Le oche della Pellerina siano lasciate vivere in pace e protette nel loro Lago Grande!

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Il problema

A Torino esiste il Parco Mario Carrara, chiamato da tutti Parco della Pellerina, che si estende per 837.220 m² e ospita al suo interno due laghi artificiali e uno stagno, nato naturalmente in seguito all'alluvione del 16 ottobre 2000 e trasformatosi in una suggestiva area umida.
Questi splendidi specchi d'acqua accolgono una varietà notevole di forme viventi, sbalorditiva se si pensa che  si trovano in un parco urbano. Sono, inoltre, area di stazionamento di uccelli migratori.
Da molti anni le rive e le acque del Lago Grande (il maggiore dei tre bacini) sono lo spazio vitale di una comunità di oche, in parte bianche dagli occhi azzurri e in parte cignoidi. Inizialmente erano quindici.
Nel 2022 il numero si era ridotto a sei. Nel corso degli anni, infatti, dieci oche sono state uccise da esseri umani, aggredite di notte quando maggiormente erano indifese.
Per questo, fin dal dicembre 2022, è iniziata la sequenza, mai più interrotta, di richieste alle pubbliche amministrazioni e alle associazioni impegnate nella tutela dell'ambiente e dei suoi viventi, perché fossero garantiti protezione e accudimento a questi animali domestici, che hanno sempre accolto i visitatori del Parco con il dono della loro grazia.
Mai nessuno ha risposto né dato alcun segno di interesse o di intenzione di farsi carico della loro tutela. 
La bellezza incantevole del Lago Grande – così come del Lago Piccolo, poco distante – sta proprio nella bassa  recinzione, che ti dà la percezione del contatto diretto con l’ambiente e con le vite che essa avvolge. La sua bellezza, sì, ma anche la sua pericolosità quando, quelle vite, le si vuole rubare, proprio grazie alla facilità con cui si può entrare nel loro territorio.
Lungo il perimetro dei laghi compare in più punti un cartello, su cui è scritto: "Area di elevato interesse naturalistico. L'utenza è invitata a rispettare il delicato equilibrio".
Parole ignorate, purtroppo, soprattutto da chi aveva e ha il compito di farle rispettare.
Il 25 maggio 2026 Occhi di Cielo, l'ultima oca bianca maschio dagli occhi azzurri del Lago Grande, è stato rapito da chi ha dichiarato di volerlo portare al Centro per Animali Non Convenzionali dell'Ospedale veterinario locale. Fatta subito la denuncia del crimine, non si è ancora provveduto al possibile recupero dell'animale, portato via da quello che gli animali umani chiamano "habitat", ma che anche per gli altri animali, così come per tutti noi, è semplicemente "casa". 
Ora, all'appello, rimangono soltanto Sula e Moryal, femmina e maschio di oca cignoide, compagni di una vita trascorsa da sempre lungo le rive e tra le acque del Lago Grande.
E ora, senza che mai si sia fatto neppure un tentativo di mettere in sicurezza le oche e tutta la fauna del Lago Grande, qualcuno ha deciso che anche loro vanno prese e portate via, in un centro privato sconosciuto, dove - si è detto - staranno benissimo. Pacchi che si spostano secondo necessità, non esseri viventi che hanno il loro mondo di relazioni con altri esseri e con lo spazio che abitano.
Dal gennaio 2024 è pronto un progetto realizzato secondo le indicazioni di un medico veterinario esperto in anatidi, volto alla protezione integrale di queste creature pensata su misura per loro: occorre soltanto innalzare di 1,5 m. l'attuale recinzione nei punti più esposti (circa 100 metri lineari) e poi occorre la costruzione di un rifugio. Tutta qui la differenza tra vivere serenamente nella propria casa, all'interno di un bene pubblico che va tutelato realmente, non a parole, ed essere portati nella proprietà di un privato, dimostrando così che non si è più in grado di avere cura dei beni pubblici.
Ma questo genere di scelte non rappresenta la conseguenza di una società che si sta abbruttendo sempre più. No, rappresenta la mancanza di volontà di rimanere bella!
In conclusione, a chiunque scelga di aiutare Sula e Moryal a restare nel loro amato lago e di aiutare Occhi di Cielo a tornare a vivere con loro - che sono la sua famiglia -, chiedo di scrivere il breve messaggio seguente (o uno simile) agli indirizzi di posta elettronica indicati, specificando Località, Provincia e Regione da cui si scrive.
Grazie di cuore per quello che vi sarà possibile fare!
Coraggio! Insieme possiamo farcela!!
Monica Settanni

LASCIATE LE DUE OCHE CIGNOIDI VIVERE IN PACE E PROTETTE NEL LAGO GRANDE DELLA PELLERINA E RIPORTATE OCCHI DI CIELO DA LORO!

sindaco.lorusso@comune.torino.it
assessore.tresso@comune.torino.it

assessora.foglietta@comune.torino.it

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