La scuola si vive, non si occupa

Il problema

Petizione contro l’occupazione del Liceo Augusto

Noi, studenti del Liceo Augusto, vogliamo esprimere con fermezza la nostra opposizione all’occupazione dell’istituto attualmente in corso e dissociarci completamente da questa iniziativa, che riteniamo ingiusta, dannosa e soprattutto poco democratica.

L’occupazione non è stata decisa con un confronto reale e trasparente tra tutti gli studenti, ma imposta da una minoranza appartenente al collettivo, che ha agito senza consultare in modo equo l’intera comunità scolastica.

Una decisione di questa portata non può e non deve essere presa da pochi, perché la scuola appartiene a tutti: a chi vuole manifestare, ma anche  e soprattutto  a chi vuole continuare a studiare, a imparare e a vivere la scuola in modo sereno e rispettoso.

Ciò che contestiamo non è la libertà di esprimere idee o di chiedere cambiamenti: quella è e rimane un diritto sacrosanto. Ciò che riteniamo inaccettabile è che una scelta non condivisa venga imposta all’intera popolazione scolastica, con conseguenze pesanti per tutti.

In questi giorni, infatti, a causa dell’occupazione:

  • si stanno perdendo preziose ore di lezione, fondamentali per il percorso formativo di ogni studente;
  • gli studenti delle classi quinte vedono compromessa la loro preparazione all’esame di maturità, che rappresenta un traguardo decisivo;
  • i viaggi di istruzione e le attività programmate rischiano di essere annullati definitivamente;
  • eventuali momenti di autogestione, che avrebbero potuto essere un’occasione di dialogo e partecipazione, vengono inevitabilmente cancellati;
  • si deteriora il rapporto di fiducia e collaborazione tra studenti, docenti e dirigenza, fondamento di una convivenza civile e costruttiva.

Un’occupazione non può essere considerata uno strumento di libertà se nega la libertà altrui. Non è democrazia quella in cui pochi decidono per tutti, né è giustizia quella che crea divisione, disagio e perdita di opportunità.

Il dissenso si può e si deve esprimere, ma con rispetto, dialogo e responsabilità, non attraverso azioni che bloccano la vita scolastica e penalizzano l’intera comunità.


Per questo chiediamo con decisione:

  • l’immediata disoccupazione del Liceo Augusto;
  • il ripristino dell’ordine e delle lezioni nel più breve tempo possibile;
  • l’apertura di un vero spazio di confronto tra studenti, rappresentanti e corpo docente, in cui poter discutere problemi e proposte in modo maturo, aperto e realmente partecipato.


Crediamo che la forza di una scuola non stia nell’imposizione, ma nel dialogo.

Vogliamo un Augusto dove si possa discutere, protestare, proporre  ma sempre nel rispetto reciproco e nella legalità.

Occupare non significa partecipare: partecipare significa costruire insieme, con responsabilità e senso civico.

Noi vogliamo tornare a farlo.

Per questo chiediamo che il nostro liceo torni a essere una scuola viva, libera e aperta al confronto  non un luogo chiuso e diviso da scelte imposte.

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Andrea CalecaPromotore della petizione

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Petizione contro l’occupazione del Liceo Augusto

Noi, studenti del Liceo Augusto, vogliamo esprimere con fermezza la nostra opposizione all’occupazione dell’istituto attualmente in corso e dissociarci completamente da questa iniziativa, che riteniamo ingiusta, dannosa e soprattutto poco democratica.

L’occupazione non è stata decisa con un confronto reale e trasparente tra tutti gli studenti, ma imposta da una minoranza appartenente al collettivo, che ha agito senza consultare in modo equo l’intera comunità scolastica.

Una decisione di questa portata non può e non deve essere presa da pochi, perché la scuola appartiene a tutti: a chi vuole manifestare, ma anche  e soprattutto  a chi vuole continuare a studiare, a imparare e a vivere la scuola in modo sereno e rispettoso.

Ciò che contestiamo non è la libertà di esprimere idee o di chiedere cambiamenti: quella è e rimane un diritto sacrosanto. Ciò che riteniamo inaccettabile è che una scelta non condivisa venga imposta all’intera popolazione scolastica, con conseguenze pesanti per tutti.

In questi giorni, infatti, a causa dell’occupazione:

  • si stanno perdendo preziose ore di lezione, fondamentali per il percorso formativo di ogni studente;
  • gli studenti delle classi quinte vedono compromessa la loro preparazione all’esame di maturità, che rappresenta un traguardo decisivo;
  • i viaggi di istruzione e le attività programmate rischiano di essere annullati definitivamente;
  • eventuali momenti di autogestione, che avrebbero potuto essere un’occasione di dialogo e partecipazione, vengono inevitabilmente cancellati;
  • si deteriora il rapporto di fiducia e collaborazione tra studenti, docenti e dirigenza, fondamento di una convivenza civile e costruttiva.

Un’occupazione non può essere considerata uno strumento di libertà se nega la libertà altrui. Non è democrazia quella in cui pochi decidono per tutti, né è giustizia quella che crea divisione, disagio e perdita di opportunità.

Il dissenso si può e si deve esprimere, ma con rispetto, dialogo e responsabilità, non attraverso azioni che bloccano la vita scolastica e penalizzano l’intera comunità.


Per questo chiediamo con decisione:

  • l’immediata disoccupazione del Liceo Augusto;
  • il ripristino dell’ordine e delle lezioni nel più breve tempo possibile;
  • l’apertura di un vero spazio di confronto tra studenti, rappresentanti e corpo docente, in cui poter discutere problemi e proposte in modo maturo, aperto e realmente partecipato.


Crediamo che la forza di una scuola non stia nell’imposizione, ma nel dialogo.

Vogliamo un Augusto dove si possa discutere, protestare, proporre  ma sempre nel rispetto reciproco e nella legalità.

Occupare non significa partecipare: partecipare significa costruire insieme, con responsabilità e senso civico.

Noi vogliamo tornare a farlo.

Per questo chiediamo che il nostro liceo torni a essere una scuola viva, libera e aperta al confronto  non un luogo chiuso e diviso da scelte imposte.

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Petizione creata in data 7 ottobre 2025