

Lettera aperta alla Rimini Football Club


Lettera aperta alla Rimini Football Club
Il problema
Lettera aperta alla Rimini Football Club
Dopo una annata positiva, che ha portato in bacheca un trofeo, non ci si aspettava un’estate di incertezze, di illazioni, di silenzi. Si è cominciato con la questione delle irregolarità dell’iscrizione fatta all’ultimo secondo, che si sono potute smentire solo dopo aver avuto rassicurazioni informali, tenendo la piazza sulle spine e senza dare risposte se non con comunicati sempre più laconici. Una macchia, comunque, dopo il -2 della scorsa stagione. Si è proseguito con la telenovela sull’allenatore, annunciato all’ultimo giorno prima dell’apertura ufficiale del mercato, mettendo in oggettiva difficoltà il prescelto, che è di fatto stato lanciato nell’agone come un ripiego (anche se magari non lo è). E ancora nuovi sospetti sul pagamento degli stipendi del 30 giugno, meno di un mese dopo quelle sull’iscrizione. Veri o falsi che siano, il tutto avviene in un silenzio assordante, rotto solo dai rumori dei cantieri della cittadella. Già, perché l’estate biancorossa è a due facce: i cantieri che avanzano, la squadra che sembra arretrare. O almeno così sembra, né si fa nulla per confutare questa impressione montante in città.
Alla luce di tutto questo crediamo sia necessario un chiarimento. Quali sono i programmi del Rimini per i prossimi anni, se ce ne sono? La società è in grado di garantire economicamente la gestione sportiva? E vuole farlo? E’ in grado di amministrarsi e garantire una gestione regolare delle scadenze e degli adempimenti? In definitiva, società ha un reale interesse nel Rimini inteso come squadra di calcio? Se anche a una sola di queste domande la risposta è no, forse è meglio passare la mano finché si è in tempo. Alla società è stata data una enorme apertura di credito dalla tifoseria, ma si sa che le squadre di calcio sono, per pochi o per molti, questioni di sentimenti, e ci pare che ora si stia scherzando coi sentimenti.
Gli slogan sono belli, avete costruito una narrazione sul fatto che “siamo una famiglia”, la realtà che sta emergendo è che non parlate con noi. Non spiegate, non dite nulla. Non reagite neppure di fronte a notizie che costituiscono – nella migliore delle ipotesi – un palese danno d’immagine per il Rimini e per voi stessi. Siamo una famiglia, ma siete usciti a comprare le sigarette e non vi si è più visti…
Il problema
Lettera aperta alla Rimini Football Club
Dopo una annata positiva, che ha portato in bacheca un trofeo, non ci si aspettava un’estate di incertezze, di illazioni, di silenzi. Si è cominciato con la questione delle irregolarità dell’iscrizione fatta all’ultimo secondo, che si sono potute smentire solo dopo aver avuto rassicurazioni informali, tenendo la piazza sulle spine e senza dare risposte se non con comunicati sempre più laconici. Una macchia, comunque, dopo il -2 della scorsa stagione. Si è proseguito con la telenovela sull’allenatore, annunciato all’ultimo giorno prima dell’apertura ufficiale del mercato, mettendo in oggettiva difficoltà il prescelto, che è di fatto stato lanciato nell’agone come un ripiego (anche se magari non lo è). E ancora nuovi sospetti sul pagamento degli stipendi del 30 giugno, meno di un mese dopo quelle sull’iscrizione. Veri o falsi che siano, il tutto avviene in un silenzio assordante, rotto solo dai rumori dei cantieri della cittadella. Già, perché l’estate biancorossa è a due facce: i cantieri che avanzano, la squadra che sembra arretrare. O almeno così sembra, né si fa nulla per confutare questa impressione montante in città.
Alla luce di tutto questo crediamo sia necessario un chiarimento. Quali sono i programmi del Rimini per i prossimi anni, se ce ne sono? La società è in grado di garantire economicamente la gestione sportiva? E vuole farlo? E’ in grado di amministrarsi e garantire una gestione regolare delle scadenze e degli adempimenti? In definitiva, società ha un reale interesse nel Rimini inteso come squadra di calcio? Se anche a una sola di queste domande la risposta è no, forse è meglio passare la mano finché si è in tempo. Alla società è stata data una enorme apertura di credito dalla tifoseria, ma si sa che le squadre di calcio sono, per pochi o per molti, questioni di sentimenti, e ci pare che ora si stia scherzando coi sentimenti.
Gli slogan sono belli, avete costruito una narrazione sul fatto che “siamo una famiglia”, la realtà che sta emergendo è che non parlate con noi. Non spiegate, non dite nulla. Non reagite neppure di fronte a notizie che costituiscono – nella migliore delle ipotesi – un palese danno d’immagine per il Rimini e per voi stessi. Siamo una famiglia, ma siete usciti a comprare le sigarette e non vi si è più visti…
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 3 luglio 2025