LA REGIONE TOSCANA SALVI LA PIANA DI ASCIANO PISANO DALLA SPECULAZIONE ENERGETICA

Firmatari recenti
francesca campioni e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

IL SUOLO E’ BENE COMUNE.

La decisione è nelle vostre mani.
La Regione Toscana ha il potere pieno e diretto di autorizzare oppure bloccare questi progetti.

Si tratta di un intervento che prevede la realizzazione di tre impianti, due agrivoltaici ed uno fotovoltaico a terra su oltre 150 ettari di suolo agricolo nel Comune di San Giuliano Terme.

L’agrivoltaico è un sistema che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’attività agricola insieme alla produzione di energia. Tuttavia, in molti casi concreti, l’attività agricola risulta marginale, e i terreni finiscono per essere lasciati in stato di abbandono, con un consumo effettivo di suolo.

I due impianti di agrivoltaico sono previsti nella piana di Asciano Pisano, a circa un chilometro di distanza l’uno dall’altro; il terzo fotovoltaico è localizzato poco distante. Nel loro insieme, questi interventi rischiano di compromettere in modo irreversibile l’intera piana.

È una scelta di responsabilità.
Il suolo è un bene comune. Non è sostituibile, non è replicabile, non è sacrificabile.

È il luogo dei diritti fondamentali:
diritto alla salute, alla casa, alla comunità, alla qualità della vita.

Un territorio dove la presenza umana e quella naturale convivono ancora, e dove l’avifauna trova spazi di sosta e vita.

L’area interessata:
• rientra in una Biosfera UNESCO
• è zona di ripopolamento e sosta per avifauna, anche migratoria
• è attraversata dallo storico Acquedotto Mediceo
• rappresenta un paesaggio identitario, agricolo e culturale unico

L’Articolo 9 della Costituzione impone la tutela del paesaggio, della biodiversità e degli ecosistemi, anche per le generazioni future.
Autorizzare questo intervento significa andare nella direzione opposta.

La transizione energetica è necessaria, ma non può tradursi in nuovo consumo di suolo agricolo e naturale, né può colpire proprio i territori più preziosi.
Le politiche ambientali europee, inoltre, non impongono soltanto di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, impongono anche, entro la medesima scadenza del 2030, di aumentare e ripristinare le aree naturali, come previsto dalla Nature Restoration Law.
È anche per questo che non ha senso autorizzare impianti su aree di alto pregio naturalistico: si rischia di contraddire gli stessi obiettivi europei di tutela e rigenerazione degli ecosistemi.

Le alternative esistono:
• aree industriali dismesse
• superfici già compromesse
• soluzioni condivise con le comunità locali

Questa non è una scelta obbligata, è una scelta evitabile.

Aiutaci a fermarli. 

Chiediamo alla Regione Toscana di negare l’autorizzazione a questo progetto e di avviare un percorso che tuteli realmente il territorio e il futuro.

Difendere la Piana di Asciano Pisano significa difendere un patrimonio collettivo, storico e naturale che non può essere restituito una volta perduto.

Firma questa petizione.
Perché il suolo si difende oggi, o si perde per sempre.

Noi siamo TAAM- Associazione per la Tutela della Piana di Asciano e dell’Acquedotto Mediceo.

Mail: taam.ascianocondotti@gmail.com 

Pagina Facebook: TAAM Asciano https://www.facebook.com/profile.php?id=61579079481182 

Instagram: tamm_local_protection https://www.instagram.com/taam_local_protection/

Ogni contributo conta, aiutaci concretamente: 

TAAM Crédit Agricole Lungarno Pacinotti Pisa IT76D0623014000000044205850

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Si tratta di un intervento che prevede la realizzazione di tre impianti, due agrivoltaici ed uno fotovoltaico a terra su oltre 150 ettari di suolo agricolo nel Comune di San Giuliano Terme.

L’agrivoltaico è un sistema che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’attività agricola insieme alla produzione di energia. Tuttavia, in molti casi concreti, l’attività agricola risulta marginale, e i terreni finiscono per essere lasciati in stato di abbandono, con un consumo effettivo di suolo.

I due impianti di agrivoltaico sono previsti nella piana di Asciano Pisano, a circa un chilometro di distanza l’uno dall’altro; il terzo fotovoltaico è localizzato poco distante. Nel loro insieme, questi interventi rischiano di compromettere in modo irreversibile l’intera piana.

È una scelta di responsabilità.
Il suolo è un bene comune. Non è sostituibile, non è replicabile, non è sacrificabile.

È il luogo dei diritti fondamentali:
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Un territorio dove la presenza umana e quella naturale convivono ancora, e dove l’avifauna trova spazi di sosta e vita.

L’area interessata:
• rientra in una Biosfera UNESCO
• è zona di ripopolamento e sosta per avifauna, anche migratoria
• è attraversata dallo storico Acquedotto Mediceo
• rappresenta un paesaggio identitario, agricolo e culturale unico

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La transizione energetica è necessaria, ma non può tradursi in nuovo consumo di suolo agricolo e naturale, né può colpire proprio i territori più preziosi.
Le politiche ambientali europee, inoltre, non impongono soltanto di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, impongono anche, entro la medesima scadenza del 2030, di aumentare e ripristinare le aree naturali, come previsto dalla Nature Restoration Law.
È anche per questo che non ha senso autorizzare impianti su aree di alto pregio naturalistico: si rischia di contraddire gli stessi obiettivi europei di tutela e rigenerazione degli ecosistemi.

Le alternative esistono:
• aree industriali dismesse
• superfici già compromesse
• soluzioni condivise con le comunità locali

Questa non è una scelta obbligata, è una scelta evitabile.

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Chiediamo alla Regione Toscana di negare l’autorizzazione a questo progetto e di avviare un percorso che tuteli realmente il territorio e il futuro.

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