STOP AGLI INTERVENTI SANITARI AUTORIZZATI DALLE ASL NEI CANILI SENZA SALE OPERATORIE

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Firmiamo per fermare le ASL della Campania che dispongono ed autorizzano interventi e sterilizzazioni nei canili sprovvisti di sale operatorie o non a norma.

Firmiamo contro lo sterminio dei poveri animali che invece di essere accolti, curati e preparati per l’auspicata adozione, trovano la morte nei canili in conseguenza dei suddetti illeciti interventi, per la mancata degenza post operatoria a causa della carenza strutturale dei locali, inidonei e talvolta decadenti, complice il freddo in quanto nell’immediatezza dell’intervento vengono buttati, inosservanti delle necessarie e vitali accortezze, nelle celle di cemento senza alcun rispetto per la loro vita.

Firmiamo affinché tutti i canili abbiano sale operatorie a norma, locali per il ricovero post operatorio e box accoglienti così come previsto dalla normativa vigente. Diversamente le ASL della Campania non potranno in alcun modo ivi consentire e/o autorizzare, se non contravvenendo alla legge, interventi di qualsiasi natura.

Infatti la legge regionale del 24.11.01 n. 16, dopo aver regolamentato gli obblighi per i detentori di animali, le misure di protezione, l’anagrafe canina, attribuendo ai Comuni il compito di costruire i canili o strutture idonee ad assicurare il ricovero, la custodia e la cura dei cani, all’art. 5 stabilisce quelli che sono i compiti delle ASL che devono predisporre interventi diretti alla cura delle malattie infettive nei canili, la gestione sanitaria ed i piani di organizzazione a tal fine.

Nell’art 7 la Regione, di concerto con le Province ed i Comuni, tra l’altro, al comma “ D “ si prevede la costituzione nei canili di “medicheria con armadietto farmaceutico” secondo la normativa in materia.

Ancora, i canili/rifugi devono essere dotati almeno di un locale adibito ad ambulatorio con dotazione strumentale sufficiente a fare fronte a tutti gli interventi medico-veterinari erogati in una struttura di “pronto soccorso” ( la cosiddetta area sanitaria).

Nella delibera di giunta della Regione Campania n. 46 del 7 Luglio 2014 all’art. 8 viene precisato che nei canili, pubblici o privati, è previsto l’obbligo della presenza di un ambulatorio veterinario autorizzato a norma di legge superando, quindi, il concetto di medicheria indicata nel testo vigente.

Tutte le strutture private devono farsi carico della gestione sanitaria dei cani ricoverati, individuando una direzione sanitaria, affidata ad un medico veterinario.

Al contrario le ASL della Campania continuano ad impartire ordini di sterilizzazioni in strutture fatiscenti privi degli ambienti adibiti al ricovero post operatorio ovvero in appositi locali di degenza, con il solo scopo di mettersi in regola per eventuali controlli, ignorando le leggi di riferimento nonché il benessere degli animali.

A causa dei traumi riportati i poveri animali trovano la morte o per le gravi infezioni e per il freddo, o subiscono profondi traumi che influiscono sul loro comportamento che li induce talvolta a diventare aggressivi con l’inevitabile conseguenza di rimanere in canile per tutta la vita perché non riescono a trovare accoglienza presso le famiglie.

Che detto illecito comportamento rientra sicuramente nell’ipotesi di maltrattamento previsto dall’art. 544 ter c.p. nella sua più ampia accezione, in virtù e non solo delle recenti pronunce in materia della Suprema Corte di Cassazione la quale ha stabilito più volte che qualsiasi situazione che costringa un animale a vivere in condizioni inaccettabili rientra nell’alveo delle ipotesi di maltrattamento.

Al riguardo, è sicuramente inaccettabile che a causa della condotta illecita delle ASL della Campania che, autorizzando o imponendo di effettuare le sterilizzazioni o altri tipi di interventi nei canili e nei rifugi sprovvisti di sale operatorie e post operatorie (specie nei periodi invernali), i cani trovino la morte o gravi menomazioni sia fisiche che comportamentali.

Chiediamo alla Regione Campania un maggiore controllo sulle ASL di appartenenza affinchè gli interventi loro delegati siano fatti a norma di legge.

Chiediamo, altresì, che le ASL non debbano imporre ai canili e ai rifugi di intervenire chirurgicamente qualora questi non siano dotati di sale operatorie a norma con connessi locali di degenza per far fronte agli interventi di routine, specie le sterilizzazioni e di farsi carico degli indicati interventi.

Prevedere sanzioni severe a carico delle medesime ASL  che incuranti della detta normativa  e delle regole più elementari stabilite per la salvaguardia della tutela dei cani, continuano ad imporre gli interventi in siffatte strutture fatiscenti.

 



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