L’OSPEDALE DI ALCAMO NON SI TOCCA


L’OSPEDALE DI ALCAMO NON SI TOCCA
Il problema
Stimatissimo Signor Presidente della Repubblica
Illustrissimo Signor Presidente della Regione Siciliana
e p.c. al Sindaco di Alcamo Domenico Surdi
All’ Assessore Regionale alla Sanità Ruggero Razza
Ai Sindaci del Territorio
Agli Onorevoli alcamesi
Come Comitato “Alcamo32”, nato recentemente a tutela del nostro ospedale, a causa dell’assenza di risposte alle semplici domande che da mesi ormai inutilmente poniamo ai nostri rappresentanti politici locali, non ci rimane che rivolgerci alle Signorie Loro, quali più alti rappresentanti del popolo, affinché l’Ospedale di Alcamo possa rivivere e non sopravvivere con la sottrazione continua di pezzi di organico e di reparti a cui assistiamo da anni e che ormai fa intravedere la soppressione complessiva del nostro nosocomio.
L’ospedale di Alcamo serve una popolazione di circa cento mila persone, senza considerare l’incremento turistico che ha interessato il nostro territorio negli ultimi anni.
Siamo certi, e vi ringraziamo fin d’ora, che la vostra sensibilità non lascerà la presente voce inascoltata e che una vostra parola possa ridare concreta speranza ai nostri malati, ai nostri anziani.
Se possibile, attraverso il Vostro prezioso intervento, desidereremmo chiedere al Signor Sindaco di Alcamo, massima autorità per la tutela della salute dei suoi concittadini, dotato della maggiore responsabilità politica nella difesa del nostro ospedale, se sia stato concretamente presente in tutta questa triste vicenda, se e come ha inciso efficacemente davanti le autorità sanitarie regionali, investendo magari della questione il governo nazionale, di cui il suo partito è componente maggioritario.
Desidereremmo conoscere dal Signor Assessore Regionale alla Sanità, che recentemente ha partecipato ad un’audizione parlamentare sul tema del nostro ospedale, quali decisioni ed iniziative concrete abbia assunto in merito.
Ci vorremmo rivolgere anche ai Sindaci del territorio, ai quali insieme al Sindaco di Alcamo, il 12 febbraio scorso, a seguito di una pubblica videoconferenza del 6 febbraio, abbiamo presentato ed inviato una proposta di potenziamento di organico con loro stessi condivisa, che alleghiamo alla presente.
Desidereremmo sapere se il Signor Sindaco di Alcamo, in merito a tale proposta, abbia assunto una funzione propulsiva e di coordinamento fra i suoi colleghi e, se non l’avesse fatto, vorremmo chiedere ai Sindaci del territorio, se hanno chiesto al loro collega spiegazioni e se siano stati essi stessi di impulso a tutela della salute dei loro concittadini che hanno nell’ospedale di Alcamo il punto di riferimento.
Gentili Presidenti, con l’autorevolezza che vi contraddistingue, vorremmo conoscere dai nostri concittadini deputati regionali, nazionali ed europeo, al di la delle dichiarazioni di rito, quali iniziative concrete e con quali risultati si sono attivati per tutelare il nostro ospedale.
Con il vostro autorevole intervento desidereremmo avere la certezza dai politici locali che i nostri reparti non vengano ulteriormente depotenziati di personale e che verranno ripristinati i reparti che in questi anni sono stati soppressi.
Inoltre desidereremmo avere una parola di Verità sul nuovo ospedale per sapere dai nostri rappresentanti locali se dovrà continuare ad essere un miraggio che appare e scompare ad ogni elezioni, come è stato per oltre trent’anni a questa parte, o se verrà veramente realizzato e a tutela dei cittadini.
Crediamo che noi cittadini abbiamo il dovere civile di continuare a far sentire la nostra voce, non contro qualcuno ma per l'ospedale, per il diritto alla salute, per il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa Costituzione e all'ordine democratico che i nostri padri e i nostri nonni hanno costruito con sudore e a volte nel dolore.
Siamo in una triste fase di chiusure, di una collettività in chiaro decadimento.
La crisi pandemica sta facendo emergere ciò che già esisteva: una preoccupante crisi strutturale che adesso sta diventando insostenibile.
La grande emigrazione in atto di giovani, riduce ulteriormente l'interesse delle persone verso i beni ed i servizi pubblici locali, perché già proiettati nei luoghi e nelle città dove vivono figli e nipoti.
Questa ulteriore perdita di interesse ed impegno civico è qualcosa più difficile da recuperare, più dell'ospedale, più di tutti i disservizi del nostro territorio.
E pur tuttavia non siamo pessimisti, non ce lo possiamo permettere!
