Lettera alla Federazione

Firmatari recenti
sabina amato e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Spett.le
Federazione Italiana Pallacanestro
Alla cortese attenzione del Consiglio Federale,
mi rivolgo a Voi in qualità di atleta militante nel campionato di Serie B Femminile, a nome mio e di
tutte le giocatrici firmatarie della presente, per esprimere alcune riflessioni e perplessità in merito
alla formula delle Finali Nazionali annunciata.
Desideriamo innanzitutto riconoscere e apprezzare l’intento della Federazione di valorizzare e
promuovere il movimento del basket femminile attraverso un evento che ambisce a dare visibilità e
prestigio alla categoria. Siamo consapevoli dell’impegno organizzativo ed economico che
un’iniziativa di questo tipo comporta e non intendiamo in alcun modo sollevare una polemica di
natura finanziaria. Le società che ambiscono a un campionato di Serie A2 devono essere strutturate
per sostenere determinati investimenti, e questo è un presupposto che comprendiamo.
La nostra riflessione riguarda piuttosto un aspetto che riteniamo fondamentale: il rispetto e la
tutela delle atlete.
La maggior parte delle giocatrici che militano nel campionato di Serie B svolge parallelamente
un’attività lavorativa, così come molti allenatori e dirigenti. La programmazione di una fase finale
che richiede un impegno di una settimana, nel mese di giugno, comunicata con un preavviso di
pochi giorni, ci pone in una situazione di difficoltà.
Come possiamo assentarci dal lavoro per un periodo così lungo senza un adeguato anticipo?
Come possiamo richiedere ferie o permessi con un preavviso di circa otto giorni?
Ulteriore perplessità riguarda la formula tecnica prevista: sei partite in sette giorni. Comprendiamo
il desiderio di concentrare l’evento in un’unica manifestazione, ma riteniamo doveroso evidenziare
che si tratta di gare di alto livello competitivo, fisicamente e mentalmente impegnative, in cui è in
palio una promozione.
Una tale densità di partite, che ricorda formule tipiche di competizioni giovanili, solleva
interrogativi legittimi sotto il profilo della tutela fisica delle atlete, del rischio infortuni e della
qualità tecnica dello spettacolo offerto. Non si tratta di semplici partite, ma di confronti decisivi che
meritano di essere disputati nelle migliori condizioni possibili.
Con questa lettera chiediamo pertanto alla Federazione di valutare con attenzione la possibilità di
riconsiderare la formula della fase finale, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello tecnico, al
fine di trovare una soluzione che possa conciliare le esigenze promozionali del movimento con la
realtà concreta delle atlete che ne sono protagoniste.
Non vorremmo mai arrivare al punto di scendere in campo senza poter esprimere al meglio il nostro
valore o, peggio ancora, con la sensazione di non essere state messe nelle condizioni adeguate per
competere. Non appartiene alla nostra mentalità, né al nostro DNA sportivo, affrontare una
competizione con spirito rinunciatario.
Confidiamo nella sensibilità della Federazione e nella volontà di ascolto verso chi, ogni giorno,
contribuisce con impegno e passione alla crescita del basket femminile italiano.

avatar of the starter
Rachele PorcuPromotore della petizione

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sabina amato e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Spett.le
Federazione Italiana Pallacanestro
Alla cortese attenzione del Consiglio Federale,
mi rivolgo a Voi in qualità di atleta militante nel campionato di Serie B Femminile, a nome mio e di
tutte le giocatrici firmatarie della presente, per esprimere alcune riflessioni e perplessità in merito
alla formula delle Finali Nazionali annunciata.
Desideriamo innanzitutto riconoscere e apprezzare l’intento della Federazione di valorizzare e
promuovere il movimento del basket femminile attraverso un evento che ambisce a dare visibilità e
prestigio alla categoria. Siamo consapevoli dell’impegno organizzativo ed economico che
un’iniziativa di questo tipo comporta e non intendiamo in alcun modo sollevare una polemica di
natura finanziaria. Le società che ambiscono a un campionato di Serie A2 devono essere strutturate
per sostenere determinati investimenti, e questo è un presupposto che comprendiamo.
La nostra riflessione riguarda piuttosto un aspetto che riteniamo fondamentale: il rispetto e la
tutela delle atlete.
La maggior parte delle giocatrici che militano nel campionato di Serie B svolge parallelamente
un’attività lavorativa, così come molti allenatori e dirigenti. La programmazione di una fase finale
che richiede un impegno di una settimana, nel mese di giugno, comunicata con un preavviso di
pochi giorni, ci pone in una situazione di difficoltà.
Come possiamo assentarci dal lavoro per un periodo così lungo senza un adeguato anticipo?
Come possiamo richiedere ferie o permessi con un preavviso di circa otto giorni?
Ulteriore perplessità riguarda la formula tecnica prevista: sei partite in sette giorni. Comprendiamo
il desiderio di concentrare l’evento in un’unica manifestazione, ma riteniamo doveroso evidenziare
che si tratta di gare di alto livello competitivo, fisicamente e mentalmente impegnative, in cui è in
palio una promozione.
Una tale densità di partite, che ricorda formule tipiche di competizioni giovanili, solleva
interrogativi legittimi sotto il profilo della tutela fisica delle atlete, del rischio infortuni e della
qualità tecnica dello spettacolo offerto. Non si tratta di semplici partite, ma di confronti decisivi che
meritano di essere disputati nelle migliori condizioni possibili.
Con questa lettera chiediamo pertanto alla Federazione di valutare con attenzione la possibilità di
riconsiderare la formula della fase finale, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello tecnico, al
fine di trovare una soluzione che possa conciliare le esigenze promozionali del movimento con la
realtà concreta delle atlete che ne sono protagoniste.
Non vorremmo mai arrivare al punto di scendere in campo senza poter esprimere al meglio il nostro
valore o, peggio ancora, con la sensazione di non essere state messe nelle condizioni adeguate per
competere. Non appartiene alla nostra mentalità, né al nostro DNA sportivo, affrontare una
competizione con spirito rinunciatario.
Confidiamo nella sensibilità della Federazione e nella volontà di ascolto verso chi, ogni giorno,
contribuisce con impegno e passione alla crescita del basket femminile italiano.

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Rachele PorcuPromotore della petizione

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Petizione creata in data 18 febbraio 2026