VET​.​ETICA: UNA VETERINARIA PER LA SOCIETA’

Il problema

La Storia annovera accadimenti, improvvisi e imprevedibili, divenuti regolatori non per le conseguenze che hanno determinato, ma per le azioni che hanno generato quando se ne sono colte le opportunità rimediando ad errori commessi o comunque cogliendo l’occasione per operare un deciso miglioramento.

Questa pandemia, che sta squassando il Mondo, è uno di quegli eventi e mette a nudo tutte le carenze che la disorganizzazione comporta.

Il nostro Paese poi non è capace di tradurre il grande cuore che caratterizza la sua gente fino a slanci di franco eroismo se non in prassi burocratiche che umiliano le professionalità e sono solo l’indicatore della cronica disorganizzazione e delle decisioni episodiche e incoerenti che qualificano gli interventi.

Del mancato ricorso alle competenze ha sofferto e tuttora soffre anche la Veterinaria.

Le sue conoscenze e le sue professionalità, pur funzionali alla gestione di aspetti non marginali della pandemia, quali la medicina delle popolazioni, l’epidemiologia, i comportamenti igienici nella società e nel rapporto con gli animali d’affezione, principalmente cani e gatti,  la gestione delle contaminazioni, la protezione dell’ambiente e degli alimenti, solo per fare gli esempi più evidenti, sono state del tutto ignorate.

Ma dobbiamo rifuggire dalla solita logica che ”è colpa degli altri e delle istituzioni”.

Prendiamo atto che ciò è una conseguenza delle nostre manchevolezze, di essere una categoria di professionisti che operano individualmente e in una logica di competizione che non favorisce  la valorizzazione e la visibilità della categoria nel suo complesso. E dunque si traduce in un fattore di grande debolezza.

In estrema sintesi, questa situazione non dipende dagli altri, dipende unicamente da noi!

“ Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” disse Sir W. Churchill.

Allora diamo vita a un grande progetto che vuole vedere una Veterinaria militante e protagonista nella società, portatrice di azioni e di innovazione, supportata dalla professionalità dei suoi membri e dal valore scientifico delle sue istituzioni, la cui azione propositiva e lavorativa  possa essere apprezzata e riconosciuta come riferimento per le capacità di organizzazione e la risoluzione dei problemi che la caratterizzano.

Vogliamo creare e proporre ai decisori nazionali e regionali delle politiche sanitarie e agricole modelli di organizzazione e riorganizzazione che veda attori  i singoli professionisti tuttavia nel contesto della Veterinaria nel suo complesso.

Nelle diverse articolazioni e attraverso i rappresentanti più competenti ed autorevoli

proporremo, pianificheremo e perseguiremo la realizzazione di progetti che:

·       Valorizzino le conoscenze veterinarie con ampliamento delle classi di concorso di insegnamento nella didattica degli istituti superiori

·       Creino un network di interrelazione tra gli operatori della Veterinaria

·       Attivino piani di emergenza nei riguardi delle zoonosi e delle malattie contagiose

·       Assistano le aziende zootecniche nelle azioni di profilassi e medicina delle popolazioni

·       Attivino programmi di miglioramento del benessere animale basati non sulla umanizzazione ma sulle reali esigenze delle specie interessate

·       Promuovano un’etica del comportamento umano verso gli animali da reddito

·       Potenzino il ruolo degli Osservatori Epidemiologici Veterinari Regionali interconnettendoli in una rete nazionale

·       Promuovano l’adozione di comportamenti igienici nel rapporto con gli animali

·       Mettano a punto metodiche e protocolli operativi riguardanti zoonosi e malattie veicolate dagli alimenti

·       Assistano le aziende di trasformazione per la commercializzazione dei prodotti su area vasta

·       Valorizzino i prodotti nazionali, regionali e di nicchia documentandone le reali caratteristiche

·       Predispongano un sistema di pagamento del latte a qualità basato non solo sui requisiti della materia prima “latte”, ma sulle esigenze delle trasformazioni

·       Utilizzino l’olfatto dei cani in nuove applicazioni in medicina, controllo dell’ambiente, nel settore agroalimentare

·       Tutelino la biodiversità

·       Promuovano l’aggiornamento anche con la pubblicazione di un periodico che abbia a riferimento “La Selezione Veterinaria”

Tutti progetti ed azioni convergenti in un’unica politica di categoria qualificabile come LA VET.ETICA.

W. Churchill  ha anche detto: “Non è abbastanza che facciamo del nostro meglio, qualche volta dobbiamo fare ciò che ci è richiesto”.

Per questo è importante che ciascuno dia  la sua adesione e si impegni  a partecipare, perché siamo e vogliamo essere riconosciuti come categoria portante di un Paese più organizzato, contribuendo a trasformare prassi burocratiche in servizi ai cittadini.

Una iniziativa che sarà gestita in modo apartitico e senza fini di lucro da chi alla proposta avrà aderito.

