiche: non si vede infatti cosa c'entri il possesso di autoveicoli o dipendenti con l'essere in grado di configurare a dovere un router o anche un'intera rete informatica (sarebbe come sostenere che un muratore, per poter svolgere il suo lavoro, debba possedere un impianto per la produzione del cemento e venti betoniere!), così come non si comprende che progetto si debba mai far predisporre da un Perito o da un Ingegnere per collegare una stampante di rete all'apposita presa e configurare il software per il corretto funzionamento;
* che comunque ignorano la differenza tra il lavoro dell'Impiantista e quello dell'Informatico, cercando di uniformare l'uno all'altro;
* che, ponendo barriere di tipo economico allo svolgimento di determinati lavori, violano l'art. 3 ("È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese") e l'art. 4 ("La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto") della nostra Costituzione;
* che sono da sempre in aperto contrasto con l'orientamento dell'Unione Europea in tema di liberalizzazioni (v. ad esempio la Direttiva 2008/63/CE della Commissione del 20/06/2008 relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni);
* che sono in aperto contrasto anche con l'orientamento e le recenti disposizioni del Governo Monti sempre in tema di liberalizzazioni (D. Lgs. 24/01/2012 n. 1, art. 1);
* che mettono a rischio il Cliente finale, il quale potrebbe essere sanzionato a sua volta per aver affidato un lavoro (anche semplice) ad una Ditta o ad un Professionista non in possesso del patentino;
* che vengono quindi utilizzate come "arma" da grosse Imprese dotate di patentino per impedire a piccole Imprese o a Professionisti lo svolgimento di determinati lavori;
* che in nessun caso migliorano la qualità o la sicurezza del lavoro eseguito, ma hanno l'unica conseguenza di innalzare i costi dello stesso nei confronti del Cliente finale e di impedire a molte professionalità di svolgere il loro lavoro.
È importante evidenziare che, sebbene i maggiori interessati siano appunto le Imprese ed i Professionisti del settore informatico, tali Norme si applicano in realtà a tutti i Cittadini. Chiunque quindi (anche un privato) potrebbe essere sanzionato con una multa astronomica per aver, ad esempio, configurato o semplicemente collegato un modem wi-fi senza essere in possesso di tale patentino.

Queste Norme sono nate in un periodo storico in cui l'informatica era poco più di un hobby per pochi appassionati e lo stesso mondo della telefonia era molto diverso da come lo viviamo oggi (SIP era ancora monopolista, i cellulari erano quasi sconosciuti così come Internet, il voip non esisteva affatto, ecc.). Spesso sconosciute, sono sempre state perlopiù disattese: in caso contrario, in Italia di fatto non si sarebbe diffusa l'informatica.
Esse però, nel 2013, sono ancora in vigore!

È gravissimo che, a causa di Norme obsolete se rapportate al settore informatico (che vanta una crescita tecnologica rapidissima) ed emanate ad-hoc per favorire le poche Imprese medio-grandi appartenenti al settore dell'impiantistica, il 99% del Paese si trovi ad operare nell'illegalità, con tutti i rischi che ne conseguono (non solo economici ma anche di immagine verso il Cliente finale) e senza che sia effettivamente possibile mettersi in regola!
Ancora più grottesco è che la situazione sia mal vista persino da molti stessi Ispettori del Ministero dello Sviluppo Economico (i quali però sono ovviamente costretti per Legge ad intervenire ed erogare le sanzioni previste).

L'unica nota positiva della vicenda è che il Disegno di Legge "Semplificazione - bis" di fine 2012 conteneva l'art. 26, il quale, in prospettiva, avrebbe abrogato il D.Lgs. 198/2010: finalmente ci si sta rendendo conto di quanto anacronistica sia tale situazione!
La nota negativa è che, ad oggi, le Norme sono ancora in vigore e l'iter per la loro concreta abrogazione appare ancora molto lungo (quello specifico Disegno di Legge, ad esempio, è decaduto).

Spingiamo per accelerare tale processo. Chiediamo che vengano abrogati definitivamente il D.Lgs. 198/2010 ed il D.M. 314/1992, facciamo in modo che le Imprese ed i Professionisti seri del settore informatico possano lavorare nella legalità e rendiamo l'Italia un Paese un po' più moderno!



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