LETTERA ALL'AMBASCIATORE DELLA FEDERAZIONE RUSSA: LA RUSSIA NON E' IL NOSTRO NEMICO

Il problema

Al Signor Ambasciatore della Federazione Russa

 Dott. Sergey Razov

 Via Gaeta, 5    00185 ROMA

Ill.mo Sig. Ambasciatore

In un momento di tensione così alta tra il Suo Paese e il Governo Italiano, sento la personale esigenza, condivisa peraltro da buona parte dei miei connazionali, di rivolgermi a Lei e al Presidente Vladimir Putin non in veste di “nemico” ma in quella di cittadino di quell'Europa che ha sempre visto nella Federazione Russa una una nazione amica.

Noi e Voi siamo europei! Qualcuno sta tentando di farcelo dimenticare!


Non accetto che si vogliano cancellare i legami storici, culturali e di amicizia che si sono instaurati tra i nostri popoli per le scelte scellerate di un Governo che non rappresenta più gli italiani.

Pur non ritenendo mai la guerra una opzione da prendere in considerazione per la soluzione delle controversie internazionali, non posso non condividere, al di là della falsa narrazione fornita dalla propaganda messa in piedi dal cosiddetto “Occidente”, l'esigenza di affrontare una situazione geopolitica frutto di una strategia che accerchiato la Federazione Russa, mettendone a rischio stabilità e sicurezza dei confini.


Se si contesta l'intervento Russo in Ucraina è necessario condannare con maggiore fermezza le scelte che Unione Europea, Stati Uniti e NATO hanno effettuato in assenza di un confronto serio sull'evoluzione pilotata di una situazione che ha visto gradualmente circondare i confini russi e pregiudicare quegli equilibri che dalla fine della seconda guerra mondiale avevano garantito la pace.

Non ho condiviso l'invio di armi per alimentare il conflitto.

Non ho condiviso le misure sanzionatorie di carattere personale, culturale e addirittura sportivo adottate nei confronti di cittadini russi e che come unico intento avevano quello di alimentare l'odio verso il Suo Paese.

Io voglio che liberamente i cittadini russi possano viaggiare nel mio Paese come voglio essere libero di viaggiare verso e nella la Federazione Russa.

Per queste ragioni La prego di inoltrare al Suo Presidente questo appello affinchè si ricordi che gran parte del popolo italiano è assolutamente contrario alla gestione governativa di questa crisi internazionale e alle posizioni assunte in ambito internazionale volte ad inasprire l'escalation del conflitto.

Pur nella consapevolezza della gravità e della delicatezza della situazione confido in un ulteriore tentativo di carattere diplomatico che stenta a partire da un Occidente che ha voluto dipingere la Russia come il nemico globale. Troppo sangue sta scorrendo su di un campo di battaglia di cui le uniche vittime sono i cittadini e i militari di popoli europei.

La prego infine di voler valutare la concessione al sottoscritto di un visto turistico “di amicizia” al fine di poter abbattere simbolicamente il confine che arbitrariamente qualcuno ha cercato di creare tra i nostri popoli per potermi recare quanto prima nel Suo Paese come un libero cittadino di quell'Europa ideale da cui la Federazione Russa non potrà mai essere esclusa.

Nella fiducia che questo conflitto militare si possa concludere al più presto possibile limitando sofferenze e perdite di vite umane.


Gradisca l'espressione della mia alta stima.


Aosta, lì 15 maggio 2022

                                                                                        Stefano Ferrero

 

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Stefano FerreroPromotore della petizione

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Il problema

Al Signor Ambasciatore della Federazione Russa

 Dott. Sergey Razov

 Via Gaeta, 5    00185 ROMA

Ill.mo Sig. Ambasciatore

In un momento di tensione così alta tra il Suo Paese e il Governo Italiano, sento la personale esigenza, condivisa peraltro da buona parte dei miei connazionali, di rivolgermi a Lei e al Presidente Vladimir Putin non in veste di “nemico” ma in quella di cittadino di quell'Europa che ha sempre visto nella Federazione Russa una una nazione amica.

Noi e Voi siamo europei! Qualcuno sta tentando di farcelo dimenticare!


Non accetto che si vogliano cancellare i legami storici, culturali e di amicizia che si sono instaurati tra i nostri popoli per le scelte scellerate di un Governo che non rappresenta più gli italiani.

Pur non ritenendo mai la guerra una opzione da prendere in considerazione per la soluzione delle controversie internazionali, non posso non condividere, al di là della falsa narrazione fornita dalla propaganda messa in piedi dal cosiddetto “Occidente”, l'esigenza di affrontare una situazione geopolitica frutto di una strategia che accerchiato la Federazione Russa, mettendone a rischio stabilità e sicurezza dei confini.


Se si contesta l'intervento Russo in Ucraina è necessario condannare con maggiore fermezza le scelte che Unione Europea, Stati Uniti e NATO hanno effettuato in assenza di un confronto serio sull'evoluzione pilotata di una situazione che ha visto gradualmente circondare i confini russi e pregiudicare quegli equilibri che dalla fine della seconda guerra mondiale avevano garantito la pace.

Non ho condiviso l'invio di armi per alimentare il conflitto.

Non ho condiviso le misure sanzionatorie di carattere personale, culturale e addirittura sportivo adottate nei confronti di cittadini russi e che come unico intento avevano quello di alimentare l'odio verso il Suo Paese.

Io voglio che liberamente i cittadini russi possano viaggiare nel mio Paese come voglio essere libero di viaggiare verso e nella la Federazione Russa.

Per queste ragioni La prego di inoltrare al Suo Presidente questo appello affinchè si ricordi che gran parte del popolo italiano è assolutamente contrario alla gestione governativa di questa crisi internazionale e alle posizioni assunte in ambito internazionale volte ad inasprire l'escalation del conflitto.

Pur nella consapevolezza della gravità e della delicatezza della situazione confido in un ulteriore tentativo di carattere diplomatico che stenta a partire da un Occidente che ha voluto dipingere la Russia come il nemico globale. Troppo sangue sta scorrendo su di un campo di battaglia di cui le uniche vittime sono i cittadini e i militari di popoli europei.

La prego infine di voler valutare la concessione al sottoscritto di un visto turistico “di amicizia” al fine di poter abbattere simbolicamente il confine che arbitrariamente qualcuno ha cercato di creare tra i nostri popoli per potermi recare quanto prima nel Suo Paese come un libero cittadino di quell'Europa ideale da cui la Federazione Russa non potrà mai essere esclusa.

Nella fiducia che questo conflitto militare si possa concludere al più presto possibile limitando sofferenze e perdite di vite umane.


Gradisca l'espressione della mia alta stima.


Aosta, lì 15 maggio 2022

                                                                                        Stefano Ferrero

 

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