La geografia non è una materia di serie B

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L’appello di insegnanti, studiosi ed esperti per riportare la geografia economica anche nei curricula dei licei.

La richiesta? Che la geografia torni ad essere insegnata nei trienni degli istituti tecnici commerciali, e poi anche nei trienni dei licei, nella forma di geografia politica ed economica. «Non è possibile che i ragazzi di oggi non siano in grado di svolgere temi di geopolitica, che non capiscano le interconnessioni tra gli eventi del mondo, che non capiscano l’evoluzione economica dei Paesi».

Oltre per il fatto che serve per conoscere l’orografia, le nazioni ed i loro confini, le capitali del mondo, eccetera, la geografia serve per leggere i paesaggi: «Vedere i negozi che chiudono ed i centri commerciali che aprono e che crescono a dismisura, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle fermate delle metropolitane quando fa freddo: anche questa è geografia»; è una materia fondamentale per comprendere le ragioni ed i movimenti delle masse che migrano. O per tracciare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare a comprendere ed a prevenire i dissesti idrogeologici. Per capire e per intervenire non sono sufficienti Google Maps e gps. Possono servire ma non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari».



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