Lettera sulla presenza di un editore neofascista a Più Libri Più Liberi 

Firmatari recenti
Krystyna Sibielak e altri 13 hanno firmato di recente.

Il problema

Da autrici, autori, case editrici, e naturalmente persone che frequentano le manifestazioni culturali di questo paese, siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, quest’anno abbia trovato spazio Passaggio al Bosco, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull'esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita.


Nelle dichiarazioni dell'editore, questi titoli dovrebbero rappresentare "il punto di vista del pensiero identitario"; quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall'editore stesso: il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen Ss, rappresenterebbe "impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante".


Lo stesso Degrelle, insieme a Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro e del Movimento Legionario - due tra i più violenti e antisemiti movimenti fascisti degli anni Trenta in Romania - figurano tra gli interpreti delle “Più alte virtù di coraggio, disciplina, senso del dovere, altruismo e dominio di sé".


I volontari delle brigate nere sono protagonisti della “eroica resistenza degli ultimi fascisti", la loro adesione fino all'ultimo al sanguinoso progetto dell'Asse rappresenta il proseguimento della "lotta del sangue contro l'oro", espressione usata da vari movimenti fascisti negli anni Trenta e Quaranta per indicare proprio la guerra mossa alle democrazie liberali e all'ebraismo.

Queste sono solo alcune delle figure cardine di questo "pensiero identitario" di cui il catalogo è ricchissimo. 


Appare evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni o periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un'esperienza eroica da cui trarre esempio.


Sorge spontaneo chiedere allora all'Associazione Italiana Editori, responsabile dell'assegnazione degli stand: com'è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stato ritenuto compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore? 


Non c'e forse una norma (l’Articolo 24, “Osservanza di leggi e regolamenti”) che impegna chiaramente gli espositori ad aderire "a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana, di libertà della persona senza distinzione alcuna, per ragioni di etnia, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, rifiutando ogni forma di discriminazione rispetto al godimento di tali diritti"?


Poniamo quindi queste domande e preoccupazioni all'attenzione dell'associazione italiana degli editori per aprire una riflessione sull'opportunità della presenza di tali contenuti in una fiera che dovrebbe promuovere cultura e valori democratici.

 

Anna Foa

Alessandro Barbero

Antonio Scurati

Zerocalcare

Domenico Starnone

Carlo Ginzburg

Domenico Procacci

Loredana Lipperini

Christian Raimo

Caparezza

Valerio Renzi

Massimo Giannini

Daria Bignardi

Diego Bianchi

Edizioni E/O

Giovanni De Mauro 

Simone Pieranni

Valerio Nicolosi

Francesco Cancellato

Claudio Santamaria

Pietro Sermonti

Elio Germano

Stefano Feltri

Maicol e Mirco

Minimum Fax

Scomodo

Vera Gheno

Tomaso Montanari

Davide Coppo

Riccardo Meozzi

Arianna Montanari

Marina Pierri

Marino Sinibaldi

Paolo Di Paolo

Valentina Mira

Vincenzo Latronico

Giulia Caminito

Serena Mazzini

Valerio Mastandrea

Fandango Libri

Paolo Berizzi

Alessandro Portelli

Coconino Press

Becco Giallo

Paolo Rossi

Pietro Turano

Vincenzo Ostuni

Giacomo Papi

Alfredo Pedullà

Lucia Calamaro 

Momo edizioni

Bao Publishing

edizioni Tlon

Add Editore

Eddi Marcucci

Davide Lerner 

Leila Belhadj Mohamed

Paolo Ruffini

Miguel Gotor

Simonetta Sciandivasci

Ascanio Celestini

Carlo Greppi

Tiziana Triana

Marco Balzano

Gabriele Pedullà

Micol Meghnagi

Roberto Recchioni

Fiamma Ficcadenti

Simone Tempia

Oiza Q. Obasuyi

Francesco Pacifico

Massimiliano Tarantino (Fondazione Feltrinelli)

Caissa Italia editore

Erickson edizioni 

Hacca Edizioni

Red Star Press

Elio Germano

Giulio Calella (Alegre Edizioni)

Nicola Villa (Edizioni Altreconomia)

