Petition updateL'Italia dia il giusto riconoscimento a traduttori ed interpreti qualificatiDirettiva Interpreti e Traduttori: la Commissione Europea risponde!
Andrea DFrance
Jun 1, 2017
Carissimi, La stavamo aspettando da tempo ed è finalmente arrivata, sto parlando della risposta della Commissione Europea in merito alla Direttiva sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (2010/64/UE). Prima di svelarvene il contenuto però è utile ricapitolare la situazione: - Il 20 Ottobre 2010 viene pubblicata la Direttiva 2010/64/UE (di seguito “direttiva”) sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali. Questa sancisce (articolo 5, paragrafo 2) per gli Stati membri l'impegno a istituire un registro di traduttori e interpreti debitamente qualificati. - Passano gli anni e l’Italia ignora tale direttiva e non istituisce alcun registro/elenco di traduttori ed interpreti qualificati per i procedimenti penali lasciando immutato lo status quo (chiunque può iscriversi, anche senza laurea, semplicemente dichiarando di conoscere una determinata lingua). - Nel 2014, in ritardo sulla tabella di marcia prevista dalla direttiva per l’attuazione della stessa da parte degli Stati membri, l’Italia la recepisce con il decreto legislativo n.32 del 2014 tralasciando la parte fondamentale riguardante la qualità e in particolare l’ingaggio di interpreti e dei traduttori. - Fortunatamente la Commissione Europea ha il compito di far rispettare la normativa europea nei diversi Stati Membri e l’Articolo 10 della direttiva recita “Relazione - Entro il 27 ottobre 2014 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva, corredata, se del caso, di proposte legislative.” - Nel 2016, forse per il timore di ammonimenti e procedure di infrazione da parte di Bruxelles, l’Italia (Governo Renzi) apporta delle modifiche al decreto che recepisce la direttiva, ma queste lasciano il testo in una versione pressoché identica alla quella iniziale, senza modificare le questioni fondamentali: si fa un primo timido riferimento ad un elenco nazionale ma il pasticcio è trasformarlo nell’insieme degli elenchi locali dove quasi chiunque può chiedere di iscriversi; i giudici potranno continuare ad avvalersi di interpreti e traduttori non presenti sull’elenco, in presenza di “particolari esigenze”; il compenso resta di una manciata di Euro all’ora; non viene inserito alcun requisito di possesso della Laurea Magistrale in Traduzione e/o Interpretazione o di esperienza pluriennale documentata nel campo né alcun esame/verifica di tali requisiti; ogni Tribunale fa un po’ come gli pare; le sentenze non vengono tradotte in modo sistematico. Ma siamo ormai a giugno 2017! E la famosa relazione che la Commissione doveva presentare entro Ottobre 2014? Ecco... https://goo.gl/f71az4
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