Vi ringraziamo per la Vostra preziosa attenzione.

Il problema
Stimatissimo Signor Presidente della Repubblica
Illustrissimo Signor Presidente della Regione Siciliana
e p.c. al Sindaco di Alcamo Domenico Surdi
All’ Assessore Regionale alla Sanità Ruggero Razza
Ai Sindaci del Territorio
Agli Onorevoli alcamesi
Come Comitato “Alcamo32”, nato recentemente a tutela del nostro ospedale, a causa dell’assenza di risposte alle semplici domande che da mesi ormai inutilmente poniamo ai nostri rappresentanti politici locali, non ci rimane che rivolgerci alle Signorie Loro, quali più alti rappresentanti del popolo, affinché l’Ospedale di Alcamo possa rivivere e non sopravvivere con la sottrazione continua di pezzi di organico e di reparti a cui assistiamo da anni e che ormai fa intravedere la soppressione complessiva del nostro nosocomio.
L’ospedale di Alcamo serve una popolazione di circa cento mila persone, senza considerare l’incremento turistico che ha interessato il nostro territorio negli ultimi anni.
Siamo certi, e vi ringraziamo fin d’ora, che la vostra sensibilità non lascerà la presente voce inascoltata e che una vostra parola possa ridare concreta speranza ai nostri malati, ai nostri anziani.
Se possibile, attraverso il Vostro prezioso intervento, desidereremmo chiedere al Signor Sindaco di Alcamo, massima autorità per la tutela della salute dei suoi concittadini, dotato della maggiore responsabilità politica nella difesa del nostro ospedale, se sia stato concretamente presente in tutta questa triste vicenda, se e come ha inciso efficacemente davanti le autorità sanitarie regionali, investendo magari della questione il governo nazionale, di cui il suo partito è componente maggioritario.
Desidereremmo conoscere dal Signor Assessore Regionale alla Sanità, che recentemente ha partecipato ad un’audizione parlamentare sul tema del nostro ospedale, quali decisioni ed iniziative concrete abbia assunto in merito.
Ci vorremmo rivolgere anche ai Sindaci del territorio, ai quali insieme al Sindaco di Alcamo, il 12 febbraio scorso, a seguito di una pubblica videoconferenza del 6 febbraio, abbiamo presentato ed inviato una proposta di potenziamento di organico con loro stessi condivisa, che alleghiamo alla presente.
Desidereremmo sapere se il Signor Sindaco di Alcamo, in merito a tale proposta, abbia assunto una funzione propulsiva e di coordinamento fra i suoi colleghi e, se non l’avesse fatto, vorremmo chiedere ai Sindaci del territorio, se hanno chiesto al loro collega spiegazioni e se siano stati essi stessi di impulso a tutela della salute dei loro concittadini che hanno nell’ospedale di Alcamo il punto di riferimento.
Gentili Presidenti, con l’autorevolezza che vi contraddistingue, vorremmo conoscere dai nostri concittadini deputati regionali, nazionali ed europeo, al di la delle dichiarazioni di rito, quali iniziative concrete e con quali risultati si sono attivati per tutelare il nostro ospedale.
Con il vostro autorevole intervento desidereremmo avere la certezza dai politici locali che i nostri reparti non vengano ulteriormente depotenziati di personale e che verranno ripristinati i reparti che in questi anni sono stati soppressi.
Inoltre desidereremmo avere una parola di Verità sul nuovo ospedale per sapere dai nostri rappresentanti locali se dovrà continuare ad essere un miraggio che appare e scompare ad ogni elezioni, come è stato per oltre trent’anni a questa parte, o se verrà veramente realizzato e a tutela dei cittadini.
Crediamo che noi cittadini abbiamo il dovere civile di continuare a far sentire la nostra voce, non contro qualcuno ma per l'ospedale, per il diritto alla salute, per il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa Costituzione e all'ordine democratico che i nostri padri e i nostri nonni hanno costruito con sudore e a volte nel dolore.
Siamo in una triste fase di chiusure, di una collettività in chiaro decadimento.
La crisi pandemica sta facendo emergere ciò che già esisteva: una preoccupante crisi strutturale che adesso sta diventando insostenibile.
La grande emigrazione in atto di giovani, riduce ulteriormente l'interesse delle persone verso i beni ed i servizi pubblici locali, perché già proiettati nei luoghi e nelle città dove vivono figli e nipoti.
Questa ulteriore perdita di interesse ed impegno civico è qualcosa più difficile da recuperare, più dell'ospedale, più di tutti i disservizi del nostro territorio.
E pur tuttavia non siamo pessimisti, non ce lo possiamo permettere!
Vi ringraziamo per la Vostra preziosa attenzione.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 24 agosto 2021