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Boni PaoloPromotore della petizioneVeterinario. Pensionato. Già Presidente della Società Italiana di Buiatria. Già Direttore IZSLER. Presidente del Consorzio De Alimentaria Qualitate.
Questa petizione aveva 159 sostenitori

Il problema

La Storia annovera accadimenti, improvvisi e imprevedibili, divenuti regolatori non per le conseguenze che hanno determinato, ma per le azioni che hanno generato quando se ne sono colte le opportunità rimediando ad errori commessi o comunque cogliendo l’occasione per operare un deciso miglioramento.

Questa pandemia, che sta squassando il Mondo, è uno di quegli eventi e mette a nudo tutte le carenze che la disorganizzazione comporta.

Il nostro Paese poi non è capace di tradurre il grande cuore che caratterizza la sua gente fino a slanci di franco eroismo se non in prassi burocratiche che umiliano le professionalità e sono solo l’indicatore della cronica disorganizzazione e delle decisioni episodiche e incoerenti che qualificano gli interventi.

Del mancato ricorso alle competenze ha sofferto e tuttora soffre anche la Veterinaria.

Le sue conoscenze e le sue professionalità, pur funzionali alla gestione di aspetti non marginali della pandemia, quali la medicina delle popolazioni, l’epidemiologia, i comportamenti igienici nella società e nel rapporto con gli animali d’affezione, principalmente cani e gatti,  la gestione delle contaminazioni, la protezione dell’ambiente e degli alimenti, solo per fare gli esempi più evidenti, sono state del tutto ignorate.

Ma dobbiamo rifuggire dalla solita logica che ”è colpa degli altri e delle istituzioni”.

Prendiamo atto che ciò è una conseguenza delle nostre manchevolezze, di essere una categoria di professionisti che operano individualmente e in una logica di competizione che non favorisce  la valorizzazione e la visibilità della categoria nel suo complesso. E dunque si traduce in un fattore di grande debolezza.

In estrema sintesi, questa situazione non dipende dagli altri, dipende unicamente da noi!

“ Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” disse Sir W. Churchill.

Allora diamo vita a un grande progetto che vuole vedere una Veterinaria militante e protagonista nella società, portatrice di azioni e di innovazione, supportata dalla professionalità dei suoi membri e dal valore scientifico delle sue istituzioni, la cui azione propositiva e lavorativa  possa essere apprezzata e riconosciuta come riferimento per le capacità di organizzazione e la risoluzione dei problemi che la caratterizzano.

Vogliamo creare e proporre ai decisori nazionali e regionali delle politiche sanitarie e agricole modelli di organizzazione e riorganizzazione che veda attori  i singoli professionisti tuttavia nel contesto della Veterinaria nel suo complesso.

Nelle diverse articolazioni e attraverso i rappresentanti più competenti ed autorevoli

proporremo, pianificheremo e perseguiremo la realizzazione di progetti che:

·       Valorizzino le conoscenze veterinarie con ampliamento delle classi di concorso di insegnamento nella didattica degli istituti superiori

·       Creino un network di interrelazione tra gli operatori della Veterinaria

·       Attivino piani di emergenza nei riguardi delle zoonosi e delle malattie contagiose

·       Assistano le aziende zootecniche nelle azioni di profilassi e medicina delle popolazioni

·       Attivino programmi di miglioramento del benessere animale basati non sulla umanizzazione ma sulle reali esigenze delle specie interessate

·       Promuovano un’etica del comportamento umano verso gli animali da reddito

·       Potenzino il ruolo degli Osservatori Epidemiologici Veterinari Regionali interconnettendoli in una rete nazionale

·       Promuovano l’adozione di comportamenti igienici nel rapporto con gli animali

·       Mettano a punto metodiche e protocolli operativi riguardanti zoonosi e malattie veicolate dagli alimenti

·       Assistano le aziende di trasformazione per la commercializzazione dei prodotti su area vasta

·       Valorizzino i prodotti nazionali, regionali e di nicchia documentandone le reali caratteristiche

·       Predispongano un sistema di pagamento del latte a qualità basato non solo sui requisiti della materia prima “latte”, ma sulle esigenze delle trasformazioni

·       Utilizzino l’olfatto dei cani in nuove applicazioni in medicina, controllo dell’ambiente, nel settore agroalimentare

·       Tutelino la biodiversità

·       Promuovano l’aggiornamento anche con la pubblicazione di un periodico che abbia a riferimento “La Selezione Veterinaria”

Tutti progetti ed azioni convergenti in un’unica politica di categoria qualificabile come LA VET.ETICA.

W. Churchill  ha anche detto: “Non è abbastanza che facciamo del nostro meglio, qualche volta dobbiamo fare ciò che ci è richiesto”.

Per questo è importante che ciascuno dia  la sua adesione e si impegni  a partecipare, perché siamo e vogliamo essere riconosciuti come categoria portante di un Paese più organizzato, contribuendo a trasformare prassi burocratiche in servizi ai cittadini.

Una iniziativa che sarà gestita in modo apartitico e senza fini di lucro da chi alla proposta avrà aderito.

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Boni PaoloPromotore della petizioneVeterinario. Pensionato. Già Presidente della Società Italiana di Buiatria. Già Direttore IZSLER. Presidente del Consorzio De Alimentaria Qualitate.

I decisori

La classe Veterinaria
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i decisori politici
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Petizione creata in data 26 maggio 2020