Destinare i fondi raccolti dalla LAV alla ricerca dei test alternativi

Il problema

Esiste una sostanziale evidenza e logica sul fatto che , al di la di tutte le discussioni scientifiche , etiche o pseudotali, i test su animali possono essere definitivamente eliminati quando si possono utilizzare test alternativi.

 La ricerca di metodi e test alternativi è la vera soluzione del problema.

Chiacchiere, proteste, manifestazioni non  possono impedire che una qualche cavia venga sacrificata per qualche test ritenuto indispensabile per la salute umana o ambientale; al contrario ogni volta che si scopre un test alternativo efficace e valido di fatto si rimuove a monte la necessità di test su animali .

Tra l’altro la scoperta di test alternativi risolverebbero anche l’ambigua distinzione che oggi viene fatta tra test per ingredienti  o prodotti cosmetici, proibiti, e test per altri settori merceologici o per problematiche ambientali.

Oggi è molto facile per una azienda chimica rispettare il bando sui test per finalità cosmetiche, basta dichiarare che il test è fatto per altre finalità.

Chi vuole davvero risolvere il problema deve risolvere il problema alla radice  con  test alternativi.

Mi aspettavo che una ONLUS che nel nome e nello statuto si oppone ai test su animali contribuisse alla ricerca e sviluppo di test alternativi.

Al contrario vedo una ONLUS , cioè un ente non a fini di lucro, fiscalmente agevolato dallo stato, che accumula ingenti somme di denaro e che non le destina alla ricerca per i test alternativi.

Dal Bilancio LAV   emerge che le entrate del 2013 sono state:

ENTRATE

1) Entrate da supporto generale sede nazionale € 5.598.782

Quote (iscrizioni e rinnovi)  e contributi da associati € 929.523

Donazioni, liberalità e lasciti € 3.439.789

Altre entrate diverse (5xmille, altri proventi,…) €  1.229.470

2)Entrate e proventi da attività tipiche (contributi) € 331.535

3) Entrate da attività da campagne istituz.li € 694.920

4) Proventi finanziari e patrimoniali € 21.233

5) Proventi straordinari € 161.824  

B) IMMOBILIZZAZIONI

I -Immobilizzazioni immateriali € 21.231

II – Immobilizzazioni materiali € 3.405.694

Totale terreni e fabbricati € 3.287.505

Totale mobili e arredi € 75.938

Totale macchine ufficio € 12.888

Totale altri beni € 29.363

III – Immobilizzazioni finanziarie € 6.281  

C) ATTIVO CIRCOLANTE € 4.785.218

I – Rimanenze € 858

II – Crediti € 99.233

III -Attività finanz. che non costituiscono immob. € 345.400 I

V – Disponibilità liquide € 4.339.727  

USCITE

1) Costi da supporto generale sede naz.le € 1.559.476

Materie prime, sussid., di consumo e merci € 6.138

Spese per servizi e varie € 584.459

Godimento beni di terzi € 31.677

Personale, assimilati e occasionali € 564.684

Ammortamenti attività istituzionale € 159.338

Oneri diversi di gestione € 213.180

2) Costi ed oneri da attività tipiche € 412.072

3) Costi da attività da campagne istituzionali € 1.285.350

4) Oneri finanziari e patrimoniali € 51.916

5) Oneri straordinari € 12.245

Tra le entrate non si ricava a quanto ammontano i proventi dalle certificazioni delle aziende cosmetiche.

Dal bilancio emerge un risultato, quello che nelle aziende viene chiamato UTILE, di € 3.429.872 .

L’industria cosmetica italiana è composta da oltre 900 aziende medio piccole di cui oltre il 95% hanno entrate annue inferiori a quelle della LAV , inoltre anche tra i grandi gruppi italiani della cosmesi pochissimi possono vantare a bilancio una disponibilità liquida di oltre 4 milioni di €.

Ora visto che nel nome e nello statuto la LAV dovrebbe agire contro i test su animali mi aspetto che gran parte dei fondi raccolti siano destinati alla ricerca dei test alternativi piuttosto che all’acquisto o mantenimento di immobili e di strumenti finanziari .

Quando una ONLUS raccoglie fondi dichiarandosi contro la vivisezione e contro i test animali mi aspetto che agisca concretamente per risolvere il problema e che finanzi sostanziosamente la ricerca dei test alternativi.

Le piccole aziende cosmetiche non possono fare gran che, non fanno ricerca scientifica e non è nel loro oggetto sociale, ma quelle che si certificano LAV pagano cifre non irrilevanti  .

Immobili, terreni, strumenti finanziari e vari compensi interni non mi sembrano la destinazione che vorrebbero tutti coloro che hanno erogato o donato alla LAV.

Vista la storica e strutturale carenza di fondi della ricerca scientifica in Italia personalmente lancio una esplicita petizione perché la LAV finanzi congruamente la ricerca italiana di test alternativi.

