Chiediamo che la legge sul cognome sia approvata!

Il problema

Mi chiamo Laura e sono impegnata in politica da tutta la vita. Come parlamentare, alla fine degli anni ’80 e poi di nuovo nel 2000, ho presentato più volte alla Camera proposte di legge per il cognome materno ai figli. Sono più di trent’anni che si prova a dare una svolta a questa realtà culturale e profondamente patriarcale, e sempre senza successo.

In tutto questo tempo ho visto tante, troppe donne, magari abbandonate dal marito o dal compagno con i loro figli: tutti privati del diritto di scelta. Così come ho visto persone che semplicemente vogliono avere il diritto di decidere, mentre tutte le proposte di legge depositate non vengono prese in considerazione e restano chiuse nei cassetti del Parlamento.

Ora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna esplicitamente l’Italia perché non permette di scegliere il cognome materno; anche la CorteCostituzionale ha obbligato a dare il cognome materno ma solo se il padre acconsente. Nella sentenza i giudici della Corte Europea chiedono al nostro Paese di "adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare ai diritti violati ma la situazione che si è determinata nel nostro paese dopo la sentenza della Corte Costituzionale è gravemente discriminante per la madre.

Ecco perché chiediamo al Parlamento di legiferare finalmente e adottare quelle riforme che ci chiede Strasburgo. Il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. La legge giace ferma da più di un anno al Senato per completare l’iter in questa legislatura.

Una legge sul cognome materno completerebbe la riforma del diritto di famiglia secondo le indicazioni europee. Ed è ormai tempo di agire. Subito.

Laura Cima

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10 gennaio 2014 - Aggiornamento

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla bozza del disegno di legge per dare ai figli il cognome della madre. La nostra pressione è preziosissima: si è sentito il dovere di dare una risposta. 

La petizione è andata benissimo e siamo vicini a 50mila firme. Continuiamo a raccogliere il maggior numero di firme possibile: abbiamo già consegnate al Parlamento le firme raccolte, ribadendo le nostre sacrosante richieste per una legge che contrasti uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. Che si concluda l’iter in questa legislatura.

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Laura CimaPromotore della petizioneSono nata a Torino e ho partecipato al movimento degli studenti e al femminismo dall’inizio degli anni ‘70. Ho poi preso parte al movimento antinucleare e all’esperienza delle liste dei Verdi Sole che ride, venendo eletta alla Camera nel 1987 e diventando, primo caso in Italia, Presidente di un direttivo composto da sole donne. Nominata nella Commissione per la Parità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio all’inizio degli anni ‘90, sono stata riconfermata fino alla mia seconda elezione in Parlamento nel 2001. Ho presentato una proposta di legge dal titolo “Modifiche al codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli” perchè il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che non ha più senso. Sono stata anche Consigliera e amministratrice nel Comune di Moncalieri dal 1993 e poi Consigliera di parità presso la Provincia di Torino. Ho fondato il Laboratorio politico delle donne. Ho pubblicato il libro Il complesso di Penelope.

55.125

Il problema

Mi chiamo Laura e sono impegnata in politica da tutta la vita. Come parlamentare, alla fine degli anni ’80 e poi di nuovo nel 2000, ho presentato più volte alla Camera proposte di legge per il cognome materno ai figli. Sono più di trent’anni che si prova a dare una svolta a questa realtà culturale e profondamente patriarcale, e sempre senza successo.

In tutto questo tempo ho visto tante, troppe donne, magari abbandonate dal marito o dal compagno con i loro figli: tutti privati del diritto di scelta. Così come ho visto persone che semplicemente vogliono avere il diritto di decidere, mentre tutte le proposte di legge depositate non vengono prese in considerazione e restano chiuse nei cassetti del Parlamento.

Ora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna esplicitamente l’Italia perché non permette di scegliere il cognome materno; anche la CorteCostituzionale ha obbligato a dare il cognome materno ma solo se il padre acconsente. Nella sentenza i giudici della Corte Europea chiedono al nostro Paese di "adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare ai diritti violati ma la situazione che si è determinata nel nostro paese dopo la sentenza della Corte Costituzionale è gravemente discriminante per la madre.

Ecco perché chiediamo al Parlamento di legiferare finalmente e adottare quelle riforme che ci chiede Strasburgo. Il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. La legge giace ferma da più di un anno al Senato per completare l’iter in questa legislatura.

Una legge sul cognome materno completerebbe la riforma del diritto di famiglia secondo le indicazioni europee. Ed è ormai tempo di agire. Subito.

Laura Cima

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10 gennaio 2014 - Aggiornamento

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla bozza del disegno di legge per dare ai figli il cognome della madre. La nostra pressione è preziosissima: si è sentito il dovere di dare una risposta. 

La petizione è andata benissimo e siamo vicini a 50mila firme. Continuiamo a raccogliere il maggior numero di firme possibile: abbiamo già consegnate al Parlamento le firme raccolte, ribadendo le nostre sacrosante richieste per una legge che contrasti uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. Che si concluda l’iter in questa legislatura.

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Laura CimaPromotore della petizioneSono nata a Torino e ho partecipato al movimento degli studenti e al femminismo dall’inizio degli anni ‘70. Ho poi preso parte al movimento antinucleare e all’esperienza delle liste dei Verdi Sole che ride, venendo eletta alla Camera nel 1987 e diventando, primo caso in Italia, Presidente di un direttivo composto da sole donne. Nominata nella Commissione per la Parità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio all’inizio degli anni ‘90, sono stata riconfermata fino alla mia seconda elezione in Parlamento nel 2001. Ho presentato una proposta di legge dal titolo “Modifiche al codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli” perchè il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che non ha più senso. Sono stata anche Consigliera e amministratrice nel Comune di Moncalieri dal 1993 e poi Consigliera di parità presso la Provincia di Torino. Ho fondato il Laboratorio politico delle donne. Ho pubblicato il libro Il complesso di Penelope.

I decisori

Renato Brunetta
Ministro per la Pubblica Amministrazione
Roberto Fico
Presidente della Camera dei Deputati
Elena Bonetti
Elena Bonetti
Ministro della Famiglia e delle Pari opportunità

Aggiornamenti sulla petizione

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Petizione creata in data 7 gennaio 2014