Le immagini "forti"che indeboliscono la mente

Il problema

Ormai siamo arrivati al paradosso. Ci sono persone che richiedono assistenza psicologica perché non riescono più a "convivere" con le immagini e i video che ci bombardano tutti i giorni.  Si tratta di un paradosso perché il problema in questo modo viene soltanto spostato, mentre bisognerebbe ottenere un'azione immediata e "forte" dalle regie e dalle conduzioni dei notiziari.

La buona informazione, sì certo. La trasmissione della verità è sacrosanta. Siamo sicuri, tuttavia, che la corretta informazione debba necessariamente appoggiarsi su immagini devastanti? 

Ci siamo dimenticati quanto avevano detto scienziati e psicologi tempo fa: assistere ad atti di violenza, anche soltanto attraverso i media e non di persona, lungi dall'avere effetti di qualche utilità etica, porta le giovani menti a facili disturbi (insonnia, disturbi alimentari, attacchi di panico, insicurezza, e così via) e perfino al rischio di reiterazione della violenza stessa (ovvero il bambino, l'adolescente ma anche l'adulto può elaborare inconsciamente una risposta alla violenza assistita per poi riprodurla in forme o contesti diversi).

Bisogna prendere consapevolezza che è in atto una vera e propria manipolazione delle menti. Le immagini che trasmette la maggioranza dei notiziari ha il preciso scopo di scatenare determinate sensazioni e produrre un determinato tipo di cittadino: spaventato, sfiduciato, diffidente e discriminante.

 

Difendiamo la verità. Nessuno vuole tacere sulle ingiustizie, nessuno vuole voltare le spalle a chi sta subendo gli effetti diretti di una guerra, di una discriminazione, di una violenza, ecc. Tuttavia, i notiziari nazionali hanno una responsabilità etica e civile nei confronti dei bambini, dei giovani e degli adulti. Devono informare, non instillare sentimenti che non portano a nessun cambiamento positivo bensì rischiano di ricrescere una società ancora più bruta di quella che critichiamo al di fuori dei nostri confini.

 

Le evidenze scientifiche sull'uso sbagliato dei media in età infantile sono ormai di pubblico dominio. Non funziona in modo molto diverso nelle altre fasce di età.

 

Chiediamo un'informazione chiara, autentica ma anche pulita. Un'informazione che si possa accogliere e spiegare anche ai nostri bambini (perché di solito le fasce orarie sono proprio quelle nelle quali possono assistere anche loro). 

Non chiediamo di tornare indietro del tutto, ma solo di qualche passo: chiediamo un filtro ai notiziari in fascia giornaliera, perché chi può e vuole ha modo di approfondire su altri mezzi e canali.

 

Vogliamo lottare insieme ai popoli che soffrono, ma il cittadino e soprattutto i bambini non possono sentire su di sé il peso di una colpa che non hanno. 

Anche nei casi di calamità naturali, è scioccante che TG di fama nazionale forniscano un numero di telefono a cui mandare video o immagini dei disastri. Come a dire che i cittadini debbano preoccuparsi più di produrre filmati "interessanti" che di mettersi in salvo o aiutare qualcuno a mettersi in salvo.

Ora basta, uniamoci per chiedere un'informazione corretta e completa ma nei modi che rispettino le menti dei più fragili... e anche quelle che oggi sono forti ma domani potrebbero ritrovarsi piene di pensieri e sensazioni che sono "entrate" senza che loro se ne accorgessero.

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Eugenia AndrighettiPromotore della petizione

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Il problema

Ormai siamo arrivati al paradosso. Ci sono persone che richiedono assistenza psicologica perché non riescono più a "convivere" con le immagini e i video che ci bombardano tutti i giorni.  Si tratta di un paradosso perché il problema in questo modo viene soltanto spostato, mentre bisognerebbe ottenere un'azione immediata e "forte" dalle regie e dalle conduzioni dei notiziari.

La buona informazione, sì certo. La trasmissione della verità è sacrosanta. Siamo sicuri, tuttavia, che la corretta informazione debba necessariamente appoggiarsi su immagini devastanti? 

Ci siamo dimenticati quanto avevano detto scienziati e psicologi tempo fa: assistere ad atti di violenza, anche soltanto attraverso i media e non di persona, lungi dall'avere effetti di qualche utilità etica, porta le giovani menti a facili disturbi (insonnia, disturbi alimentari, attacchi di panico, insicurezza, e così via) e perfino al rischio di reiterazione della violenza stessa (ovvero il bambino, l'adolescente ma anche l'adulto può elaborare inconsciamente una risposta alla violenza assistita per poi riprodurla in forme o contesti diversi).

Bisogna prendere consapevolezza che è in atto una vera e propria manipolazione delle menti. Le immagini che trasmette la maggioranza dei notiziari ha il preciso scopo di scatenare determinate sensazioni e produrre un determinato tipo di cittadino: spaventato, sfiduciato, diffidente e discriminante.

 

Difendiamo la verità. Nessuno vuole tacere sulle ingiustizie, nessuno vuole voltare le spalle a chi sta subendo gli effetti diretti di una guerra, di una discriminazione, di una violenza, ecc. Tuttavia, i notiziari nazionali hanno una responsabilità etica e civile nei confronti dei bambini, dei giovani e degli adulti. Devono informare, non instillare sentimenti che non portano a nessun cambiamento positivo bensì rischiano di ricrescere una società ancora più bruta di quella che critichiamo al di fuori dei nostri confini.

 

Le evidenze scientifiche sull'uso sbagliato dei media in età infantile sono ormai di pubblico dominio. Non funziona in modo molto diverso nelle altre fasce di età.

 

Chiediamo un'informazione chiara, autentica ma anche pulita. Un'informazione che si possa accogliere e spiegare anche ai nostri bambini (perché di solito le fasce orarie sono proprio quelle nelle quali possono assistere anche loro). 

Non chiediamo di tornare indietro del tutto, ma solo di qualche passo: chiediamo un filtro ai notiziari in fascia giornaliera, perché chi può e vuole ha modo di approfondire su altri mezzi e canali.

 

Vogliamo lottare insieme ai popoli che soffrono, ma il cittadino e soprattutto i bambini non possono sentire su di sé il peso di una colpa che non hanno. 

Anche nei casi di calamità naturali, è scioccante che TG di fama nazionale forniscano un numero di telefono a cui mandare video o immagini dei disastri. Come a dire che i cittadini debbano preoccuparsi più di produrre filmati "interessanti" che di mettersi in salvo o aiutare qualcuno a mettersi in salvo.

Ora basta, uniamoci per chiedere un'informazione corretta e completa ma nei modi che rispettino le menti dei più fragili... e anche quelle che oggi sono forti ma domani potrebbero ritrovarsi piene di pensieri e sensazioni che sono "entrate" senza che loro se ne accorgessero.

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Eugenia AndrighettiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 23 settembre 2025