La Scuola ripudi Seafuture


La Scuola ripudi Seafuture
Il problema
Anche quest’anno studentesse, studenti e docenti delle scuole spezzine sono destinatari degli inviti ai cosiddetti Seafuture Awards, nell'ambito di progetti didattici ideati per la piattaforma Seafuture. Il conferimento dei premi è l’unico evento pubblico della manifestazione che, per la sua parte più rilevante, si svolge rigorosamente a porte chiuse all’interno dell’Arsenale militare, dove gli organizzatori hanno invitato le marine militari di molti paesi, compresi quelli in guerra, alcuni responsabili di gravi violazioni
dei diritti umani ( tra gli altri Libia, Egitto, Arabia Saudita ) e persino di genocidio, come nel caso di Israele, alla cui delegazione politico-militare è stato addirittura offerto, in modo stupefacente, il ruolo di ospite d’onore dell’ evento.
Seafuture si terrà alla Spezia dal 29 settembre al 2 ottobre e il suo fulcro consisterà nella presentazione e compravendita di mezzi militari e sistemi d’arma, di fatto una mostra bellica, una vetrina inaccettabile in un contesto come quello attuale, che vede in corso 56 guerre nonché lo sterminio pianificato del popolo palestinese da parte dell’esercito israeliano a Gaza e l’allargarsi dell’occupazione illegale in Cisgiordania.
Seafuture altro non fa che promuovere gli affari delle aziende del settore “difesa e sicurezza”, salvo presentarsi come evento ambientalmente sostenibile e finalizzato all’innovazione tecnologica. Non possiamo accettare un inganno così sfacciato, che attribuisce alle scuole il ruolo di foglia di fico di interessi industriali e militari, eleva i mercanti d’armi alla dignità di formatori e permette loro di presentarsi a braccetto con
chi quotidianamente ha il compito di educare alla pace e alla convivenza tra i popoli. Siamo convinti che istituzioni della scuola e docenti debbano mantenersi fedeli alla loro missione fondativa, quella di formare giovani pensanti, critici, solidali, capaci di perseguire ostinatamente pace e giustizia, di opporsi a spinte e derive belliciste, coloniali e razziste e di resistere a chi li vuole ridotti al rango di consumatori obbedienti, stagisti servizievoli, lavoratori disponibili a qualunque condizione.
Chiediamo pertanto a dirigenti, docenti, studentesse e studenti, personale scolastico, Collegi docenti e Consigli d’Istituto, cittadine e cittadini di boicottare, ciascuno con le modalità che gli sono proprie, la mostra bellica denominata Seafuture e di respingere questo tentativo di intrusione nelle attività didattiche con strumenti, logica e fini tipici del sistema militare-economico-politico locale e nazionale, un apparato che fa
sembrare normale la collaborazione degli istituti scolastici con una mostra bellica che subordina al profitto il diritto internazionale, inganna e umilia le scuole, per loro natura e missione fedeli al ripudio della guerra previsto dalla Costituzione Repubblicana.
Alle e ai docenti chiediamo di aiutare ragazze e ragazzi a riflettere sulla produzione e il commercio di sistemi d’arma promossi e sostenuti con il denaro pubblico, utilizzati per politiche di riarmo che sottraggono risorse ai veri bisogni delle comunità: tra gli altri, uno studio di qualità accessibile a tutti, salari dignitosi e regolari, cure gratuite, rapide ed efficaci. Chiediamo loro di aiutare ragazze e ragazzi a coltivare il sogno di un Mediterraneo diverso rispetto al mare oggi pattugliato da navi militari e sorvegliato con sofisticati sistemi di controllo digitale allo scopo di respingere i profughi, un mare diventato fossa comune di donne, uomini e bambini in fuga anche dai quei paesi presenti a Seafuture.
Chiediamo altresì alle Istituzioni scolastiche locali nella persona della direttrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale di interrompere ogni collaborazione con la mostra bellica di Seafuture e le sue varie articolazioni.
Chiediamo al mondo della scuola e dell’università, alle famiglie, alla società civile di sottoscrivere questo appello, di boicottare pubblicamente la mostra bellica Seafuture, di non offrire la propria collaborazione e di unirsi a noi per promuovere una campagna di eventi, contestazioni e approfondimenti, perché Seafuture sia riconvertito all’ambito
civile e della ricerca.
"Restiamo Umani - Riconvertiamo Seafuture" è un forum sociale partecipato da diverse associazioni e singol* cittadin* che si battono per uno sviluppo alternativo e possibile alla guerra e alla militarizzazione della società.

