L'esproprio di oggi: il caso Mondello Italo-belga

L'esproprio di oggi: il caso Mondello Italo-belga

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Questo è ciò che resta ai palermitani delle proprie coste.

Ecco un piccolo punto su quello che è da ritenersi un insopportabile saccheggio ai nostri danni.

La società Italo-belga già dal 1910 ha messo le tende, anzi le capanne, sul magnifico litorale di Mondello. Sono 39mila i metri quadri di costa dati in concessione alla Italo-belga per un canone annuo pari a 42.000€, a fronte di un fatturato che (secondo dati 2013, gli ultimi che abbiamo avuto modo di trovare) ammonta a 7 milioni di euro annui. Non si ha, comunque, difficoltà a credere che gli introiti non siano ad oggi inferiori, visto che il tariffario 2020 prevede che un palermitano debba, il sabato o la domenica, pagare 20€ per una postazione singola (1 lettino + 1 ombrellone) o ben 1570 € per un abbonamento stagionale sulle prime tre file (per 2 lettini + 1 ombrellone, che diventano “solo” 1370€ per file dalla 4 in poi). Ecco che, nell’affidamento a privati della gestione del demanio marittimo, il godimento del mare diventa un lusso per chi vive a Palermo (dal greco “Panormos”, “Tutto-porto”) e un business dai margini colossali per la multinazionale concessionaria che non sembra abbia voglia o interesse a valorizzare gli spazi in concessione con l'organizzazione di eventi di rilievo in ambito culturale, artistico, sportivo o musicale.

Per dare un'idea della dimensione di uno scandalo ai nostri danni (che non investe certo la sola Italo-belga di Mondello), proprio 7 milioni di Euro l'anno è ciò che percepisce la Sicilia come concessioni totali per i suoi 920 km di demanio marittimo dati in concessione. A conti fatti, qualora si passasse ad una gestione diretta da parte dell'ente pubblico, solo la litoranea di Mondello garantirebbe gli stessi introiti per le casse pubbliche.

La speculazione privata ai danni dei cittadini non è certo peculiarità solo siciliana, ma qui raggiunge livelli intollerabili, se è vero, com'è vero che la Toscana realizza 16 milioni di € (più del doppio della Sicilia) per concessioni su un totale in km di poco più di un terzo rispetto alle coste siciliane.

L'ingiustizia è almeno tripla e aggravata in tempo di covid:

- la privatizzazione selvaggia della costa che toglie al cittadino la fruibilità della spiaggia, condannandolo a stiparsi a strati nei pochi cm lasciati liberi, circostanza particolarmente odiosa in un momento in cui il distanziamento sociale è obbligatorio per ragione di tutela della salute pubblica;

- l’appropriazione di un bottino milionario da parte di una multinazionale privata che paga concessioni di fatto irrisorie, senza nemmeno portare alcun valore aggiunto che non sia quello intrinseco nel (magnifico) patrimonio naturale, marittimo e paesaggistico della baia di Mondello che appartiene allo Stato, alla Regione e al Comune e, quindi, a tutti noi cittadini;

- la mancata percezione di tali utili da parte dell'ente pubblico (in questo caso la Regione) che, secondo il principio fissato negli artt. 42 e 43 Cost., potrebbe affidarne la gestione diretta all’Ente pubblico per “assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.

La concessione è stata rinnovata, senza gara pubblica, proprio il 20 maggio scorso da Totò Cordaro, l’assessore regionale al Territorio e ambiente, fino al 31 dicembre 2033, come previsto dalla legge regionale 24/2019 che estende in Sicilia le concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2033. ��

Per questo chiediamo:

1)    Dimissioni dell’assessore regionale Cordaro;

2)    Avvio del processo di revoca/mancato rinnovo della concessione e gestione diretta da parte dell’Ente pubblico, in attuazione dei citati principi costituzionali.


#giùlemanidallenostrecoste #cosepubbliche