Petition Closed

17/04/2013

In Italia, nel 2012, sono state uccise 124 donne per mano di un partner violento, per effetto della forte ideologia patriarcale che opprime la libertà individuale e l'affermazione dell'identità della donna come individuoMalgrado i numeri, il nostro Paese non dispone di un osservatorio sulla violenza di genere ed è priva di qualsiasi forma di protezione per le donne che subiscono violenza. Nel 2011, l'Onu e  l'Ue hanno espresso con preoccupazione l'incremento del fenomeno che ormai ha preso le proporzioni di un "femminicidio", rilevando che il nostro Paese ha il più alto tasso in Europa di violenze domestiche e di donne uccise da "mariti-padroni".


Eppure, malgrado la maggior parte delle violenze contro le donne avvengano all'interno delle mura domestiche e per opera di mariti/fidanzati/conviventi, il nostro Paese è privo di una legislatura specifica che tuteli le donne dalla violenza (ad es è presente solo la legge contro i maltrattamenti in famiglia e se si tratta di conviventi, ex parter o fidanzati?), accompagnata dalla chiusura dei centri antiviolenza per mancanza di fondi, tagliati via dal governo Berlusconi.


Solo dal 2009, il nostro Paese dispone di una legge contro lo stalking, introdotta dopo numerosi anni di ritardo rispetto al resto d'Europa, introdotta soltanto dopo le pressioni dell'Unione Europea, in merito a tale vuoto legislativo.


Malgrado l'introduzione della legge, il femminicidio continua a mietere vittime e il numero delle donne uccise, paradossalmente, è aumentato. La maggioranza delle donne che sono state uccise dai loro compagni si erano rivolte alle forze dell'ordine per denunciare gli atteggiamenti persecutori che si configurano all'interno del reato di stalking.


Il 16/04/2013 una giovane avvocatessa è stata aggredita dall'ex fidanzato con l'acido muriatico, riportando gravi ustioni al volto. La donna aveva precedentemente denunciato il suo ex alle forze dell'ordine ma non hanno preso provvedimenti e hanno archiviato il caso, come spesso succede. Tra l'anno scorso e quest'anno ci sono stati 5 attacchi con l'acido e una minaccia conclutasi con l'arresto dello stalker, un fenomeno, tristemente noto in India e in Pakistan, che sta prendendo piede anche qui in Italia.


Le aggressioni contro le donne che culminano fino all'omicidio stanno assumendo proporzioni gigantesche e la legge 612-bis introdotta dal governo Berlusconi presenta delle gravi mancanze che impediscono alle forze dell'ordine di intervenire penalmente per fermare gli stalkers.


LE LACUNE DELLA LEGGE


- La legge si presenta troppo generica non è data una definizione di cosa è lo stalking. Innanzitutto, la legge definisce stalker “chiunque molesta e minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia”. Ma cosa si intende per molestia? Da una parta la definizione è generica, dall'altra si accavalla con il reato di minacce, già presente nel codice penale e punito con una pena superiore. Inoltre cosa si intende per "grave stato d'ansia"? E' incostituzionale inserire un sintomo soggettivo, perché non si possono stabilire dei parametri sui sintomi della vittima. In questo modo sembra che il reato è grave non per la condotta dello stalker ma perchè ha cagionato un sintomo che è soggettivo.

- Infatti, nella legge, non c'è un programma di  prevenzione e di percorsi di risocializzazione per gli stalker, i quali una volta scontata la pena, tornano a perseguitare la vittima o a materializzare la propria vendetta. 

La procedura d'arresto non avviene d'ufficio ma solo su querela. Questo rende impossibile l'intervento immediato d'arresto da parte delle forze dell'ordine, dal momento che si può procedere solo su querela.


- Alla vittima non viene offerto alcun patrocinio gratuito. Le spese legali sono a carico della persona offesa.


- I tempi della giustizia sono troppo lenti.


- L'arresto è facoltativo, malgrado la gravità del reato.

 

- Il fermo non è previsto


-Si rischia di far entrare nella fattispecie di "stalking" anche i reati più violenti come le minacce, lesioni personali, molestie sessuali e maltrattamenti (già coperti da leggi) che spesso accompagnano agli atti persecutori contro le donne.

Non solo la legge è lacunosa ma è anche pericolosa, in quanto denunciare in assenza di alcuna misura protettiva nei confronti delle vittime, come abbiamo visto, significa esporsi al rischio doppio di subire atti persecutori, fino all'assassinio della vittima, se non adeguatamente supportate da una rete di protezione e assistenza che coinvolga forze dell’ordine, tribunali, personale sanitario e dei Centri Antiviolenza, che in molte regioni stanno chiudendo per mancanza di fondi.

Apro questa petizione per chiedere una legge sullo stalking che tuteli le donne italiane (o straniere nel territorio italiano), un osservatorio sulla violenza di genere, leggi a favore del contrasto e prevenzione della violenza di genere e il finanziamento dei centri antiviolenza. Chiedo anche l'appoggio degli altri paesi.

Letter to
Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta
and 3 others
Pari opportunità, sport e politiche giovanili Josefa Idem
Ministero della Giustizia Anna Maria Cancelliari
Ministro della Salute Beatrice Lorenzin
LA LEGGE 612-BIS (STALKING) NON TUTELA LE DONNE, MANCANO PIANI DI PREVENZIONE E CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE!