528
Il problema
Anche quest’anno studentesse, studenti e docenti delle scuole spezzine sono destinatari degli inviti ai cosiddetti Seafuture Awards, nell'ambito di progetti didattici ideati per la piattaforma Seafuture. Il conferimento dei premi è l’unico evento pubblico della manifestazione che, per la sua parte più rilevante, si svolge rigorosamente a porte chiuse all’interno dell’Arsenale militare, dove gli organizzatori hanno invitato le marine militari di molti paesi, compresi quelli in guerra, alcuni responsabili di gravi violazioni
dei diritti umani ( tra gli altri Libia, Egitto, Arabia Saudita ) e persino di genocidio, come nel caso di Israele, alla cui delegazione politico-militare è stato addirittura offerto, in modo stupefacente, il ruolo di ospite d’onore dell’ evento.
Seafuture si terrà alla Spezia dal 29 settembre al 2 ottobre e il suo fulcro consisterà nella presentazione e compravendita di mezzi militari e sistemi d’arma, di fatto una mostra bellica, una vetrina inaccettabile in un contesto come quello attuale, che vede in corso 56 guerre nonché lo sterminio pianificato del popolo palestinese da parte dell’esercito israeliano a Gaza e l’allargarsi dell’occupazione illegale in Cisgiordania.
Seafuture altro non fa che promuovere gli affari delle aziende del settore “difesa e sicurezza”, salvo presentarsi come evento ambientalmente sostenibile e finalizzato all’innovazione tecnologica. Non possiamo accettare un inganno così sfacciato, che attribuisce alle scuole il ruolo di foglia di fico di interessi industriali e militari, eleva i mercanti d’armi alla dignità di formatori e permette loro di presentarsi a braccetto con
chi quotidianamente ha il compito di educare alla pace e alla convivenza tra i popoli. Siamo convinti che istituzioni della scuola e docenti debbano mantenersi fedeli alla loro missione fondativa, quella di formare giovani pensanti, critici, solidali, capaci di perseguire ostinatamente pace e giustizia, di opporsi a spinte e derive belliciste, coloniali e razziste e di resistere a chi li vuole ridotti al rango di consumatori obbedienti, stagisti servizievoli, lavoratori disponibili a qualunque condizione.
Chiediamo pertanto a dirigenti, docenti, studentesse e studenti, personale scolastico, Collegi docenti e Consigli d’Istituto, cittadine e cittadini di boicottare, ciascuno con le modalità che gli sono proprie, la mostra bellica denominata Seafuture e di respingere questo tentativo di intrusione nelle attività didattiche con strumenti, logica e fini tipici del sistema militare-economico-politico locale e nazionale, un apparato che fa
sembrare normale la collaborazione degli istituti scolastici con una mostra bellica che subordina al profitto il diritto internazionale, inganna e umilia le scuole, per loro natura e missione fedeli al ripudio della guerra previsto dalla Costituzione Repubblicana.
Alle e ai docenti chiediamo di aiutare ragazze e ragazzi a riflettere sulla produzione e il commercio di sistemi d’arma promossi e sostenuti con il denaro pubblico, utilizzati per politiche di riarmo che sottraggono risorse ai veri bisogni delle comunità: tra gli altri, uno studio di qualità accessibile a tutti, salari dignitosi e regolari, cure gratuite, rapide ed efficaci. Chiediamo loro di aiutare ragazze e ragazzi a coltivare il sogno di un Mediterraneo diverso rispetto al mare oggi pattugliato da navi militari e sorvegliato con sofisticati sistemi di controllo digitale allo scopo di respingere i profughi, un mare diventato fossa comune di donne, uomini e bambini in fuga anche dai quei paesi presenti a Seafuture.
Chiediamo altresì alle Istituzioni scolastiche locali nella persona della direttrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale di interrompere ogni collaborazione con la mostra bellica di Seafuture e le sue varie articolazioni.
Chiediamo al mondo della scuola e dell’università, alle famiglie, alla società civile di sottoscrivere questo appello, di boicottare pubblicamente la mostra bellica Seafuture, di non offrire la propria collaborazione e di unirsi a noi per promuovere una campagna di eventi, contestazioni e approfondimenti, perché Seafuture sia riconvertito all’ambito
civile e della ricerca.
"Restiamo Umani - Riconvertiamo Seafuture" è un forum sociale partecipato da diverse associazioni e singol* cittadin* che si battono per uno sviluppo alternativo e possibile alla guerra e alla militarizzazione della società.

528
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 27 agosto 2025