Petition updateL’Ospedale Nuovo di Piacenza deve rimanere Pubblico e in via TavernaNuovo ospedale? I muri non risolvono i problemi della sanità piacentina
Claudio ArzaniPiacenza, Italy
Jan 27, 2025

Aggiornamento del 27.01.2025

La lettera inviata al Direttore del quotidiano Libertà dall'ingegner Giovanni Monti lo scorso 18 gennaio 

 

Egr. Direttore, ho seguito con molto interesse la trasmissione di Telelibertà (il 17 gennaio, ndr) sul nuovo ospedale e vorrei esporre alcune mie considerazioni in merito.

 Faccio parte del gruppo “Salviamospedale” che, come noto, sostiene la possibile riqualificazione dell’attuale, anziché costruirne uno nuovo. Non abbiamo avuto ascolto, nonostante fossimo in grado di proporre soluzioni alternative a nostro avviso valide e, prima di questa trasmissione, sarebbe stato auspicabile che ne fosse stata tenuta un’altra nel corso della quale chi era a favore del nuovo si fosse potuto confrontare con chi sostiene la possibile riqualificazione dell’attuale. Il che non mi risulta sia avvenuto, ed è un peccato, perché l’opinione pubblica piacentina avrebbe potuto farsi una migliore opinione in merito.

 Sorprende l’affermazione della nostra Sindaca secondo la quale l’impermeabilizzazione dell’area 5 (attualmente a verde agricolo) coi nuovi fabbricati e relative infrastrutture possa considerarsi la miglior soluzione dal punto di vista ambientale… strana teoria, perché tutti i maggiori esponenti mondiali la pensano in maniera contraria.

 Non è stata evidenziata come causa fondamentale del non buon funzionamento della Sanità piacentina (stessa situazione in tutta Italia) sia dovuta alla mancanza di personale medico e paramedico e non mi pare credibile che la realizzazione di una struttura edilizia nuova di zecca possa essere un tale motivo di attrazione per medici e operatori sanitari di alto livello che possa risolvere gli attuali problemi. Finchè ci si nutre di queste teorie e non si affronta il problema reale delle retribuzioni insufficienti e delle condizioni di lavoro disincentivanti non si farà molta strada.

 Il Polichirurgico, che rappresenta circa i due terzi dell’attuale ospedale, è entrato in servizio esattamente 30 anni fa ed è in condizioni tutt’altro che disastrate. L’assoluta necessità di dismetterlo stona con l’affermazione del Presidente de Pascale che ha affermato che le opere ospedaliere si realizzano un volta al secolo….

 Se la causa fondamentale per l’introduzione di una chirurgia di livello adeguato a Piacenza è dovuta alla dimensione insufficiente per i robot delle attuali sale chirurgiche, faccio presente che, a fianco del suddetto Polichirurgico, esiste un’area di ca. 4.000 mq, attualmente usata impropriamente come parcheggio, che consentirebbe di realizzare un nuovo fabbricato multipiano in cui ospitare sale chirurgiche di dimensioni adeguate. E, quanto a detto parcheggio da spostare, varie alternative sono state proposte e puntualmente non ascoltate.    

 I tempi di realizzazione del nuovo ospedale sono stati esposti, a mio avviso, in maniera tutt’altro che chiara: cosa significa ultimazione della costruzione entro il 2032, escluso il collaudo? E l’impiantistica medica e ausiliaria quanto tempo richiederà per essere funzionante? E il trasferimento delle attività ancora in corso all’epoca in via Taverna?

 Per quanto riguarda la scelta di ricorrere al “project financing”, che è stata data come una via sicura e già ben rodata, ricordo che (almeno in Regione!) dovrebbero essere ben note le disavventure finanziarie già accadute con gli ospedali di Mestre, Ferrara e in Toscana, dove le condizioni finanziarie si sono rivelate certamente soddisfacenti per l’imprenditoria privata, ma estremamente svantaggiose per le casse pubbliche.

 Ancora un’osservazione (ma ci sarebbe ancora molto da aggiungere, soprattutto in merito alla proclamata “partecipazione” nelle scelte pubbliche) sul futuro riutilizzo della struttura di via Taverna: mi pare si siano accennate diverse, vaghe, soluzioni, tanto per far fronte alle obiezioni sollevate da varie parti sul rischio del suo abbandono, ma il punto più difficile da affrontare sarà, come sempre, quello del reperimento dei fondi necessari, di cui non si è fatto cenno. Fra le soluzioni proposte è stata inserita anche quella dell’utilizzo come scuola per medici e infermieri, ma desta molte perplessità che il campo per l’addestramento pratico di tale personale verrà a trovarsi a parecchi km di distanza da via Taverna….

 Infine mi si consenta una considerazione finale su un tema nemmeno sfiorato nel dibattito: perché, a fronte di ben tre studi di fattibilità commissionati a Policreo per il nuovo ospedale, non ne è mai stato commissionato uno, prioritario, che verificasse il possibile adeguamento di quello esistente, argomento trattato in poche paginette nei suddetti studi e presto liquidato come non fattibile?

 Giovanni Monti

 

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