

«No ai debiti con i privati, no alla sanità privatizzata. Sì all'ospedale di via Taverna». Quelli del Comitato SalviamOspedale ieri di fronte al Comune
Ieri, 24 marzo, mentre il Direttore Generale dell'Ausl Paola Arbasi interveniva alla seduta del Consiglio Comunale per relazionare sulla situazione della sanità pubblica piacentina, semplicemente non potevamo mancare.
Forti peraltro delle 7.220 firme di piacentini che già hanno sottoscritto le nostre petizioni in change.org alle quali si aggiungono le oltre 240 adesioni in forma cartacea raccolte al banchetto in piazzale Cittadella, ci siamo presentati, accolti da tre vigili agenti Digos, di fronte all'ingresso del Municipio mentre alla spicciolata arrivavano assessori e consiglieri, qualcuno addirittura fermandosi per un semplice cordiale saluto o per un veloce confronto tra le diverse posizioni (e, tra questi, addirittura il Sindaco, notoriamente tra gli alfieri della costruzione di un nuovo avveniristico contenitore ospedaliero finanziato prevalentemente con fondi privati - che sarebbero poi da rimborsare interessi inclusi -!).
“No ai debiti coi privati, no alla sanità privatizzata, si all’ospedale in via Taverna” la scritta sullo striscione che abbiamo posizionato all’ombra del palazzo comunale. In buona compagnia con tanti cartelli, da "Nuovo Ospedale efficiente subito in via Taverna" a "Non vogliamo l'ospedale privato", da "Ospedale = + Medici + Infermieri" a "Ospedale nuovo ma in via Taverna, sanità pubblica non privata" e ancora "A Piacenza servono medici e infermieri subito non un ospedale nuovo semiprivato tra dieci anni".
«Evidenziamo che il progetto per la costruzione di un nuovo ospedale porterà alla sua privatizzazione. Abbiamo trasmesso a tutti i consiglieri comunali una relazione, in cui vengono indicate le criticità del partenariato pubblico/privato e le conseguenze deleterie per la nostra sanità», ha detto il portavoce Augusto Ridella.
Insomma un NO chiaro, senza se e senza ma, anche perché “la Regione e l’Ausl si troverebbero vincolate a pagare per 30 anni un canone annuo di decine di milioni di euro. Al termine del periodo, si ritroverebbero con una struttura ormai obsoleta, mentre per tutto il tempo della concessione la gestione di manutenzione e servizi resterebbe in mano al privato”.
Per tacere delle preoccupazioni per il destino dell’attuale ospedale di via Taverna, che, nonostante sia considerato efficiente (così in Consiglio ha affermato Bardasi) e di recente costruzione, verrebbe abbandonato e presumibilmente demolito. “Si pagherà un affitto esorbitante al privato finanziatore (per 160 milioni) della nuova struttura privata, quando potremmo utilizzare i fondi pubblici disponibili per ampliare e potenziare l’esistente sin da subito”.
Insomma, quale alternativa? Nessun dubbio, “Utilizzare i 130 milioni di euro di finanziamento pubblico ancora disponibili per raddoppiare il polichirurgico, ammodernare gli altri reparti e creare nuove aree di parcheggio. Una soluzione che garantirebbe un miglioramento immediato della sanità piacentina senza vincoli a lungo termine con soggetti privati”.
Articolo pubblicato nel blog https://arzyncampo.altervista.org/