Lettera di un'associazione sportiva contro l'ignoranza e l'ingiustizia

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 323 sostenitori

Il problema

Carissime e carissimi, 

sul quotidiano La Nazione del 12 Dicembre 2023, alla pagina 19 della sezione ‘Scandicci’ viene descritta piazza della Resistenza come un posto di degrado; dove, dopo le 20, quando non è più presente la polizia municipale, si animano violentatori, ubriaconi e… noi, i ragazzi che saltano e che fanno parkour

Dopo tutto, noi ce lo possiamo sempre aspettare: il nostro presidiare le piazze e le strade, al freddo, al buio, con il sole, con il vento e la pioggia, ci rende molto esposti. Siamo sempre davanti agli occhi di tutti, ma questo, se da un lato è testimone della nostra presenza attiva nel territorio, dall’altro ci rende vulnerabili alle malelingue. E soprattutto ai cacciatori di notizie disperati. Quando tali soggetti si scontrano con ciò che ci è molto caro, diffamandoci e descrivendo in questo modo la nostra splendida attività che coltiviamo da anni, non possiamo stare senza rispondere. 

Chiediamo, dunque, a chi è d’accordo con la presente, di firmarla; noi la manderemo al comune di Scandicci, a quello di Firenze, e alla redazione de La Nazione, così che possiamo dare eco alla nostra voce, con lo scopo di ricevere le giuste parole per il nostro operato. Non ci aspettiamo niente dalle istituzioni, ma almeno di non essere messi e messe in relazione con il ‘degrado’, con i ‘loschi’ che ‘se sei donna ti mettono le mani ovunque’, etc. Insomma, le parole contano, e nei giorni in cui le nostre realtà, piccole e senza una costruzione imperialistica, stanno attraversando periodi non facili, è giusto alzare la mano e dire che NOI NON CI STIAMO. Noi continueremo ad allenarci e ad allenare, ma seppur non chiediamo delle lodi da nessuno (anche se le riceviamo spesso, e di questo siamo immensamente grati), non accettiamo nemmeno le infamie. 

 

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                                                                                                                        Scandicci, 

12 Dicembre 2023

Alla cortese attenzione della redazione de ‘La Nazione’,

Vi scrivo a nome dell’associazione sportiva dilettantistica ‘RESPIRA Arte in Movimento’ e a nome del suo presidente, dei suoi istruttori, dei genitori dei corsisti minorenni o di chi ne fa le veci, e dei suoi tesserati maggiorenni. 

Siamo un’associazione sportiva che pratica e insegna l’attività di parkour nelle piazze di Scandicci e di Prato, siamo affiliati a UISP e riconosciuti da CONI, e operiamo la nostra attività outdoor, in quanto è stata riconosciuta come tale ed è cardine stessa del nostro agire. 

Siamo esposti dunque alle condizioni meteorologiche (pioggia, vento, freddo, etc.), e come lo siamo noi, lo sono anche le/i nostre/i corsiste/i, che vanno dai 5 anni in su. Ma non siamo esposti solo all’intemperie (e alle gioie che il sole e l’aria aperta possono dare), ma anche alle diffamazioni che vengono dai giornali quali il Vostro.

Nell’articolo di pagina 19, sezione Scandicci, del Vs quotidiano del 12 Dicembre 2023, la nostra attività viene paragonata alle molestie che avvengono durante la notte davanti ai bar e ai senza tetto che usano come latrine gli alberi della piazza; quando noi, con la nostra presenza siamo esattamente ciò che fanno sentire a disagio i personaggi ai quali ci associate, i cosiddetti ‘loschi’ del vostro ‘giornalista’. La nostra presenza attiva nelle piazze porta un fresco buonumore e del sano movimento, senza pressioni da competizione o da schermi. Siamo noi che ci muoviamo col nostro corpo nell’ambiente che ci circonda. Niente di più. Ovvio è che dopo decine di anni, la nostra visione di ambiente non è quella di un’altra persona. È diversa. Questa diversità partecipativa dell’ambiente che ci circonda non dovrebbe essere condannata, come risulta dal vostro articolo. Non dovrebbe essere paragonata a quella di due personaggi loschi che usano molestie contro una ragazza. Non dovrebbero stare sullo stesso piano, nello stesso articolo di denuncia contro il ‘degrado’.

Questa menzogna è ciò che vogliamo condannare con questa lettera. A nome della nostra associazione, dei suoi istruttori Stefano Szakolczai, Tiziano Valentini Marano, Miriam Attucci e del suo presidente Andrea Santi; a nome delle mamme, dei babbi e degli educatori che ci danno fiducia ogni giorno quando portano le/i loro figlie/i a fare questo sport, che a parole vostre risulta ‘estremo’, ‘rischioso’ e ‘pericoloso’. Quando in realtà, di rischioso, di estremo e di pericoloso, c’è solo l’ignoranza delle persone, di questi ‘giornalisti’, che per primi dovrebbero essere informati in quanto distribuiscono informazioni ai cittadini. Le loro e le vostre parole influenzano e deviano le persone a cui poi noi dobbiamo dare spiegazioni. 

Perché dietro una singola immagine c’è tanto lavoro, c’è una vita di pensieri, di paure, di emozioni… di allenamenti.

In conclusione, in ottemperanza al diritto di replica, art.8 della legge sulla stampa 47/1948, chiediamo dunque che venga pubblicato alla stessa pagina n. 19 della sezione 'Scandicci' un articolo sul Vs quotidiano. In tale articolo dovrà essere esposto il nostro operato in modo oggettivo, senza nessuna esagerazione come senza nessuna menzogna, nel quale venga data voce a chi vive questa disciplina e ai genitori che a questa disciplina e ai suoi istruttori affida, seppur per poche ore, ciò che più gli è caro. In breve, dove sia descritto cosa facciamo e chi siamo realmente, niente di più e niente di meno.

RESPIRA Arte In Movimento asd

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Stefano SzakolczaiPromotore della petizione

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