Futura Editrice

Nottetempo Edizioni

Matteo Pucciarelli

Giovanni Scifoni

Lia di Trapani 

Barbara Leda Kenny

La Revue

Il Tennis Italiano

Bruno Montesano

Costanza Jesurum

Oscar Gilioti

66thand2nd Edizioni

Giovanni Piperno

Tamu Edizioni

Bruno Maida

Cristiano Corsini

Giovanni Carletti

Alessio Spataro

Paolo Bacilieri

Alba Nabulsi

Mosè Vernetti

Marco Rossari 

Alice Spano

Èxorma edizioni

Luca D'Ascanio

Michele Riondino

Alberto Molinari

Pierluigi Musarò

Le Plurali Editrici

Giancarlo Piacci

Camilla Folena 

Elena Giacomelli 

Camilla Ioli

 

 

 

 

 

avatar of the starter
Stefano FeltriPromotore della petizione

28.610

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Krystyna Sibielak e altri 13 hanno firmato di recente.

Il problema

Da autrici, autori, case editrici, e naturalmente persone che frequentano le manifestazioni culturali di questo paese, siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, quest’anno abbia trovato spazio Passaggio al Bosco, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull'esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita.


Nelle dichiarazioni dell'editore, questi titoli dovrebbero rappresentare "il punto di vista del pensiero identitario"; quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall'editore stesso: il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen Ss, rappresenterebbe "impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante".


Lo stesso Degrelle, insieme a Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro e del Movimento Legionario - due tra i più violenti e antisemiti movimenti fascisti degli anni Trenta in Romania - figurano tra gli interpreti delle “Più alte virtù di coraggio, disciplina, senso del dovere, altruismo e dominio di sé".


I volontari delle brigate nere sono protagonisti della “eroica resistenza degli ultimi fascisti", la loro adesione fino all'ultimo al sanguinoso progetto dell'Asse rappresenta il proseguimento della "lotta del sangue contro l'oro", espressione usata da vari movimenti fascisti negli anni Trenta e Quaranta per indicare proprio la guerra mossa alle democrazie liberali e all'ebraismo.

Queste sono solo alcune delle figure cardine di questo "pensiero identitario" di cui il catalogo è ricchissimo. 


Appare evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni o periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un'esperienza eroica da cui trarre esempio.


Sorge spontaneo chiedere allora all'Associazione Italiana Editori, responsabile dell'assegnazione degli stand: com'è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stato ritenuto compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore? 


Non c'e forse una norma (l’Articolo 24, “Osservanza di leggi e regolamenti”) che impegna chiaramente gli espositori ad aderire "a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana, di libertà della persona senza distinzione alcuna, per ragioni di etnia, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, rifiutando ogni forma di discriminazione rispetto al godimento di tali diritti"?


Poniamo quindi queste domande e preoccupazioni all'attenzione dell'associazione italiana degli editori per aprire una riflessione sull'opportunità della presenza di tali contenuti in una fiera che dovrebbe promuovere cultura e valori democratici.

 

Anna Foa

Alessandro Barbero

Antonio Scurati

Zerocalcare

Domenico Starnone

Carlo Ginzburg

Domenico Procacci

Loredana Lipperini

Christian Raimo

Caparezza

Valerio Renzi

Massimo Giannini

Daria Bignardi

Diego Bianchi

Edizioni E/O

Giovanni De Mauro 

Simone Pieranni

Valerio Nicolosi

Francesco Cancellato

Claudio Santamaria

Pietro Sermonti

Elio Germano

Stefano Feltri

Maicol e Mirco

Minimum Fax

Scomodo

Vera Gheno

Tomaso Montanari

Davide Coppo

Riccardo Meozzi

Arianna Montanari

Marina Pierri

Marino Sinibaldi

Paolo Di Paolo

Valentina Mira

Vincenzo Latronico

Giulia Caminito

Serena Mazzini

Valerio Mastandrea

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Becco Giallo

Paolo Rossi

Pietro Turano

Vincenzo Ostuni

Giacomo Papi

Alfredo Pedullà

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Miguel Gotor

Simonetta Sciandivasci

Ascanio Celestini

Carlo Greppi

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Marco Balzano

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Roberto Recchioni

Fiamma Ficcadenti

Simone Tempia

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Costanza Jesurum

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Giovanni Piperno

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Bruno Maida

Cristiano Corsini

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Alessio Spataro

Paolo Bacilieri

Alba Nabulsi

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Marco Rossari 

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Luca D'Ascanio

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Petizione creata in data 2 dicembre 2025