Nel 2012 sono state uccise 124 donne, per effetto della forte ideologia patriarcale che opprime la libertà individuale e l'affermazione dell'identità della donna come individuo. Malgrado i dati della violenza di genere, il nostro Paese non dispone di un osservatorio nazionale sul fenomeno ed è privo di qualsiasi forma di protezione per le donne che subiscono violenza. Nel 2011 e l'anno scorso, l'Onu e l'Ue hanno dichiarato con preoccupazione che l'incremento del fenomeno ormai ha preso le proporzioni di un "femminicidio", rilevando che il nostro Paese ha il più alto tasso in Europa di violenze domestiche e di donne uccise da mariti-padroni.

Malgrado ciò, si avverte la mancanza di una legislatura specifica che ci tuteli dalla violenza, di azioni di prevenzione mirate al contrasto della cultura che che si pone come anticamera della violenza di genere (come ad esempio la rappresentazione stereotipata delle donne nei mezzi di comunicazione). Inoltre, avete permesso la chiusura di molti centri antiviolenza, che non possono più svolgere il loro servizio per mancanza di fondi. In una società civile è inammissibile che si tagli sui diritti e la sicurezza del cittadino.

Solo dal 2009, il nostro Paese dispone di una legge contro lo stalking, introdotta dopo numerosi anni di ritardo rispetto al resto d'Europa, soltanto dopo le pressioni dell'Unione Europea, in merito a tale vuoto legislativo.
Malgrado l'introduzione della legge, paradossalmente, il numero delle donne uccise, è aumentato. La maggioranza delle donne che sono state uccise dai loro compagni si erano rivolte alle forze dell'ordine per denunciare quegli atteggiamenti persecutori che si configurano all'interno del reato di stalking.

Questo perché la legge 612-bis, introdotta dal governo Berlusconi, presenta delle gravi lacune che impediscono alle forze dell'ordine di intervenire penalmente per fermare gli stalkers.
La legge si presenta troppo generica, non è data una definizione di cosa è lo stalking. Innanzitutto, la legge definisce stalker “chiunque molesta e minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia”. Cosa si intende per molestia? Da una parta la definizione è generica, dall'altra si accavalla con il reato di minacce, già presente nel codice penale (punito con una pena superiore). Dunque, si rischia di far entrare nella fattispecie di "stalking" anche i reati più violenti come le minacce, molestie sessuali, lesioni personali e maltrattamenti (già coperti da leggi), che spesso si accompagnano ai comportamenti persecutori dello stalker.

Inoltre, cosa si intende per "grave stato d'ansia"? E' incostituzionale inserire un sintomo psicologico soggettivo, poiché non possiamo stabilire alcun parametro. Inoltre, così formulata, pare che la legge non condanni moralmente la condotta dello stalker in quanto tale (tenendo conto solo dell'effetto collaterale della vittima); questa è una grave mancanza di origine culturale che impedisce la prevenzione del reato e della reiterazione. Infatti, nella legge, non c'è un programma di prevenzione e di percorsi di risocializzazione per gli stalker, i quali una volta scontata la pena, tornano spesso a perseguitare la vittima o a ucciderla, come riportano non di rado le cronache.

Inoltre, la procedura d'arresto non avviene d'ufficio ma solo su querela. Questo rende impossibile l'intervento d'arresto immediato. Per di più l'arresto è facoltativo, il fermo non è previsto e alla vittima non viene offerto alcun patrocinio gratuito. Le spese legali sono a carico della persona offesa; paradossalmente, il tasso di disoccupazione femminile è altissimo e di conseguenza poche donne hanno gli strumenti economici per affrontare le spese legali.

La lentezza e l'incertezza della giustizia è un altro fattore che gioca a sfavore della vittima. Tutto ciò, una volta denunciato, comporta il rischio doppio di subire atti persecutori, o di venir uccise, se non adeguatamente supportate da una rete di protezione che coinvolga forze dell’ordine, tribunali, personale sanitario e dei Centri Antiviolenza, che in molte regioni stanno chiudendo per mancanza di fondi (come confermano anche i numerosi centri antiviolenza firmatari).

Insomma, manca tutta una rete di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne, leggi a favore della promozione delle pari opportunità tra uomo e donna (siamo tra i paesi con il più ampio gap di genere).

Per tali motivi, vi chiedo di modificare il testo della legge 612-bis, colmando le lacune e offrire maggior tutela alle donne vittime di violenza con misure di prevenzione, meglio se fruite attraverso un pacchetto di leggi contro la violenza di genere sul modello della Spagna, andato in vigore nel 2004 grazie al governo Zapatero. Vi chiedo inoltre, di munire gli ospedali di personale qualificato per assistere le donne vittime di stupro e di maltrattamenti, di garantire processi celeri e certezza della pena contro i violenti, di sensibilizzare le forze dell'ordine, di istituire un osservatorio contro la violenza di genere e di ripristinare i fondi per i Centri Antiviolenza (20 milioni di euro) che offrono alle donne violentate e maltrattate assistenza psicologica e protezione dai violenti.