Lasciare l'ipertemia (trattamento di grande giovamento ai pazienti oncologici) nei LEA

Lasciare l'ipertemia (trattamento di grande giovamento ai pazienti oncologici) nei LEA

Firmatari recenti
Giulia Marocco e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Tra le varie cure che una paziente oncologica riceva, viene spesso consigliato di integrare il percorso terapeutico tradizionale (chemio/radio) con cure che aiutino a ridurre gli effetti collaterali ed a rafforzare l'efficienza delle teraprie e tra queste vi è l’ipertermia. Una paziente oncologica del gruppo di Volontariato di cui faccio parta  ha quindi intrapreso anche questo percorso da ormai quasi 7 mesi. Ha iniziato l’ipertermia presso l’ospedale di Pesaro, ma a causa del pensionamento del primario questo servizio è stato dismesso! Così si è rivolta al centro più “ vicino” gestito dalla dottoressa Scipioni presso l’ospedale di Teramo. La dottoressa Scipioni persona empatica e professionale la segue da mesi. Quindi si trova a percorrere circa 150 km per eseguire l’ipertermia. Ma adesso viene informata che l’ipertermia non è più inserita tra i Lea, quindi a breve molti pazienti come lei non avranno più la possibilità di eseguire questa terapia in regime di convenzione a causa della forzata chiusura. Tutto ciò è inaccettabile, i pazienti oncologici non possono venire privati delle cure, non tutti avranno la possibilità di eseguirla a pagamento, visto anche il costo eccessivo di ogni singola seduta.

E' segno di civiltà mettersi dalla parte di cui soffre e non lasciare solo a chi se lo può permettere il poter seguire terapie che possano alleviare le sofferenze e aiutare il percorso terapeutico.

Lasciare l'ipertermia nei LEA è segno della civilità di un paese

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Sibilla VecchiarinoPromotore della petizione

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Il problema

Tra le varie cure che una paziente oncologica riceva, viene spesso consigliato di integrare il percorso terapeutico tradizionale (chemio/radio) con cure che aiutino a ridurre gli effetti collaterali ed a rafforzare l'efficienza delle teraprie e tra queste vi è l’ipertermia. Una paziente oncologica del gruppo di Volontariato di cui faccio parta  ha quindi intrapreso anche questo percorso da ormai quasi 7 mesi. Ha iniziato l’ipertermia presso l’ospedale di Pesaro, ma a causa del pensionamento del primario questo servizio è stato dismesso! Così si è rivolta al centro più “ vicino” gestito dalla dottoressa Scipioni presso l’ospedale di Teramo. La dottoressa Scipioni persona empatica e professionale la segue da mesi. Quindi si trova a percorrere circa 150 km per eseguire l’ipertermia. Ma adesso viene informata che l’ipertermia non è più inserita tra i Lea, quindi a breve molti pazienti come lei non avranno più la possibilità di eseguire questa terapia in regime di convenzione a causa della forzata chiusura. Tutto ciò è inaccettabile, i pazienti oncologici non possono venire privati delle cure, non tutti avranno la possibilità di eseguirla a pagamento, visto anche il costo eccessivo di ogni singola seduta.

E' segno di civiltà mettersi dalla parte di cui soffre e non lasciare solo a chi se lo può permettere il poter seguire terapie che possano alleviare le sofferenze e aiutare il percorso terapeutico.

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