NON CHIUDIAMO LE SCUOLE!

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I nostri bimbi, in periodo di grande emergenza da marzo a giugno 2020, sono stati esempio di resilienza. Niente scuola, niente parco o palestra.

Hanno disegnato e colorato arcobaleni, con la speranza che tutto andasse bene.

Eppure...ognuno di loro, chi più chi meno, ha avuto ripercussioni nel tempo tra cui difficoltà nello studio e/o nelle relazioni interpersonali.

La situazione in Italia è drammatica eppure i nostri bimbi sono stati gli unici, insieme ai loro insegnanti, a tenere le mascherine e a mantenere le distanza con una enorme diligenza, pur di stare insieme.

Abbiamo già scuole medie (tranne le classi prime) e licei in DAD e i ragazzi, già più grandi, stanno avendo grandi difficoltà.

Cosa pensate possa accadere ai nostri bimbi più piccoli, già privati di tanto e tante cose?

Lasciate, vi prego, almeno le scuole dei più piccoli, dunque primaria e infanzia, aperte.

Lasciate che i bimbi possano ritrovare una parvenza di relazione, di socialità, dei sorrisi e possano imparare e apprendere quanto più possibile.

Quando il distanziamento è difficile, permettete piuttosto alle scuole di fare lezioni all'aperto quando possibile.

Potenziate nel frattempo il sistema sanitario, in modo da tracciare maggiormente qualsiasi caso positivo.

Multate chiunque non rispetti le regole (e sono davvero tanti, soprattutto a Palermo: la mia città); ma lasciate i bimbi davvero come ultima spiaggia.

Non sono loro gli untori, ma gli adulti senza coscienza, senza responsabilità civica, che continuano imperterriti a non indossare la mascherina, a radunarsi di nascosto, a giocare sul famigerato (ahinoi!) "Non ce n'è coviddi".

Grazie per voler ascoltare questa richiesta