 

 

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Rodolfo BaraldiniPromotore della petizione
Questa petizione aveva 2179 sostenitori

Il problema

Esiste una sostanziale evidenza e logica sul fatto che , al di la di tutte le discussioni scientifiche , etiche o pseudotali, i test su animali possono essere definitivamente eliminati quando si possono utilizzare test alternativi.

 La ricerca di metodi e test alternativi è la vera soluzione del problema.

Chiacchiere, proteste, manifestazioni non  possono impedire che una qualche cavia venga sacrificata per qualche test ritenuto indispensabile per la salute umana o ambientale; al contrario ogni volta che si scopre un test alternativo efficace e valido di fatto si rimuove a monte la necessità di test su animali .

Tra l’altro la scoperta di test alternativi risolverebbero anche l’ambigua distinzione che oggi viene fatta tra test per ingredienti  o prodotti cosmetici, proibiti, e test per altri settori merceologici o per problematiche ambientali.

Oggi è molto facile per una azienda chimica rispettare il bando sui test per finalità cosmetiche, basta dichiarare che il test è fatto per altre finalità.

Chi vuole davvero risolvere il problema deve risolvere il problema alla radice  con  test alternativi.

Mi aspettavo che una ONLUS che nel nome e nello statuto si oppone ai test su animali contribuisse alla ricerca e sviluppo di test alternativi.

Al contrario vedo una ONLUS , cioè un ente non a fini di lucro, fiscalmente agevolato dallo stato, che accumula ingenti somme di denaro e che non le destina alla ricerca per i test alternativi.

Dal Bilancio LAV   emerge che le entrate del 2013 sono state:

ENTRATE

1) Entrate da supporto generale sede nazionale € 5.598.782

Quote (iscrizioni e rinnovi)  e contributi da associati € 929.523

Donazioni, liberalità e lasciti € 3.439.789

Altre entrate diverse (5xmille, altri proventi,…) €  1.229.470

2)Entrate e proventi da attività tipiche (contributi) € 331.535

3) Entrate da attività da campagne istituz.li € 694.920

4) Proventi finanziari e patrimoniali € 21.233

5) Proventi straordinari € 161.824  

B) IMMOBILIZZAZIONI

I -Immobilizzazioni immateriali € 21.231

II – Immobilizzazioni materiali € 3.405.694

Totale terreni e fabbricati € 3.287.505

Totale mobili e arredi € 75.938

Totale macchine ufficio € 12.888

Totale altri beni € 29.363

III – Immobilizzazioni finanziarie € 6.281  

C) ATTIVO CIRCOLANTE € 4.785.218

I – Rimanenze € 858

II – Crediti € 99.233

III -Attività finanz. che non costituiscono immob. € 345.400 I

V – Disponibilità liquide € 4.339.727  

USCITE

1) Costi da supporto generale sede naz.le € 1.559.476

Materie prime, sussid., di consumo e merci € 6.138

Spese per servizi e varie € 584.459

Godimento beni di terzi € 31.677

Personale, assimilati e occasionali € 564.684

Ammortamenti attività istituzionale € 159.338

Oneri diversi di gestione € 213.180

2) Costi ed oneri da attività tipiche € 412.072

3) Costi da attività da campagne istituzionali € 1.285.350

4) Oneri finanziari e patrimoniali € 51.916

5) Oneri straordinari € 12.245

Tra le entrate non si ricava a quanto ammontano i proventi dalle certificazioni delle aziende cosmetiche.

Dal bilancio emerge un risultato, quello che nelle aziende viene chiamato UTILE, di € 3.429.872 .

L’industria cosmetica italiana è composta da oltre 900 aziende medio piccole di cui oltre il 95% hanno entrate annue inferiori a quelle della LAV , inoltre anche tra i grandi gruppi italiani della cosmesi pochissimi possono vantare a bilancio una disponibilità liquida di oltre 4 milioni di €.

Ora visto che nel nome e nello statuto la LAV dovrebbe agire contro i test su animali mi aspetto che gran parte dei fondi raccolti siano destinati alla ricerca dei test alternativi piuttosto che all’acquisto o mantenimento di immobili e di strumenti finanziari .

Quando una ONLUS raccoglie fondi dichiarandosi contro la vivisezione e contro i test animali mi aspetto che agisca concretamente per risolvere il problema e che finanzi sostanziosamente la ricerca dei test alternativi.

Le piccole aziende cosmetiche non possono fare gran che, non fanno ricerca scientifica e non è nel loro oggetto sociale, ma quelle che si certificano LAV pagano cifre non irrilevanti  .

Immobili, terreni, strumenti finanziari e vari compensi interni non mi sembrano la destinazione che vorrebbero tutti coloro che hanno erogato o donato alla LAV.

Vista la storica e strutturale carenza di fondi della ricerca scientifica in Italia personalmente lancio una esplicita petizione perché la LAV finanzi congruamente la ricerca italiana di test alternativi.

 

 

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Rodolfo BaraldiniPromotore della petizione

I decisori

LAV Lega Anti Vivisezione
LAV Lega Anti Vivisezione

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Petizione creata in data 7 dicembre 2014